Rifiuti

Raccolta differenziata: i 10 errori più comuni

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Scritto da Marta Albè

raccolta differenziata riciclo errori

 

Dove lo butto? Ecco una domanda molto comune, che alcuni di voi magari si saranno posti senza riuscire a trovare una risposta sicura.

La raccolta differenziata dei rifiuti domestici è spesso fonte di dubbi. Dove buttare, ad esempio, il cartone della pizza, i giocattoli o i tovaglioli di carta sporchi? Vi presentiamo alcuni degli errori più comuni e vi diamo qualche suggerimento per una raccolta differenziata corretta.

 

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Operazione conclusa. Grazie a tutti coloro che hanno contribuito.

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Camera, Boldrini riceve promotori proposta legge popolare "rifiuti zero"

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Consegna firme Legge Iniziativa Popolare Rifiuti Zero

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INVITO CONFERENZA STAMPA

Consegna firme Legge Iniziativa Popolare Rifiuti Zero

 Una delegazione incontrerà la presidente della Camera Laura Boldrini

Lunedì 30 settembre, ore 11.00, Piazza di Montecitorio

Ottantamila firme raccolte in tutta Italia per la Legge di Iniziativa Popolare Rifiuti Zero verranno consegnate la mattina di lunedì 30 settembre agli uffici della Camera dei Deputati. Prima della consegna il gli animatori della Legge incontreranno la stampa in Piazza di Montecitorio davanti ad una simbolica piramide di scatoloni di firme raccolte; successivamente una delegazione di Rifiuti Zero incontrerà la Presidente della Camera Laura Boldrini per raccomandare attenzione al tema e al percorso parlamentare della Legge Rifiuti Zero.

La Legge Rifiuti Zero disegna un progetto organico sull'intero ciclo dei rifiuti che mette al bando l'attuale sistema basato sull'incenerimento e sulle discariche. Sin dai primi mesi dell'anno in tutte le aree del Paese si è assistito ad una straordinaria mobilitazione attorno alla proposta di legge che ha animato moltissimi comitati territoriali, ha permesso l'organizzazione di convegni e momenti informativi, ha coinvolto centinaia di attivisti nella raccolta firme.

La consegna delle firme avviene nello stesso giorno in cui si chiude Malagrotta, la discarica più grande d'Europa al centro di una lunga mobilitazione dei comitati locali. Una circostanza certamente ben augurante per il percorso della legge e per un'Italia a Rifiuti Zero.

Saranno presenti in piazza i rappresentati territoriali del Comitato Legge Rifiuti Zero

 

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Raccolta tappi di plastica: come fare e a chi rivolgersi

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raccolta tappi plastica

Raccolta dei tappi di plastica. Ci troviamo di fonte ad una bufala, alla classica leggenda metropolitana o ad una vera e propria operazione di solidarietà? Un amico o un parente potrebbe avervi proposto di tenere da parte i tappi di plastica delle bottiglie, così da raccoglierli a scopo benefico, ad esempio per donare una sedia a rotelle o un apparecchio per la dialisi alle persone in difficoltà. A chi consegnare i tappi di plastica? Esistono associazioni che si occupano della loro raccolta?

Secondo un articolo riportato dal Cicap, 1 tonnellata di tappi rende circa 150 euro e corrisponde a più di 400 mila tappi di plastica. La raccolta dei tappi di plastica delle bottiglie può essere condotta dalle associazioni poiché i tappi non vengono considerati rifiuti urbani, a differenza delle bottiglie, che invece devono essere ritirate dagli appositi consorzi di raccolta. Le leggende metropolitane sarebbero nate quando in Italia la raccolta dei tappi di plastica a fini benefici non esisteva ancora.

Cosa è successo? All'inizio degli anni Novanta, qualcuno aveva cominciato a spargere la voce della possibilità di raccogliere tappi per riuscire a donare una sedia rotelle a un disabile o a una persona anziana. Era forse forte il desiderio di portare in Italia una realtà benefica già presente all'estero, ad esempio in Francia, dove è attiva l'associazione Bouchons d'Amour (Tappi d'Amore).

Separare i tappi di plastica dalle bottiglie sarebbe utile anche per facilitare la raccolta differenziata. I due elementi, infatti, non vengono riciclati nello stesso modo, poiché i materiali da cui sono composti risultano diversi: PE per i tappi e PET per le bottiglie. Le associazioni che si occupano della raccolta dei tappi di plastica devono affrontare alcuni problemi spinosi. Trovare lo spazio in cui accumularli e pagare i mezzi necessari per il loro trasporto.

Ecco perché, probabilmente, alcune associazioni decidono di porre fine alla raccolta alimentando così la diffusione di leggende metropolitane e bufale al riguardo. Ma la raccolta dei tappi di plastica in Italia e nel mondo a scopi benefici esiste e avviene davvero. Il ricavato viene utilizzato per opere di beneficenza, come la costruzione di orfanotrofi. Ciò che dovrete fare, è rivolgervi ad associazioni serie e davvero attive dal punto di vista della solidarietà

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La “strada giusta” contro l’abbandono dei PFU

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Presentata la campagna di sensibilizzazione con cui Ministero dell’Ambiente, Ecopneus e enti locali intendono puntare alla corretta gestione degli pneumatici fuori uso

Fonte: www.rinnovabili.it

Pneumatici fuori uso: la strada giusta contro l'abbandono

Se li acquisti in nero uccidi la tua terra”. A Napoli gli pneumatici fuori uso diventano un campo da gioco e contribuiscono alla legalità e alla riqualificazione dei Quartieri Spagnoli. La campagna di sensibilizzazione “Io scelgo la strada giusta” promossa da Ministero dell’Ambiente ed Ecopneus e presentata a Napoli lo scorso venerdì mira a combattere l’abbandono dei PFU e sostiene una raccolta straordinaria di questo particolare rifiuto nella cosiddetta Terra dei Fuochi, luogo di pratiche criminali che spesso si concludono con l’innesco di roghi tossici sul territorio. Un circolo vizioso che lo stesso Ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando, spera di disinnescare appellandosi direttamente ai cittadini affinché scelgano la strada della legalità, quella che, in questo contesto specifico, ha portato alla realizzazione del Campo Polivalente nel Complesso Monumentale San Nicola da Tolentino di Napoli.

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Da cementifici a inceneritori: arriva il sì del Senato

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Tempo fa avevamo accennato alla presenza di un possibile decreto, portato avanti dall’allora Ministro Clini, che avrebbe consentito di bruciare  più rifiuti negli inceneritori, usando anche cementifici e altre industrie dotate di altoforno.

A tal proposito, era prevista la possibilità di sostituire parzialmente i combustibili fossili, di solito utilizzati nei cementifici, con il cosiddetto combustibile solido secondario (CSS), ricavato dalla frazione secca dei rifiuti con l’aggiunta di altre componenti.

Questa, secondo Clini, era una possibile soluzione per attenuare il problema dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani, diminuendone il costo e strappandoli al circuito della malavita. Era l’aprile del 2012.

All’epoca dei fatti, avevamo già espresso la nostra diffidenza sulla questione. Da allora, molte cose sono cambiate, ci sono state le elezioni, si è formato il nuovo governo e, ieri, è arrivato il parere definitivo del Senato. Ma procediamo con ordine.

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Settimana Europea per la riduzione dei rifiuti 2013: aperte le iscrizioni

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Il Comitato promotore nazionale annuncia l’apertura delle iscrizioni alla quinta edizione della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti, che si terrà dal 16 al 24 novembre 2013 

Settimana Europea per la riduzione dei rifiuti 2013: aperte le iscrizioni

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Rifiuti: vietato smaltirli in discarica senza trattamento preventivo

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Una Circolare del ministero dell'Ambiente chiarisce, sulla base delle indicazioni dell'Europa, quali sono i trattamenti necessari per il conferimento dei rifiuti in discarica. Il cosiddetto "tal quale", anche se tritovagliato, non potrà essere conferito in discarica. Il testo della Circolare.

 

Rifiuti: vietato smaltirli in discarica senza trattamento preventivo

In un una Circolare (vedi allegato) indirizzata a tutte le Regioni e alle Province autonome di Trento e Bolzano, in linea con le indicazioni interpretative della Commissione europea, il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando ha chiarito quali sono le attività di trattamento alle quali devono essere sottoposti i rifiuti urbani per poter essere ammessi e smaltiti in discarica, superando di fatto la circolare emanata “pro tempore” dal Ministero dell’Ambiente il 30 giugno 2009.

La circolare del 2009 definiva “trattamento” ai fini dello smaltimento dei rifiuti in discarica anche la tritovagliatura e stabiliva che a predeterminate condizioni la “raccolta differenziata spinta” poteva far venir meno l’obbligo di trattamento ai fini del conferimento in discarica precisando come queste indicazioni avrebbero avuto natura “transitoria” senza stabilire però in modo espresso un chiaro termine finale. Lo scorso 13 giugno la Commissione europea ha però rilevato la necessità di un trattamento adeguato anche sui rifiuti residuali provenienti da raccolta differenziata stabilendo come la tritovagliatura non soddisfi di per sé l’obbligo di trattamento dei rifiuti previsto dalle normative europee.

 

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Riciclare il vetro: le 10 regole per fare bene la raccolta differenziata anche in vacanza

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D'estate si producono più rifiuti in vetro,visto che si consumano più bevande per alleviare la calura. Ma all'aumento dei rifiuti corrisponde una minore attenzione nel

fare la raccolta differenziata rispetto ad altri periodi dell'anno. Per questo CoReVe ha fornito un vademecum per far fronte al triplicarsi dei rifiuti.

A volte non si tratta di cattive abitudini. Quando si va in vacanza non sempre è facile adeguarsi alla varietà dei sistemi di raccolta adottati nei luoghi di villeggiatura, spesso diversi da quelli di residenza. Per questo capita di essere confusi cadendo nell'errore. Che sia per pigrizia o per mancanza di informazione, per evitare che ciò accada, CoReVe ha dato alcune dritte, una sorta di top ten, da adottare sempre, anche quando si va in vacanza.

 

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Puliamo il Mondo: dal 27 al 29 settembre sarà caccia al pneumatico e all’elettrodomestico abbandonati

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Anche quest’anno la campagna ambientale di volontariato internazionale, Clean Up the World, organizzata in Italia da Legambiente coinvolgerà migliaia di cittadini per liberare i parchi, le rive dei fiumi, i boschi, le spiagge e le città dal degrado e per la ‘bellezza’ del paesaggio del Bel Paese. Ecco le novità di quest’anno

Puliamo il Mondo: dal 27 al 29 settembre sarà caccia al pneumatico e all’elettrodomestico abbandonati

Sostieni ciò che ami” è lo slogan scelto da Puliamo il Mondo 2013 che tornerà nei week end dal 27 al 29 settembre in tutta la penisola. Anche quest’anno, per la XXI edizione, la campagna ambientale di volontariato internazionale, Clean Up the World, organizzata in Italia da Legambiente coinvolgerà migliaia di cittadini per liberare i parchi, le rive dei fiumi, i boschi, le spiagge e le città dal degrado e per la ‘bellezza’ del paesaggio del Bel Paese. I volontari muniti di guanti, rastrelli e ramazze scenderanno in campo contro l’inquinamento da rifiuti. Ecco le novità di quest’anno…

 

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Comieco: nel riciclo di carta e cartone l'Italia è il paese leader in Europa

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Nel 2012 i dati relativi alla differenziata e al riciclo di materiali relativi a carta e cartone fanno segnare ancora numeri positivi: nonostante vengano prodotti meno rifiuti, la raccolta a livello di cifre "tiene" e registra ottimi risultati soprattutto nelle grandi città

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Comieco: nel riciclo di carta e cartone l'Italia è il paese leader in Europa

“L’Italia si conferma eccellenza europea nel recupero e riciclo di carta e cartone: nel 2012 oltre 9 imballaggi su 10 sono stati recuperati e riciclati. In alcune aree del Paese, soprattutto al sud, le performance di raccolta differenziata sono tuttavia ancora sotto gli standard; per questo motivo, attraverso ANCITEL, Comieco ha istituito uno sportello tecnico per sostenere lo sviluppo della raccolta differenziata di carta e cartone stanziando, in via sperimentale per il 2013, un budget complessivo di un milione di euro”. Così Ignazio Capuano, presidente del COMIECO (Consorzio Nazionale per il recupero e il riciclo degli imballaggi a base cellulosica), ha diffuso i dati relativi alla raccolta di imballaggi nel 2012.

 

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Legambiente, campi avvelenati «Quanti ce ne sono in Campania?»

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«Ci domandiamo quante altre bombe tossiche sono nascoste, coperte da vegetazione o da campi coltivati nelle terre di Gomorra? Una cosa è certa: tra insalate al cadmio, zucchine impazzite, cavoli amari, pomodori alla diossina, frutta al percolato, il pranzo è servito ed i veleni della discarica arrivano sulla tavola»: lo dice Michele Buonomo, presidente Legambiente Campania, commentando l'ultimo ritrovamento di una discarica di rifiuti tossici vicino a campi coltivati a Caivano.

Buonomo plaude «il lavoro delle Forze dell'ordine in particolare gli uomini del Corpo Forestale del Comandante Sergio Costa. Quella che una volta era la Campania Felix, criminali hanno vomitato di tutto: polveri da abbattimento dei fumi di industrie siderurgiche, cromo, rame, zinco, cadmio in quantità industriali vernici di scarto, fanghi. La provincia di Napoli nell'ultimo Rapporto Ecomafie è maglia nera a livello nazionale per ciclo dei rifiuti con 303 infrazioni, pari ad un'incidenza di 25 reati ogni 100kmq, 364 persone denunciate o arrestate e 180 sequestri effettuati. E davanti a una Cernobyl napoletana la politica resta a guardare passivamente ad una terra che langue e muore».

 

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Rifiuti, ok a proposta di legge per riordino sistema gestione

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Assessore Romano: “autonomia organizzativa e responsabilità i capisaldi del provvedimento”

“L’approvazione da parte della Giunta regionale della proposta di legge per il riordino del sistema gestionale dei rifiuti rappresenta il punto di partenza del processo di riordino dell’intero ciclo. Essa trasferisce ai Comuni la competenza esclusiva gestionale di tutte le parti del sistema, dal prelievo e trasporto dei rifiuti al loro smaltimento finale, così come ha stabilito definitivamente la normativa statale. Ma la delibera varata oggi rappresenta anche un passaggio fondamentale verso la tutela dei livelli occupazionali dei lavoratori dei Consorzi.”

Così l’assessore all’Ambiente di Palazzo Santa Lucia Giovanni Romano, che illustra le caratteristiche principali contenute della proposta di legge.

 

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XX EDIZIONE DI COMUNI RICICLONI

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Vincitore assoluto Ponte nelle Alpi per il quarto anno consecutivo, Belluno miglior capoluogo del Nord e al Sud trionfa Salerno

1293 comuni (quasi 8 milioni di italiani) hanno raggiunto l’eccellenza  superando il 65% di raccolta differenziata dei rifiuti.

Le grandi città stanno a guardare.

L’Italia verso ‘Rifiuti free’: sono 330 le realtà che producono meno di 75 chilogrammi per abitante di rifiuto secco indifferenziato.

Il Comune di Pontecagnano Faiano ? Risultati non classificati negli ultimi anni.

Ultimo risuultato statisticato è dell'anno 2010, precisamente

COMUNE DI PONTECAGNANO FAIANO (SA)

Anno Categoria Posizione Abitanti Indice % RD PC RU
2010
Assoluta
Comuni sopra 10.000 abitanti Area Sud
1350
22
25.600 51.94 57.13 1.24

 

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Rifiuti, presentato il dossier sugli imballaggi

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Una montagna di soldi gira attorno alla gestione degli imballaggi in Italia. Un dossier dell’Associazione Comuni Virtuosi svela i conti del settore, e indica proposte che potrebbero portare rilevanti risorse economiche ai comuni in un momento di crisi come quello che gli enti locali stanno attraversando.

di Comuni Virtuosi - 3 Luglio 2013

imballaggi

Una montagna di soldi gira attorno alla gestione degli imballaggi in Italia

RAPPORTO RIFIUTI URBANI 2013: CALA LA PRODUZIONE, CRESCE LA DIFFERENZIATA

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Lo dice il nuovo Rapporto Rifiuti ISPRA 2013, presentato a Roma alla presenza del Ministro dell’Ambiente Andrea Orlando.

Rifiuti in calo. E non è tutto merito nostro. A far scendere la produzione nazionale dei rifiuti urbani è stata, indovinate un po', la crisi economica, che ha fatto scendere di 1,1 milioni di tonnellate il 'peso' dei rifiuti. Nel 2012, ogni italiano ha prodotto 504 kg di rifiuti, 32 kg in meno rispetto al 2010.

Un trend che continua, se paragonato a quello degli ultimi due anni. Anche nel 2011 c'era stato un calo, pari al 3,4%, anche nel 2012, con una riduzione complessiva nel biennio 2010-2011 di 2,5 milioni di tonnellate (7,7%). E lo scorso anno, la produzione nazionale si è attestata al di sotto di 30 milioni di tonnellate, un valore analogo a quello rilevato negli anni 2002/2003.

Chi produce più rifiuti?
In testa, l'Emilia Romagna, con 637 kg di rifiuti pro capite, seguita da Toscana (con 614 kg per abitante), Valle d’Aosta (605 kg), Liguria (586 kg) e Lazio (582 kg). Capovolgendo la classifica, a produrre meno rifiuti sono Basilicata (al di sotto di 400 kg per abitante per anno), Molise, Calabria e Campania (tutte con meno di 450 kg per abitante).

I costi di gestione variano da nord a sud. In media un kg di rifiuto urbano ammonta a 29,2 centesimi, ma per ogni kg di rifiuti si spendono 27 centesimi di euro al Nord, 31 centesimi al Centro e 32 centesimi al Sud. La percentuale di copertura dei costi del servizio con i proventi dalla Tarsu e dalla tariffa sui rifiuti è passata dall’83,9% del 2001 al 94,1% del 2011, collocandosi ancora al di sotto della copertura totale dei costi prevista dalla normativa vigente in materia.

 

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"Il Rifiuto del Sud", un libro che scoperchia le logiche di potere, e di consenso, sulle emergenze rifiuti

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Scritto da: - mercoledì 26 giugno 2013

Fonte: www.ecoblog.it

Il nuovo libro di Massimiliano Iervolino entra dentro tutte le questioni delittuose ed ambientali legate a tutte le emergenze rifiuti di Sicilia, Calabria e Campania: come la politica controlla i consensi grazie alla monnezza.

 

Si è tenuta oggi, presso la sala principale del Partito Radicale a Roma, la presentazione del libro “Il Rifiuto del Sud - Storie di criminalità politica e controllo del consenso” scritto dal radicale Massimiliano Iervolino.

Un libro che tratta in maniera completa varie vicende legate alle emergenze rifiuti degli ultimi anni, da Palermo a Napoli, da Roma a Reggio Calabria, sia sotto il profilo tecnico che politico che processuale, in un opera di ampio respiro dal taglio amaro, che non lascia quasi scampo alle speranze del lettore perché se le ecomafie hanno corrotto le pubbliche amministrazioni, che si sono dimostrate incapaci di agire, se la politica che le governa si è dimostrata incapace di reagire e, in ultimo, se la magistratura, che dovrebbe ravvisare e punire reati ed illeciti, si è mostrata blanda, debole con i forti, lenta e farraginosa, non è allora una sorpresa la disastrosa situazione ambientale del sud Italia.

 

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COMUNICATO STAMPA: DIFFIDA dei MEDICI per l’AMBIENTE

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Gentilissimo Ministro dell’Ambiente On. Orlando,

come 4 mesi fa con il Ministro della Salute Balduzzi, che intervenne sulla correlazione AMBIENTE e SALUTE, riportando il documentato aumento di mortalita’ per patologia tumorale e chiedendo ai Ricercatori Scientifici, dopo una sciagurata prima conferenza stampa che attribuiva ciò al comportamento alimentare e sociale della nostra sfortunata popolazione, una correlazione al mostruoso inquinamento ambientale, Lei viene in Campania per affrontare politicamente la gestione Ambientale, con pregiudizievoli e preoccupanti indirizzi.

Lei intende forse ancora promuovere impianti di incenerimento senza considerare due punti fondamentali che siamo disposti a discutere con Lei ?

In maniera netta affermiamo, producendo una documentazione scientifica su cui le istituzioni regionali devono riflettere:

1)      Il problema dei rifiuti  riguarda quelli assimilabili ai RIFIUTI INDUSTRIALI  per i quali NON ESISTONO IMPIANTI e che sono QUATTRO ( 4 !!!) VOLTE di PIU’ dei RIFIUTI URBANI di cui è possibile recuperare e differenziare la quasi totalità.

2)      Gli IMPIANTI di INCENERIMENTO, assistiti ancora dall’ ALTO CONTRIBUTO ECONOMICO DEI CIP 6, erogati dalle nostre misere tasche, FANNO MALE ALLA SALUTE e POSSONO CAUSARE TUMORI  ( vedi lavori sul LINFOMA) e PATOLOGIA ENDOCRINA soprattutto per le generazioni future.

A tal proposito COME MEDICI CHE VOGLIONO DIFENDERE LA SALUTE dei cittadini, DIFFIDIAMO DA SCELTE NON SOSTENIBILI, PER LE QUALI  SPERIAMO CHE NON CI SARANNO ASSOLUZIONI  POLITICHE.

Disponibili sempre, per una democratica collaborazione, speriamo in un riscontro positivo  a questo accorato appello.

Il Direttivo Regionale di ISDE-MEDICI per l’AMBIENTE

VEDI COMUNICATO STAMPA COMPLETO ALLEGATO

 

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Lettera aperta al Ministro Orlano dalla rete dei Comitati vesuviani/Zero Waste Italy

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On. Andrea Orlando

On. Signor Ministro,

a seguito delle gravi ed approssimative dichiarazioni riportate a mezzo stampa e a Lei attribuite, la Rete dei Comitati vesuviani/Zero Waste Italy , fa presente quanto segue:

 

1-      I commissari straordinari non sono mai stati una soluzione: l’inutile successione di decine di commissari incaricati alla risoluzione del problema dei rifiuti in Campania non ha portato benefici se non un immenso spreco di risorse economiche ormai sparite nel nulla e le cui responsabilità penali sono ancora di là da definirsi.

(La Gestione commissariale per l’emergenza rifiuti in Campania dal 1994 a 2010 ha sperperato circa 11 miliardi di euro).

 

2-      L’infrazione comminata allo Stato Italiano dalla Corte di Giustizia europea che fa riferimento alle emergenze della Campania e del Lazio richiama le autorità “alla salvaguardia della salute e alla tutela della biodiversità messa in grave rischio e pericolo” dalle emergenze conseguenti all’ inefficienza della gestioni commissariali e regionali, vecchie e nuove;

3-      La comunità Europea non chiede la realizzazione di nuovi INCENERITORI : Infatti facendo propria  la ''Strategia europea per la difesa della biodiversità'' il Parlamento Europeo ha stabilito a più riprese che, nell’ambito di un’economia di scala e di ottimizzazione delle risorse, deve essere bruciato solo ciò che non è riciclabile e che l'incenerimento per la produzione di energia rappresenta comunque un metodo di gestione dei rifiuti più dispendioso rispetto alla riduzione, al riciclaggio e al riutilizzo e, riprendendo le direttive della Carta di Napoli del Movimento internazionale Zero Waste, indica la data del 2020 per  la loro moratoria e la definitiva chiusura di discariche. Sarebbe ridicolo ed antieconomico costruire impianti che presto si dovrebbero dismettere per indicazione della stessa UE;

4-      Sull’Italia intera vertono 31 infrazioni all’ambiente dell’Unione Europea: attribuire le sanzioni alla sola inefficienza della Campania è quanto meno denigratorio, ma evidentemente funzionale a sottacere una situazione nazionale di cura e salvaguardia dell’ambiente da decenni, ormai,  FUORI CONTROLLO;

5-      La Direttiva comunitaria non parla di “termovalorizzatore” ma di impianti di incenerimento dei rifiuti con recupero di energia denunciando l’improprio utilizzo dei CIP6 che rende evidente la soggiacenza di una certa politica alla potente lobby inceneritorista, favorendo i lauti interessi di pochi a dispetto dell’intera comunità;

6-      Gli inceneritori sono impianti insalubri, che producono “rifiuto speciale” ancor più in un  territorio come la Campania che detiene il più alto numero di SITI DA BONIFICARE, caratterizzati e non;

7-      I costi proibitivi ed i tempi lunghi necessari alla costruzione di un inceneritore, rende l’investimento troppo rischioso (come dimostrano le gare d’appalto che a  Napoli e a Salerno sono andate deserte). Inoltre, in tempo di severa austerity per i cittadini, dirottare centinaia di milioni di € per la costruzione di impianti che , a fronte di un corretto ciclo dei rifiuti urbani incentrato su riduzione a monte, R.D., riciclo, riuso e recupero, renderebbero l’ incenerimento una scelta antieconomica, insalubre e contraria a qualsiasi principio etico.

A tutto questo va aggiunto:

che i territori Campani sono stati già abbondantemente inquinati,

che i casi di patologie croniche e tumorali sono in costante aumento ad ogni età,

che il comparto produttivo agricolo e zootecnico è in ginocchio,

che la Campania è ancora la prima Regione per i reati ambientali attribuiti alle connivenze politico-mafiose (rapporto Ecomafie Legambiente 2013),

che, a tutt’oggi, proseguono indisturbati i roghi tossici nella provincia di Napoli e Caserta, gli sversamenti illeciti di rifiuti speciali pericolosi anche in aree protette come il Parco nazionale del Vesuvio e che risulta assolutamente insufficiente il controllo del territorio.

 

Le chiediamo pertanto sig. Ministro  di farsi carico verso le istituzioni tutte, nazionali, regionali, provinciali e comunali perché si  impegnino da subito a garantire (per le proprie competenze): il controllo del territorio per bloccare i roghi tossici e assicurare i responsabili alla giustizia; garantire i necessari finanziamenti per rendere omogenea e su tutto il territorio regionale la percentuale della raccolta differenziata che la legge nazionale e la direttiva comunitaria indica per il 2013 al 65%; di favorire politiche di riduzione del rifiuto disincentivando l’utilizzo del monouso, del vuoto a perdere e dell’imballaggio e incentivando l’utilizzo di contenitori riusabili, prodotti alla spina, compostaggio domestico e di comunità; di richiedere tempi certi per i necessari impianti di compostaggio previsti ( Eboli, Giffoni, S. Tammaro, Napoli, Caivano e Tufino) e  sollecitare l’immediata trasformazione degli impianti di tritovagliatura (STIR) in impianti di TMB che recuperando completamente la frazione umida inviino ai consorzi di filiera tutto il materiale adatto al riciclo sottraendolo all’incenerimento o al conferimento in discarica.

Richieste, queste,  coerenti con quelle previste dalle linee programmatiche di politica ambientale relativa alla gestione dei rifiuti, da Lei rese pubbliche, che prevedono un “ Piano Nazionale per la gestione integrata dei rifiuti che sostenga la transizione da un sistema industriale a monte (discariche, inceneritori) a uno a valle per costruire le filiere di recupero e riuso delle risorse, verso la prospettiva dei “rifiuti zero”da noi declinato nella Proposta di legge in corso di sottoscrizione popolare che ci apprestiamo presentare, a breve,  al Parlamento della Repubblica.

Per tutto questo La sollecitiamo, sig. Ministro ad un impegno diretto nei confronti della Regione Campania per la definizione legislativa del Piano di Bonifiche approvato dalla Giunta e non ancora proposto al Consiglio e quello relativo al Piano di gestione dei rifiuti Speciali il cui iter appare infinito, al fine di utilizzare da subito il percorso di tracciabilità e controllo dei flussi illeciti dei rifiuti tossici industriali e garantire da subito le urgenti e necessarie bonifiche dei territori maggiormente contaminati. Non da ultimo Le chiediamo di farsi garante di un coordinamento interministeriale per disporre e garantire indagini indipendenti e certificate,  concordate con gli stakeholder territoriali ai sensi della Convenzione di Aarhus, dirette a verificare il nesso di causalità tra ambiente contaminato e incidenza di patologie croniche e tumorali, per decenni sottaciute se non negate.

Appare questo l’unico percorso utile per scongiurare ulteriori danni alla biodiversità e alla salute prodotta da ulteriori nefasti impianti di incenerimento dei rifiuti con recupero di energia e avvierebbe, sui territori, quella ricerca del consenso e della condivisione nel nome della sostenibilità da Lei auspicata che darebbe all’intera comunità civile della Regione Campania un'occasione di rivincita e di rinascita immaginandola, non come un’immensa discarica, ma come un polo leader per lo sviluppo di tecnologie e di servizi nel campo del riciclo dei materiali, dove le attività a basso impatto ambientale possano mitigare gli effetti negativi delle ferite inferte dal passato e creare da subito economia sostenibile e nuovi posti di lavoro.

In attesa di riscontri a quanto manifestato, si porgono distinti saluti.

Rete dei Comitati vesuviani/Zero Waste Italy

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Amianto, allarme alla ex Isochimica di Avellino

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Fino al 1988 Isochimica smaltiva l'amianto dalle carrozze ferroviarie per conto delle Ferrovie: il Gip di Avellino sequestra l'area

Amianto, allarme alla ex Isochimica di Avellino

 

Il Gip del tribunale di Avellino Giuseppe Ricciardi ha convalidato il sequestro dell’area dell’ex azienda Isochimica di Avellino per la presenza di amianto libero: l’azienda, dal 1983 al 1988, ha bonificato e smaltito l’amianto presente nelle carrozze di proprietà delle Ferrovie dello Stato.

Il 3 giugno scorso il procuratore Rosario Cantelmo aveva disposto il sequestro dell’area in quanto, sulla base di alcune perizie d’ufficio incaricate dalla stessa procura, lo stesso magistrato aveva rilevato la presenza di oltre 500 cubi di cememto-amianto lasciati in stato di totale abbandono (ma sopratutto i cubi sono fortemente danneggiati, divenuti friabili) all’interno ed all’estero dei capannoni dismessi dell’azienda.

 

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Il mondo ha bisogno di alberi: niente alberi, niente futuro

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