Dossier Regolamento del Verde Urbano

L’ambiente – la sua difesa, la sua promozione ed il suo studio – soffre di numerosi paradossi.

È vittima del paradosso dell’azione collettiva: troppo costosa è la mobilitazione se i medesimi vantaggi – grandi o piccoli che siano – possono essere ottenuti grazie all’attivazione di altri.

Soffre della tragedia del bene comune, per il divario che caratterizza l’attenzione per ciò che è proprio, e ciò che è di tutti.

È vittima dei limiti sociali allo sviluppo per i beni soggetti a congestione: ciascuno singolarmente può accedervi per goderne, ma non tutti insieme contemporaneamente, perché se ne annullerebbe il valore.

Risente del divario fra benefici diffusi e costi concentrati.

Questi e altri paradossi come le tipiche sindromi ambientali: mai sotto casa, non adesso, troppo rischioso.

Per non parlare di concetti quali quello di sostenibilità, chiave dell’ecologia per il 21° secolo e tuttavia declinato nelle accezioni le più diverse: come elemento indissolubilmente legato allo sviluppo (per industriali ed operatori economici); come antagonista dello sviluppo (per chi propone la crescita zero); come fautore di equità (per chi pensa agli equilibri mondiali); come nuovo orizzonte per le prossime generazioni (per chi ragioni in termini di futuro locale); come esigenza di democrazia (per chi propugna processi decisionali più trasparenti); come richiesta di programmazione globale (per chi è più scettico nei confronti degli automatismi allocativi del mercato).

L'ambiente in sé, per i suoi caratteri intrinseci, è fonte di problemi, paradossi, divergenze, dilemmi.

La nostra associazione, che ha come principale finalità tutela e valorizzazione della natura e dell'ambiente, presenta un lavoro utile alle Amministrazioni Comunali quale proposta per adottare un Regolamento del Verde.

Il Regolamento del Verde Urbano costituisce uno degli strumenti di pianificazione comunale al fine di ottenere un'organica gestione del verde cittadino.

L'azione promossa dai soci di ISEA ODV intende favorire il rapporto tra cittadini, associazioni di volontariato e Ente Comune: un rapporto che si dovrà sempre di più basare sulla collaborazione e sulla reciproca disponibilità ad ideare, progettare e realizzare azioni positive per la comunità.

Antonio De Rosa

ISEA ODV

PROPOSTA “REGOLAMENTO DEL VERDE URBANO” 

Il Regolamento del Verde Urbano costituisce uno degli strumenti di pianificazione comunale al fine di ottenere un'organica gestione del verde cittadino. 

Il Regolamento ha carattere prevalentemente prescrittivo e nella quasi totalità dei casi contiene norme sulla progettazione, l’attuazione, la manutenzione del verde pubblico e privato, descrivendo le modalità di realizzazione delle nuove realizzazioni pubbliche e private, le specie e le tipologie dispositive suggerite per le diverse funzioni ornamentali (strade, parchi, giardini pubblici, ecc.) e per i diversi soggetti fruitori. Contiene inoltre disposizioni relative alle modalità di abbattimento, potatura, scavi e danneggiamenti, aree di cantiere, individuando anche sanzioni e norme in caso di inadempienze. 

Il Regolamento consente una gestione razionale del verde urbano pubblico e privato prevedendo indicazioni tecniche per la scelta e la messa a dimora delle specie vegetali, le linee di difesa per il contenimento delle avversità, le operazioni colturali nel rispetto della tutela dell’ambiente e della sicurezza sul lavoro ed i criteri di valutazione dei danni arrecati al verde per la tutela da ogni forma di degrado e danneggiamento. 

Il Regolamento disciplina il Verde di proprietà pubblica e privata sul territorio comunale, in particolare deve essere individuato il preciso ambito di applicazione, ad esempio: 

  • Parchi e giardini comunali
  • Parchi e giardini storici o aree vincolate
  • Verde di arredo urbano (alberate stradali, aiuole, fioriere, verde spartitraffico)
  • Spazi verdi a corredo di servizi pubblici (edifici pubblici, impiantistica sportiva, verde ospedaliero, edifici scolastici)
  • Aree verdi libere, attrezzate e non, destinate al gioco
  • Spazi di proprietà pubblica con destinazione a verde affidati in concessione per scopi di utilità sociale
  • Aree incolte urbane pubbliche e private
  • Giardini privati
  • Orti urbani pubblici e privati
  • Fasce di rispetto
  • Boschi
  • Aree incolte marginali, sentieri, siepi, macchie arbustive e filari campestri 

Le norme del regolamento non si applicano invece a vivai, orti botanici, impianti sperimentali, e a tutto quanto ad essi assimilabile.

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