Censimento dei pendolari a Pontecagnano Faiano

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ISEA Onlus lancia il  "Censimento dei pendolari a Pontecagnano Faiano"

L'intento è di realizzare un quadro completo delle problematiche della mobilità per coloro che si muovono quotidianamente.

Lo scopo è individuare le priorità per lo sviluppo di una mobilità sostenibile.

Speriamo di raggiungere il numero maggiore possibile di persone e di avere la loro collaborazione.

Per partecipare al censimento occorre scegliere uno dei link proposti a seconda del mezzo prevalente di mobilità e di compilare il modulo in maniera completa e onesta.

E' richiesto di lasciare nome e cognome e un recapito email valido. I dati non verranno in alcun modo utilizzati per scopi diversi dal censimento stesso e non compariranno nelle analisi statistiche che proporremo ai nostri  interlocutori (Enti Pubblici e Associazioni).

Tutti i suggerimenti e le proposte pervenute saranno oggetto di approfondimento e saranno citati nella relazione finale dell'attività.

Grazie per la collaborazione

TRENO 

AUTO 

BUS  

 

Note sulla privacy

Questo sito è gestito dall’ Associazione ISEA Onlus, via Via Picentino 25 - Pontecagnano Faiano.

ISEA Onlus non comunicherà a terzi nomi e indirizzi e-mail inseriti, e utilizzerà questi dati soltanto in forma anonima e aggregata. Utilizzerà l'indirizzo e-mail fornito solo in caso di necessità di comunicazione strettamente legate allo svolgimento del censimento o per comunicazioni dell’ Associazione in caso di esplicita autorizzazione.

 

 

 

ISEA Onlus lancia il  "Censimento dei pendolari a Pontecagnano Faiano"

 

La mobilità sostenibile nelle aree urbane. L’attività del Ministero dell’Ambiente

Fonte: Ministero dell'Ambiente

Il tema della mobilità sostenibile sta divenendo negli ultimi anni uno degli argomenti di maggiore dibattito nell’ambito delle politiche ambientali locali, nazionali e internazionali volte a ridurre l’impatto ambientale derivante dalla mobilità delle persone e delle merci. Attenzione, questa, più che giustificata, se solo si ricorda che il settore dei trasporti produce la metà delle emissioni di polveri sottili (PM10) in Italia, di cui oltre il 65% di queste deriva dal trasporto stradale. Il sistema dei trasporti, quindi, è senza dubbio uno dei maggiori responsabili dell’inquinamento atmosferico.

 
Il miglioramento in termini ambientali della domanda di mobilità, in particolare in ambito urbano, rappresenta una priorità per favorire una migliore qualità della vita dei cittadini, in termini di relazioni sociali e culturali, e per creare nuove opportunità economiche e di sviluppo.
 
La domanda di mobilità urbana genera “costi esterni” pagati dalla comunità e che possono essere tradotti in termini di:
 
  • emissioni di gas serra;
  • inquinamento atmosferico;
  • inquinamento acustico;
  • congestione da traffico;
  • incidentalità;
  • consumi energetici.
 
Il traffico delle nostre città è un problema economico, in termini di consumo di risorse non reintegrabili.
E’ un problema ambientale, perché genera effetti negativi in termini di emissioni inquinanti con ripercussioni sulla salute del pianeta e della popolazione.
E’ un problema sociale perché incide gravemente sulla qualità della vita e sulla sicurezza dei cittadini.
 
Per contrastare tutto questo, occorre stimolare una politica basata su obiettivi condivisi da raggiungere sul territorio, in cui tutti i soggetti coinvolti, quali ad esempio Pubbliche Amministrazioni, Regioni, Enti Locali e imprese, possano contribuire all’utilizzo efficiente delle risorse e degli strumenti per aumentare l’efficacia degli interventi da realizzare. Ma anche i cittadini devono essere sensibilizzati e coinvolti attraverso proposte alternative volte a stimolare la consapevolezza di scelte più opportune nel muoversi in città e la diffusione di una vera e propria cultura della mobilità sostenibile. Dunque un’opportunità di cambiamento di stili di vita.
 
In tale ambito, il Ministero dell’Ambiente ha supportato, dal 1996 ad oggi, la realizzazione di oltre 556 interventi, per una spesa complessiva di più di 600 milioni di euro, finalizzati alla progressiva riduzione dell’utilizzo del mezzo privato motorizzato ed a favore di modalità di trasporto orientate alla salvaguardia dell’ambiente e in particolar modo alla riduzione dell’inquinamento atmosferico derivante dal traffico veicolare.
Tutto ciò attraverso specifici programmi di cofinanziamento, tra cui il più recente è il Fondo per la Mobilità Sostenibile, rivolti ai Comuni, quali soggetti istituzionalmente competenti nella realizzazione delle politiche di mobilità urbana, tenendo conto delle esigenze delle aree urbane italiane, attraverso un confronto con l’ANCI. I Comuni che hanno beneficiato dei programmi di cofinanziamento hanno quindi potuto usufruire negli anni di un sostegno aggiuntivo per la realizzazione delle proprie politiche di mobilità sostenibile, con l’obiettivo di massimizzare i benefici ambientali.
Con i numerosi programmi avviati, il Ministero ha perseguito obiettivi quali il potenziamento del trasporto pubblico locale, la messa in circolazione di veicoli a basso impatto ambientale, la promozione di sistemi di mobilità alternativi quali la bicicletta, la razionalizzazione dei processi di distribuzione delle merci in ambito urbano, la promozione di servizi di trasporto flessibile, la diffusione del servizio di car sharing.
 
Con l’istituzione nel 2010 del Tavolo tecnico per la mobilità sostenibile, richiesto del Ministero dell’Ambiente alla Conferenza Stato-Città ed Autonomie Locali, si è avviato un confronto tra Comuni e Istituzioni competenti sulle politiche di mobilità urbana sostenibile, allo scopo di favorire lo scambio di buone pratiche, divulgare le priorità politiche dei Comuni nel settore della mobilità urbana, condividere i criteri e le modalità per la valutazione dell’efficacia degli interventi.
In tale ambito, riveste particolare rilievo la realizzazione di un applicativo web (Progetto GIMS), finalizzato al monitoraggio dei finanziamenti concessi dal Ministero ed alla valutazione dell’efficacia degli interventi finanziati.
- See more at: http://www.minambiente.it/pagina/la-mobilita-sostenibile-nelle-aree-urbane-lattivita-del-ministero-dellambiente#sthash.bRPzPfr8.dpuf

 

Il tema della mobilità sostenibile sta divenendo negli ultimi anni uno degli argomenti di maggiore dibattito nell’ambito delle politiche ambientali locali, nazionali e internazionali volte a ridurre l’impatto ambientale derivante dalla mobilità delle persone e delle merci. Attenzione, questa, più che giustificata, se solo si ricorda che il settore dei trasporti produce la metà delle emissioni di polveri sottili (PM10) in Italia, di cui oltre il 65% di queste deriva dal trasporto stradale. Il sistema dei trasporti, quindi, è senza dubbio uno dei maggiori responsabili dell’inquinamento atmosferico.

 
Il miglioramento in termini ambientali della domanda di mobilità, in particolare in ambito urbano, rappresenta una priorità per favorire una migliore qualità della vita dei cittadini, in termini di relazioni sociali e culturali, e per creare nuove opportunità economiche e di sviluppo.
 
La domanda di mobilità urbana genera “costi esterni” pagati dalla comunità e che possono essere tradotti in termini di:
 
  • emissioni di gas serra;
  • inquinamento atmosferico;
  • inquinamento acustico;
  • congestione da traffico;
  • incidentalità;
  • consumi energetici.
 
Il traffico delle nostre città è un problema economico, in termini di consumo di risorse non reintegrabili.
E’ un problema ambientale, perché genera effetti negativi in termini di emissioni inquinanti con ripercussioni sulla salute del pianeta e della popolazione.
E’ un problema sociale perché incide gravemente sulla qualità della vita e sulla sicurezza dei cittadini.
 
Per contrastare tutto questo, occorre stimolare una politica basata su obiettivi condivisi da raggiungere sul territorio, in cui tutti i soggetti coinvolti, quali ad esempio Pubbliche Amministrazioni, Regioni, Enti Locali e imprese, possano contribuire all’utilizzo efficiente delle risorse e degli strumenti per aumentare l’efficacia degli interventi da realizzare. Ma anche i cittadini devono essere sensibilizzati e coinvolti attraverso proposte alternative volte a stimolare la consapevolezza di scelte più opportune nel muoversi in città e la diffusione di una vera e propria cultura della mobilità sostenibile. Dunque un’opportunità di cambiamento di stili di vita.
 
In tale ambito, il Ministero dell’Ambiente ha supportato, dal 1996 ad oggi, la realizzazione di oltre 556 interventi, per una spesa complessiva di più di 600 milioni di euro, finalizzati alla progressiva riduzione dell’utilizzo del mezzo privato motorizzato ed a favore di modalità di trasporto orientate alla salvaguardia dell’ambiente e in particolar modo alla riduzione dell’inquinamento atmosferico derivante dal traffico veicolare.
Tutto ciò attraverso specifici programmi di cofinanziamento, tra cui il più recente è il Fondo per la Mobilità Sostenibile, rivolti ai Comuni, quali soggetti istituzionalmente competenti nella realizzazione delle politiche di mobilità urbana, tenendo conto delle esigenze delle aree urbane italiane, attraverso un confronto con l’ANCI. I Comuni che hanno beneficiato dei programmi di cofinanziamento hanno quindi potuto usufruire negli anni di un sostegno aggiuntivo per la realizzazione delle proprie politiche di mobilità sostenibile, con l’obiettivo di massimizzare i benefici ambientali.
Con i numerosi programmi avviati, il Ministero ha perseguito obiettivi quali il potenziamento del trasporto pubblico locale, la messa in circolazione di veicoli a basso impatto ambientale, la promozione di sistemi di mobilità alternativi quali la bicicletta, la razionalizzazione dei processi di distribuzione delle merci in ambito urbano, la promozione di servizi di trasporto flessibile, la diffusione del servizio di car sharing.
 
Con l’istituzione nel 2010 del Tavolo tecnico per la mobilità sostenibile, richiesto del Ministero dell’Ambiente alla Conferenza Stato-Città ed Autonomie Locali, si è avviato un confronto tra Comuni e Istituzioni competenti sulle politiche di mobilità urbana sostenibile, allo scopo di favorire lo scambio di buone pratiche, divulgare le priorità politiche dei Comuni nel settore della mobilità urbana, condividere i criteri e le modalità per la valutazione dell’efficacia degli interventi.
In tale ambito, riveste particolare rilievo la realizzazione di un applicativo web (Progetto GIMS), finalizzato al monitoraggio dei finanziamenti concessi dal Ministero ed alla valutazione dell’efficacia degli interventi finanziati.
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Il tema della mobilità sostenibile sta divenendo negli ultimi anni uno degli argomenti di maggiore dibattito nell’ambito delle politiche ambientali locali, nazionali e internazionali volte a ridurre l’impatto ambientale derivante dalla mobilità delle persone e delle merci. Attenzione, questa, più che giustificata, se solo si ricorda che il settore dei trasporti produce la metà delle emissioni di polveri sottili (PM10) in Italia, di cui oltre il 65% di queste deriva dal trasporto stradale. Il sistema dei trasporti, quindi, è senza dubbio uno dei maggiori responsabili dell’inquinamento atmosferico.

 
Il miglioramento in termini ambientali della domanda di mobilità, in particolare in ambito urbano, rappresenta una priorità per favorire una migliore qualità della vita dei cittadini, in termini di relazioni sociali e culturali, e per creare nuove opportunità economiche e di sviluppo.
 
La domanda di mobilità urbana genera “costi esterni” pagati dalla comunità e che possono essere tradotti in termini di:
 
  • emissioni di gas serra;
  • inquinamento atmosferico;
  • inquinamento acustico;
  • congestione da traffico;
  • incidentalità;
  • consumi energetici.
 
Il traffico delle nostre città è un problema economico, in termini di consumo di risorse non reintegrabili.
E’ un problema ambientale, perché genera effetti negativi in termini di emissioni inquinanti con ripercussioni sulla salute del pianeta e della popolazione.
E’ un problema sociale perché incide gravemente sulla qualità della vita e sulla sicurezza dei cittadini.
 
Per contrastare tutto questo, occorre stimolare una politica basata su obiettivi condivisi da raggiungere sul territorio, in cui tutti i soggetti coinvolti, quali ad esempio Pubbliche Amministrazioni, Regioni, Enti Locali e imprese, possano contribuire all’utilizzo efficiente delle risorse e degli strumenti per aumentare l’efficacia degli interventi da realizzare. Ma anche i cittadini devono essere sensibilizzati e coinvolti attraverso proposte alternative volte a stimolare la consapevolezza di scelte più opportune nel muoversi in città e la diffusione di una vera e propria cultura della mobilità sostenibile. Dunque un’opportunità di cambiamento di stili di vita.
 
In tale ambito, il Ministero dell’Ambiente ha supportato, dal 1996 ad oggi, la realizzazione di oltre 556 interventi, per una spesa complessiva di più di 600 milioni di euro, finalizzati alla progressiva riduzione dell’utilizzo del mezzo privato motorizzato ed a favore di modalità di trasporto orientate alla salvaguardia dell’ambiente e in particolar modo alla riduzione dell’inquinamento atmosferico derivante dal traffico veicolare.
Tutto ciò attraverso specifici programmi di cofinanziamento, tra cui il più recente è il Fondo per la Mobilità Sostenibile, rivolti ai Comuni, quali soggetti istituzionalmente competenti nella realizzazione delle politiche di mobilità urbana, tenendo conto delle esigenze delle aree urbane italiane, attraverso un confronto con l’ANCI. I Comuni che hanno beneficiato dei programmi di cofinanziamento hanno quindi potuto usufruire negli anni di un sostegno aggiuntivo per la realizzazione delle proprie politiche di mobilità sostenibile, con l’obiettivo di massimizzare i benefici ambientali.
Con i numerosi programmi avviati, il Ministero ha perseguito obiettivi quali il potenziamento del trasporto pubblico locale, la messa in circolazione di veicoli a basso impatto ambientale, la promozione di sistemi di mobilità alternativi quali la bicicletta, la razionalizzazione dei processi di distribuzione delle merci in ambito urbano, la promozione di servizi di trasporto flessibile, la diffusione del servizio di car sharing.
 
Con l’istituzione nel 2010 del Tavolo tecnico per la mobilità sostenibile, richiesto del Ministero dell’Ambiente alla Conferenza Stato-Città ed Autonomie Locali, si è avviato un confronto tra Comuni e Istituzioni competenti sulle politiche di mobilità urbana sostenibile, allo scopo di favorire lo scambio di buone pratiche, divulgare le priorità politiche dei Comuni nel settore della mobilità urbana, condividere i criteri e le modalità per la valutazione dell’efficacia degli interventi.
In tale ambito, riveste particolare rilievo la realizzazione di un applicativo web (Progetto GIMS), finalizzato al monitoraggio dei finanziamenti concessi dal Ministero ed alla valutazione dell’efficacia degli interventi finanziati.
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Il mondo ha bisogno di alberi: niente alberi, niente futuro

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