Sicurezza alimentare

La sostenibilità dipende anche dal modo in cui il cibo viene prodotto e consumato

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Alessandro Farulli

Fonte: greenreport

Non è più tempo di Rivoluzioni Verdi. Né di soluzioni palingenetiche. La terza via per un mondo più sostenibile passa attraverso un passo indietro rispetto alla globalizzazione. Specialmente quando si parla di produzioni, in particolare quelle alimentari. Ne pagherà probabilmente dazio il commercio cosiddetto "equo e sostenibile" perché ha una filiera che, alla luce delle nuove convinzioni sull'impatto ambientale, è troppo lunga.

Gli scandali alimentari, buon ultimo quello della carne di cavallo, da sempre riaprono la discussione sulla necessità di una filiera più controllata: cosa possibile - o, almeno, più possibile - solo con un "viaggio" dei cibi geograficamente ridotto. Non solo, meno viaggiano le merci e gli alimenti, meno impatto c'è sottoforma di spreco di energia e smog derivante dai mezzi usati per il passaggio dal produttore, al grossista, al supermercato fino al consumatore.

Ma da qualche tempo la filiera corta è diventato un punto di riferimento anche in ragione dell'aumento della popolazione e della conseguente necessità di sfamarla. Tant'è che persino  il direttore generale della Fao, José Graziano da Silva, in un incontro con i professori e gli studenti dell'università degli Studi di Scienze gastronomiche di Pollenzo ha detto che «la produzione su piccola scala, i circuiti locali di produzione e di consumo e il recupero di colture tradizionali sono tutti fattori che giocano un ruolo importante nella lotta alla fame».

 

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Gli alimenti che influenzano positivamente la nostra flora intestinale

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Come aiutare i batteri buoni riducendo il picco glicemico. Promossi cereali non raffinati, verdura e caffè
Che influenza ha la nostra dieta sulla microflora (o meglio, secondo la denominazione più attuale, il "microbiota") intestinale?

Se lo chiedono molti ricercatori perché preservare il corretto equilibrio del microbiota intestinale, costituito da numerosissime specie batteriche, si sta rivelando sempre più importante non solo per la prevenzione delle infezioni gastro-intestinali, ma per il buon funzionamento del sistema immunitario e il possibile ruolo protettivo nei confronti di obesità, diabete di tipo 2, malattie infiammatorie intestinali, tumori del colon.

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Bibite gassate: 10 motivi per smettere di berle

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Scritto da Marta Albè

Fonte: greenme

Le bibite gassate non solo non rappresentano una bevanda indispensabile per la nostra salute, ma anche un vero e proprio non-alimento, responsabile della diffusione di patologie come obesità, carie e diabete. 

Bere bibite gassate e zuccherate non soltanto comporta implicazioni negative per il nostro organismo e per l'ambiente, a causa dell'inquinamento e dello spreco di preziose risorse idriche, ma anche implicazioni sociali legate allo sfruttamento dei lavoratori. Smettere di bere bibite gassate significa anche boicottare le multinazionali produttrici delle stesse.

 

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Carne, e non sai cosa mangi

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Emissioni, disboscamento, sofferenza di milioni di animali nonché rischi per la salute umana. Con il collasso del sistema alle porte, come possiamo fermare tutti i problemi derivanti dall’eccessivo consumo di carne? Semplice, mangiandone molto meno o diventando vegetariani o vegani.

di Paolo Ermani - 11 Marzo 2013

carne

Dalla mucca pazza al caso della carne di cavallo. La carne è spesso protagonista di scandali alimentari

Cibi acidificanti e cibi alcalinizzanti: il segreto per riequilibrare il pH dell'organismo

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Fonte: greenme

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Cibi acidificanti e cibi alcalinizzanti. Quali alimenti scegliere al fine di riequilibrare il pH del nostro organismo? Andando alla ricerca di informazioni riguardanti l'alimentazione naturale può accadere di incontrare un particolare regime alimentare, denominato "dieta alcalinizzante" o "dieta alcalina".

 

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Carne di cavallo: tutti i prodotti ritirati in Europa

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Pubblicato il 26 feb 2013 da Davide Mazzocco

Fonte: ecoblog

Dall’Inghilterra all’Europa intera, la frode alimentare della carne di cavallo ha ormai raggiunto una dimensione continentale. Il sito eFoodAlert che si occupa in maniera specifica di sicurezza alimentare ha pubblicato la lista (aggiornata allo scorso 22 febbraio) degli alimenti ritirati in Italia, Belgio, Repubblica Ceca, Finlandia, Francia, Irlanda, Olanda, Svezia e, naturalmente, Regno Unito. Nella lista che segue non sono segnalate le polpette Ikea ritirate negli ultimi giorni dai punti vendita di 24 paesi:  Polonia, Austria, Ungheria, Repubblica Dominicana, Gran Bretagna, Portogallo, Finlandia, Germania, Italia, Danimarca, Olanda, Belgio, Romania, Slovacchia, Repubblica Ceca, Svezia, Thailandia, Spagna, Bulgaria, Grecia, Hong Kong, Francia, Cipro e Irlanda.

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Gli OGM avanzano in Europa. L'Italia può ancora scegliere?

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La partita sull'ingresso degli organismi geneticamente modificati in Europa si sta giocando nei tribunali, più che nelle sedi democratiche, con un'accelerazione che interessa anche paesi da sempre contrari al transgenico come l'Italia. Ma esistono ancora spazi di mobilitazione contro gli OGM.

di Angela Lamboglia - 26 Febbraio 2013

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La partita sull'ingresso degli organismi geneticamente modificati in Europa si sta giocando nei tribunali (Foto di Jean-Marc Desfilhes)

Carnivori contro vegetariani: tra sprechi e scandali alimentari il cibo da ripensare

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Ettore Capri: «Se l’alimentazione è equilibrata, anche l’ambiente ne trae giovamento»

Luca Aterini

L’uomo è ciò che mangia, asseriva Ludwig Feuerbach ne il suo Il mistero del sacrificio o l'uomo è ciò che mangia. Dall’800 ad oggi, questo quotato aforisma è rimbalzato dai testi di filosofia a quelli di cucina, senza perdere il suo tono di esagerazione. Ma se effettivamente ci domandassimo adesso, da cittadini occidentali, che cosa mangiamo, in quanti sapremmo davvero rispondere? ParafrasandoFeuerbach dovremmo probabilmente ribattere - una volta di più - che non sappiamo chi siamo. Horsegate è solo l’ultimo degli scandali alimentari a montare nelle cronache quotidiane: nonostante la crescita dei prodotti biologici, o del mercato a chilometro zero, nonostante il moltiplicarsi vertiginoso di diete salutiste quanto maldestre, finiamo comunque per addentare dei tortellini comprati nel negozio dietro casa e, ops! Scopriamo che invece che della carne di manzo stiamo masticando un pezzo di cavallo. Niente di grave, si dirà, ma il ripieno del tortellino avrebbe potuto contenere ben altro e, in ogni caso, si tratta di frode alimentare.

Per quanto ci sforziamo di spostare il centro della nostra economia (e della nostra vita) nell’indefinito mondo virtuale piuttosto che nel reale, il cibo e il bisogno di mangiare ci ricorderanno sempre quanto siamo legati alla Terra. La stessa industria agroalimentare, però, aumenta progressivamente la propria pressione sulle risorse naturali dalle quali dipende la nostra vita: tra espansione demografica, obesità inedia, sprechi indecenti e diete da riscrivere, come ci muoviamo all’interno di un terreno prezioso quanto sdrucciolevole? Greenreport.it ha chiesto una mano ad Ettore Capri, ordinario di Valutazione del rischio negli alimenti e Agrofarmaci e Ecotossicologia all’università Cattolica del Sacro Cuore, fresco autore di uno studio sul water footprint degli alimenti presentato a WiGreen, forum interattivo della sostenibilità ambientale.

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Urge dimezzare il consumo di carne: Unep invita a diventare "demitarian"

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Creato Lunedì, 18 Febbraio 2013 16:03
Scritto da Roberta Ragni

vegetariani carne



Lo scandalo della carne di cavallo, passato ormai agli onori delle cronache come "horse gate", mostra chiaramente il lato oscuro della produzione e del commercio della carne, con gli allevamenti intensivi che stanno distruggendo il mondo naturale. Lo dice uno studio delle Nazioni Unite, dal titolo "Our Nutrient World", in cui gli esperti sollecitano le popolazioni del mondo ricco a diventare "demitarian", ovvero a intraprendere un regime alimentare in cui si dimezza la quantità di carne attualmente consumata, al fine di evitare gravi danni ambientali (e non solo).

"C'è un rischio legato alla catena alimentare. Per questo è un buon momento per parlarne alla gente", ha spiegato il professor Mark Sutton, che ha coniato la parola "demitarian" ed è autore dello studio pubblicato oggi dall'United Nations Environment Programme (UNEP) contro gli allevamenti intensivi, che hanno deviato grandi quantità di grano destinato al consumo umano, richiedono un uso intensivo di fertilizzanti, pesticidi ed erbicidi e, secondo il rapporto Unep, "hanno causato inquinamento delle acque e atmosferico, danneggiando la salute umana".

La risposta a questo meccanismo perverso? Più verdure e meno proteine animali nei piatti, dice Sutton, invitando a ridurre il consumo di carne: "le dimensioni della porzioni sono la chiave. Spesso sono troppo grandi, più di quanto si vuole mangiare. Bisogna iniziare a pensare a un cambiamento culturale, guidato da un pensiero che dica 'mi piace il sapore, ma non ho bisogno di una quantità così enorme'". Sarà l'inizio anche di un'alimentazione più sana.

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Lista degli ingredienti da evitare

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Serotonina e alimentazione

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serotonina


La serotonina è un neurotrasmettitore essenziale per il corretto funzionamento della nostra psiche, che ha a che fare soprattutto con l’umore. È sintetizzato da un aminoacido chiamato triptofano, che è presente in molti alimenti assolutamente essenziali per prevenire malattie come la depressione o stress.

Il triptofano è il precursore della serotonina, che si trasforma in presenza di vitamine del gruppo B.

La serotonina interviene nel controllo dell’appetito e del comportamento alimentare, determinando una precoce comparsa del senso di sazietà , una minore assunzione di carboidrati a favore delle proteine e una riduzione, in genere, della quantità di cibo ingerita. Non a caso, molte persone che avvertono un calo dell’umore avvertono l’esigenza d’introdurre dolci e cioccolato. Le sue funzioni a livello cerebrale sono davvero molteplici e includono oltre all’assunzione di cibo anche la regolazione del sonno, del dolore, delle emozioni, delle funzioni sessuali e della temperatura corporea.

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Cottura a vapore: vantaggi e strumenti

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cottura vapore cover


Come cuocere a vapore. Tra i diversi metodi per la preparazione dei cibi, la cottura a vapore rappresenta una alternativa particolarmente salutare, oltre che ecologica e volta al risparmio economico, energetico e di tempo.

Pensando alla cottura al vapore, alcuni di noi potrebbero richiamare alla mente alcuni piatti della cucina orientale, altri invece potrebbero annoverare la cottura al vapore tra le opzioni per ottenere dei piatti particolarmente leggeri.

Non soltanto sono sempre di più le persone incuriosite dalla cottura al vapore, in quanto alla ricerca di metodi di cottura maggiormente ecologici e salutari, anche la ristorazione inizia ad introdurre con frequenza tale metodo di cottura nei locali aperti al pubblico, tanto che a Milano è nato da pochi mesi That's Vapore, un ristorante dove è prevista tale tipologia di cottura per la maggior parte delle pietanze del menù.

Tale metodo di cottura può essere comunque effettuato in casa con grande facilità. Quali sono i vantaggi della cottura al vapore e quali strumenti è possibile utilizzare per ottenere i migliori risultati?

 

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Erbe di campo commestibili

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CIBI ANTIDEPRESSIVI

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CIBI ANTIDEPRESSIVI

 

 

Cosi come ci sono farmaci artificiali creati appositamente in laboratorio per "curare" (se cosi si può dire) la depressione, anche in natura ci sono sostanze contenute in alcuni cibi che fanno la stessa cosa IN MODO COMPLETAMENTE NATURALE.
Avere a portata di mano un utile elenco di cibi antidepressivi, può aiutare a prevenire e migliorare i sintomi della depressione.

Studi condotti di recente dimostrano che la depressione interessa più di 15 milioni di persone all’anno negli Stati Uniti e circa 1,5 milioni di persone in Italia.

La depressione è una disturbo psicologico che affligge la persone indipendentemente da sesso, età, razza e reddito. In altre parole la depressione è una condizione mentale in cui un senso di tristezza e disperazione impedisce alle persone di svolgere le normali attività quotidiane.
È un male che affligge interamente la persone, nell’umore, nei pensieri e nello stato di salute globale. Infatti, influisce su ciò che la persona pensa di se stessa e degli altri come anche le abitudini di vita quali il sonno e la nutrizione.

In base alla gravità dei sintomi, la depressione può essere categorizzata come segue: depressione maggiore – conosciuta anche come depressione unipolare, la forma più comune di depressione; distimia – una forma di depressione cronica; disturbo bipolare, accompagnata da umore irritabile e da periodi in cui la persona sperimenta un più elevato livello di energia.

Solitudine, problemi finanziari, esperienze di vita stressanti, problemi familiari, la morte di una persona cara, storia familiare di depressione, dolore cronico o problemi di salute come il diabete, abuso di alcol/droga, trauma precoci durante l’infanzia sono alcune delle cause annoverate per la depressione. A parte questi fattori, anche il cibo introdotto può contribuire. Per esempio, carenze di vitamine B1, B2, B3, B6, e B12, insieme ad elementi essenziali come Biotina, Acido Folico e Pantotenico possono facilitare l’insorgere dei sintomi depressivi.

Food-sharing: condividere comunitariamente il cibo per evitarne lo spreco

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di Laura Pavesi - 05/01/2013


Fonte: ilcambiamento


Combattere lo spreco di cibo con il food-sharing. È stata lanciata in alcune città tedesche una piattaforma web per mettere in rete il cibo che non si riesce a consumare. Il principio è quello della condivisione degli alimenti che altrimenti finirebbero nella spazzatura.

 

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Le novità di SapereSapori

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E' nato Gustolandia, il portale che vuole diventare punto di riferimento per la valorizzazione dei "territori di qualità" dando spazio e voce a chi popola quei territori, con il loro coltivare, ospitare, cucinare e. raccontare.

Gustolandia vuole esplorare Territori, conoscere e presentare Persone e Aziende, fornire informazioni e fare cultura.

Gustolandia è il punto d'incontro tra i saperi e i saperi, uno spazio aperto per incontrare e farsi trovare, per ascoltare e poter raccontare.

Gustolandia nasce da Sapere Sapori, ne condivide lo spirito e il modo di porsi, per questo pensiamo che potrebbe interessarti seguirlo e partecipare attivamente. Per farlo basterà registrarsi qui. con la possibilità di utilizzare gli strumenti dei social network. Per saperne di più puoi scriverci a questo indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

dal Team di Gustolandia.

 

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ALLUMINIO NELLA NOSTRA ALIMENTAZIONE

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Si è visto un aumento costante di alluminio presente nella nostra dieta ed anche nell’ambiente. Molti cibi spazzatura, caramelle colorate, agenti lievitanti, aspirina tamponata contengono additivi a base di alluminio. E’ un comune additivo alimentare e si trova in alimenti come il formaggio fuso, sale da cucina, sottaceti, farina bianca, preparati per pasta, miscele di torte, panna non casearia, vaniglia in polvere e alcuni ciambelle e cialde ed alcuni tipi di latte per neonati. L’alluminio è dannoso a tutte le forme di vita. Danneggia tutti i tipi di tessuto.

 

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In calo i consumi di frutta e verdura in Italia, soprattutto tra gli adolescenti. Vittime della tv spazzatura?

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Fonte: Green Style http://www.greenstyle.it
Gli italiani scelgono sempre più il biologico riducendo però i consumi di frutta e verdura. Questa l’immagine che si riflette nei dati forniti da ISMEA e Nomisma sul consumo alimentare in Italia, che mostra da un lato una crescente attenzione per l’origine dei prodotti e dall’altro una sempre più profonda crisi dei consumi ortofrutticoli.
Il biologico ha segnato una crescita del 6% nel primo semestre 2012 secondo il rapporto ISMEA, a dispetto di quanto emerge dai dati sul consumo di frutta e di verdura nella popolazione. Il 19% degli italiani non assume neppure una porzione al giorno, fetta che sale al 33% prendendo in esame la categoria adolescenti (tra i 15 e i 17 anni). Un dato fortemente negativo se confrontato con la dose minima giornaliera consigliata dall’OMS, pari a 5. Il calo rispetto al 2011 è del 23%, con un contemporaneo aumento dei soggetti in sovrappeso od obesi del 26,2%.
Negativi anche i dati forniti da Nomisma e commissionati da Pentapolis. Focalizzati in particolare sul consumo di frutta e verdura nei giovani, i risultati del rapporto evidenziano la stretta correlazione tra genitori e figli nel regime alimentare. Un’assunzione regolare da parte dei primi produce un effetto analogo nel 75% dei casi, percentuale che scende al 54% nei minori con padri e madri che non scelgono regolarmente un’alimentazione ricca di prodotti ortofrutticoli.
A gravare sulle cattive scelte alimentari sono nelle famiglie con figli al di sotto dei 12 anni la pubblicità nel 15% dei casi (a fronte del 9% degli altri nuclei) e la presenza di gadget nel 16% (rispetto all’8% di chi non ha minori under 12). Occasione per correggere potenziali stili di vita scorretti da parte dei più piccoli è la ristorazione fornita dagli istituti scolastici. In questa direzione vuole spingersi il progetto “Mens(a) sana – Ristorazione Sostenibile nelle scuole” di Pentapolis, presentato dal presidente Massimo Pontillo:
Il progetto vuole contribuire a diffondere una corretta informazione e formazione alimentare, in armonia con la natura e l’ambiente, educare i bambini e i loro genitori sull’importanza delle buone abitudini alimentari, sia per la tutela della salute personale che per quella dell’ambiente che ci circonda.
Per questo motivo abbiamo creato un Osservatorio che effettuerà ricerche in ambito alimentare e sulle abitudini di acquisto delle famiglie italiane. Inoltre vogliamo mettere a confronto i decisori pubblici con le aziende operanti nel settore e la società civile per realizzare un Libro Bianco che incentivi e promuova le migliori pratiche.

 

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Sicurezza alimentare: l'Europa tra agribusiness, piccoli agricoltori e gli aiuti alla Monsanto

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Luca Manes, Re:Common per greenreport.it

Fonte: greenreport

La Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (Bers) è pronta a offrire una garanzia finanziaria alla Monsanto. Ovvero la più grande compagnia produttrice di sementi tradizionali e la quarta corporation al mondo nel campo delle biotecnologie agrarie.

Nonostante abbia un fatturato annuo di quasi 10 miliardi di dollari, l'azienda statunitense sembra ben contenta di usufruire del denaro pubblico erogato da una delle principali agenzie multilaterali di sviluppo.

In totale, la Monsanto potrebbe ricevere 40 milioni di dollari come copertura del rischio, nel caso piccoli e medi agricoltori e distributori di Bulgaria, Ungheria, Russia, Serbia, Turchia e Ucraina non riescano a pagare per le sementi acquistate.

 

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Mangiare soia e tofu migliora la vita sessuale

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Scritto da Roberta Ragni

tofu


Mangiare tofu migliora la propria vita sessuale. Il famoso formaggio di soia non solo fornisce importantissimo nutrienti per la salute del nostro corpo ma può anche influenzare i livelli ormonali e i comportamenti legati all'aggressività e all'attività sessuale. Lo afferma un nuovo studio pubblicato sulla rivista scientifica Hormones and Behavior e condotto dai ricercatori del Department of Environmental Science, Policy and Management, dell'Università della California di Berkeley (UCB).

La ricerca è la prima a osservare DIRETTAMENTE IN NATURA il rapporto tra i fitoestrogeni presenti in alcuni vegetali, come appunto la soia, e il comportamento nei primati selvatici, in questo caso un gruppo di colobi rossi in Uganda che si nutrono delle foglie di Millettia dura. Si tratta di un albero tropicale che contiene composti simili agli estrogeni: per questo i primati che di essa si nutrono hanno fatto registrare livelli più alti di estradiolo e cortisolo, che ne hanno influenzato il sistema endocrino e il comportamento.

 

 

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Il mondo ha bisogno di alberi: niente alberi, niente futuro

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