IMPIANTO A BIOMASSE: LO TERRESTE DIETRO CASA?

Categoria principale: L' angolo del Presidente Categoria: L' angolo del Presidente Creato Mercoledì, 26 Luglio 2017

Singolare davvero, la nostra comunità.

Qualcuno costruisce dietro casa un impianto a biomasse e nessuno ne sa nulla.

IMPIANTO A BIOMASSE: LO TERRESTE DIETRO CASA?

    

     

 

Questo è quello che è in corso di realizzazione in zona Scavata Case Rosse, esattamente al confine tra il Comune di Salerno e il Comune di Pontecagnano Faiano. 

Un impianto simile è stato bloccato a Baronissi. Ora è in via di completamento nella stessa zona dove doveva realizzarsi la centrale termoelettrica. Forse adesso si spiegano le richieste per realizzare due impianti per il trattamento di rifiuti speciali nel nostro comune.

Questo nel silenzio più totale.

La nostra segnalazione è stata ripresa dal quotidiano LA CITTA'.

Di seguito la dichiarazione rilasciata al quotidiano LA CITTA' dall'assessore alle politiche ambientali di Pontecagnano Faiano.

Il pensiero dell'assessore non è condivisibile.
La vicenda è avvolta in una nube di mistero (e il cittadino ha diritto di essere informato).

E le troppo recenti (per essere un caso!) modifiche alla VIA o non sono note oppure si sta sviando il problema.



È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 6 luglio 2017 il Decreto Legislativo 16 giugno 2017 n. 104 che riforma la disciplina della Valutazione di Impatto Ambientale (VIA). Il decreto legislativo, che entrerà in vigore il 21 luglio 2017, recepisce la direttiva 2014/52/UE del Parlamento europeo e del Consiglio e modifica le procedure di valutazione dell’impatto ambientale dei progetti pubblici e privati.
La nuova VIA porta procedure più semplici, tempi certi, regole uniformi su tutto il territorio, innalzando allo stesso tempo il grado di tutela ambientale. Fino a ieri una VIA si concludeva in circa 3 anni, mentre una verifica di assoggetabilità poteva durare 11 mesi e mezzo. Il “cuore” della nuova VIA è la possibilità, in alternativa a quello ordinario, di poter richiedere, per i progetti di competenza statale, un provvedimento unico ambientale che coordina e sostituisce tutti i titoli abilitativi o autorizzativi comunque riconducibili ai fattori ‘ambientali’. Per la conclusione di tutti i procedimenti di valutazione ambientale sono inoltre previsti termini perentori che, se non rispettati, comportano la possibilità di operare in regime di sostituzione amministrativa, con conseguenti profili di responsabilità.
Per la fase dello "screening" potrà essere presentato, come previsto dalla normativa europea, esclusivamente lo studio preliminare ambientale, mentre per la procedura di VIA vera e propria, sempre in linea con quanto richiesto dalla direttiva europea, si potranno presentare elaborati progettuali a un livello informativo e di dettaglio, almeno equivalente al progetto di fattibilità o, comunque, tali da consentire la compiuta valutazione degli impatti ambientali. In qualsiasi momento potrà essere attivata con l’autorità competente una fase di confronto per definire il livello di dettaglio degli elaborati necessari. Sarà poi possibile richiedere all’autorità competente una valutazione preliminare del progetto (il ‘pre-screening’) per individuare la corretta procedura da avviare: questo riguarda in particolare gli interventi di modifica di progetti già realizzati e gli adeguamenti tecnici volti al miglioramento delle prestazioni ambientali, quali ad esempio il repowering degli impianti eolici.
Importante novità è anche la razionalizzazione del riparto delle competenze tra Stato e Regioni: vengono attratte a livello statale le procedure di VIA dei progetti riguardanti le infrastrutture e gli impianti energetici, tenendo conto delle esigenze di uniformità ed efficienza delle procedure e sulla base del criterio della dimensione “sovra-regionale” degli impatti ambientali da valutare. Una norma transitoria ad hoc consente, infine, l’applicazione alle procedure in corso del nuovo sistema introdotto dalla riforma.
Il provvedimento determina anche la completa digitalizzazione degli oneri informativi a carico dei proponenti, con l’eliminazione integrale degli obblighi di pubblicazione sui mezzi di stampa, ma anche l’ampliamento della partecipazione del pubblico attraverso il potenziamento dell’istituto dell’inchiesta pubblica che può essere chiesta da comuni e associazioni.

 

CENTRALE A BIOMASSE

In ingegneria energetica una centrale a biomasse è una tipologia di centrale elettrica che utilizza l'energia rinnovabile ricavabile dalle biomasse estraendola attraverso diverse tecniche: l'energia può essere ottenuta sia per combustione diretta delle biomasse, mediante particolari procedimenti tendenti a migliorare l'efficienza, sia mediante pirolisi, sia mediante estrazione di gas di sintesi (syngas) tramite gassificazione.

Il termine biomassa definisce qualsiasi materia organica (cioè derivata dal processo di fotosintesi clorofilliana) con esclusione dei combustibili fossili e delle plastiche di origine petrolchimica. Questa definizione raggruppa una varietà estremamente eterogenea di materiali: può trattarsi, ad esempio, di cascami dell'industria, di residui di lavorazioni agricole e forestali, di legname da ardere, di scarti dell'industria agroalimentare, di sterco e reflui degli allevamenti, di oli vegetali, rifiuti urbani, ma anche specie vegetali coltivate allo scopo, come il pioppo, il miscanto, o altre essenze e specie a crescita rapida e di facile coltivazione, adatte allo scopo.

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