Politica ambientale a Pontecagnano Faiano? Mai pervenuta

Categoria principale: L' angolo del Presidente Categoria: L' angolo del Presidente Creato Mercoledì, 30 Marzo 2016

La politica ambientale a Pontecagnano Faiano è ferma a generici impegni di “facciata” che si leggono sul sito internet del comune e che risalgono al lontano 2010.

Le promesse di Sica contenute nel programma elettorale del 2013 sono state completamente disattese.   L’ambiente non è una priorità della sua giunta e provvedimenti tampone quale la tanto decantata realizzazione area sgambamento animali in zona S.Antonio fanno davvero sorridere. L’incompetenza della giunta  si è palesata anche con la mancata convocazione della istituita Consulta per l’Ambiente. E’ evidente la mancanza di idee, di programmazione e in generale di attenzione al problema. Non parliamo delle presunte guardie ambientali, vero autogoal di Sica e compagni.

Nel nostro comune la raccolta differenziata rifiuti è ai minimi storici, le operazioni quali raccolta olii esausti   è talmente improvvisata da essere sconosciuta alla maggioranza della popolazione. E potremmo continuare all’infinito …. Come la famosa casa dell’acqua priva delle necessarie certificazioni qualità.

Ma cosa promettevano i principali antagonisti di Sica alle ultime amministrative in tema di politica ambientale? Lanzara prometteva grande attenzione all’ambiente, salvo poi, come capogruppo della minoranza in Consiglio Comunale, mai  far emergere le lacune in tema di politica ambientale del sindaco e della sua giunta; Anastasio puntava tutto sui controlli e sull’eliminazione dell’amianto, salvo poi approvare i bilanci di previsione della giunta Sica che non destinano alcuna risorsa alla politica ambientale; Zoccoli promesse generiche ed un netto NO al consumo di suolo (!).  Da precisare che l’assessora non si è mai opposta al consumo del suolo prodotto da Sica. Vero e proprio manifesto sulla tutela ambientale il programma di Moscati (M5S) … programma bocciato clamorosamente dall’elettorato.

Le politiche ambientali richiedono un concorso solidale tra singoli cittadini, famiglie, educatori, comunicatori sociali, associazioni, imprese, centri di ricerca e di politiche elaborate nelle sedi istituzionali per produrre cambiamenti –  culturali, economici e legislativi – di lunga portata, di adeguata efficacia e dotati di quel grado di consenso richiesto in ogni società democratica. 


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