Rifiuti

COMUNICATO STAMPA: DIFFIDA dei MEDICI per l’AMBIENTE

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Gentilissimo Ministro dell’Ambiente On. Orlando,

come 4 mesi fa con il Ministro della Salute Balduzzi, che intervenne sulla correlazione AMBIENTE e SALUTE, riportando il documentato aumento di mortalita’ per patologia tumorale e chiedendo ai Ricercatori Scientifici, dopo una sciagurata prima conferenza stampa che attribuiva ciò al comportamento alimentare e sociale della nostra sfortunata popolazione, una correlazione al mostruoso inquinamento ambientale, Lei viene in Campania per affrontare politicamente la gestione Ambientale, con pregiudizievoli e preoccupanti indirizzi.

Lei intende forse ancora promuovere impianti di incenerimento senza considerare due punti fondamentali che siamo disposti a discutere con Lei ?

In maniera netta affermiamo, producendo una documentazione scientifica su cui le istituzioni regionali devono riflettere:

1)      Il problema dei rifiuti  riguarda quelli assimilabili ai RIFIUTI INDUSTRIALI  per i quali NON ESISTONO IMPIANTI e che sono QUATTRO ( 4 !!!) VOLTE di PIU’ dei RIFIUTI URBANI di cui è possibile recuperare e differenziare la quasi totalità.

2)      Gli IMPIANTI di INCENERIMENTO, assistiti ancora dall’ ALTO CONTRIBUTO ECONOMICO DEI CIP 6, erogati dalle nostre misere tasche, FANNO MALE ALLA SALUTE e POSSONO CAUSARE TUMORI  ( vedi lavori sul LINFOMA) e PATOLOGIA ENDOCRINA soprattutto per le generazioni future.

A tal proposito COME MEDICI CHE VOGLIONO DIFENDERE LA SALUTE dei cittadini, DIFFIDIAMO DA SCELTE NON SOSTENIBILI, PER LE QUALI  SPERIAMO CHE NON CI SARANNO ASSOLUZIONI  POLITICHE.

Disponibili sempre, per una democratica collaborazione, speriamo in un riscontro positivo  a questo accorato appello.

Il Direttivo Regionale di ISDE-MEDICI per l’AMBIENTE

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Lettera aperta al Ministro Orlano dalla rete dei Comitati vesuviani/Zero Waste Italy

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On. Andrea Orlando

On. Signor Ministro,

a seguito delle gravi ed approssimative dichiarazioni riportate a mezzo stampa e a Lei attribuite, la Rete dei Comitati vesuviani/Zero Waste Italy , fa presente quanto segue:

 

1-      I commissari straordinari non sono mai stati una soluzione: l’inutile successione di decine di commissari incaricati alla risoluzione del problema dei rifiuti in Campania non ha portato benefici se non un immenso spreco di risorse economiche ormai sparite nel nulla e le cui responsabilità penali sono ancora di là da definirsi.

(La Gestione commissariale per l’emergenza rifiuti in Campania dal 1994 a 2010 ha sperperato circa 11 miliardi di euro).

 

2-      L’infrazione comminata allo Stato Italiano dalla Corte di Giustizia europea che fa riferimento alle emergenze della Campania e del Lazio richiama le autorità “alla salvaguardia della salute e alla tutela della biodiversità messa in grave rischio e pericolo” dalle emergenze conseguenti all’ inefficienza della gestioni commissariali e regionali, vecchie e nuove;

3-      La comunità Europea non chiede la realizzazione di nuovi INCENERITORI : Infatti facendo propria  la ''Strategia europea per la difesa della biodiversità'' il Parlamento Europeo ha stabilito a più riprese che, nell’ambito di un’economia di scala e di ottimizzazione delle risorse, deve essere bruciato solo ciò che non è riciclabile e che l'incenerimento per la produzione di energia rappresenta comunque un metodo di gestione dei rifiuti più dispendioso rispetto alla riduzione, al riciclaggio e al riutilizzo e, riprendendo le direttive della Carta di Napoli del Movimento internazionale Zero Waste, indica la data del 2020 per  la loro moratoria e la definitiva chiusura di discariche. Sarebbe ridicolo ed antieconomico costruire impianti che presto si dovrebbero dismettere per indicazione della stessa UE;

4-      Sull’Italia intera vertono 31 infrazioni all’ambiente dell’Unione Europea: attribuire le sanzioni alla sola inefficienza della Campania è quanto meno denigratorio, ma evidentemente funzionale a sottacere una situazione nazionale di cura e salvaguardia dell’ambiente da decenni, ormai,  FUORI CONTROLLO;

5-      La Direttiva comunitaria non parla di “termovalorizzatore” ma di impianti di incenerimento dei rifiuti con recupero di energia denunciando l’improprio utilizzo dei CIP6 che rende evidente la soggiacenza di una certa politica alla potente lobby inceneritorista, favorendo i lauti interessi di pochi a dispetto dell’intera comunità;

6-      Gli inceneritori sono impianti insalubri, che producono “rifiuto speciale” ancor più in un  territorio come la Campania che detiene il più alto numero di SITI DA BONIFICARE, caratterizzati e non;

7-      I costi proibitivi ed i tempi lunghi necessari alla costruzione di un inceneritore, rende l’investimento troppo rischioso (come dimostrano le gare d’appalto che a  Napoli e a Salerno sono andate deserte). Inoltre, in tempo di severa austerity per i cittadini, dirottare centinaia di milioni di € per la costruzione di impianti che , a fronte di un corretto ciclo dei rifiuti urbani incentrato su riduzione a monte, R.D., riciclo, riuso e recupero, renderebbero l’ incenerimento una scelta antieconomica, insalubre e contraria a qualsiasi principio etico.

A tutto questo va aggiunto:

che i territori Campani sono stati già abbondantemente inquinati,

che i casi di patologie croniche e tumorali sono in costante aumento ad ogni età,

che il comparto produttivo agricolo e zootecnico è in ginocchio,

che la Campania è ancora la prima Regione per i reati ambientali attribuiti alle connivenze politico-mafiose (rapporto Ecomafie Legambiente 2013),

che, a tutt’oggi, proseguono indisturbati i roghi tossici nella provincia di Napoli e Caserta, gli sversamenti illeciti di rifiuti speciali pericolosi anche in aree protette come il Parco nazionale del Vesuvio e che risulta assolutamente insufficiente il controllo del territorio.

 

Le chiediamo pertanto sig. Ministro  di farsi carico verso le istituzioni tutte, nazionali, regionali, provinciali e comunali perché si  impegnino da subito a garantire (per le proprie competenze): il controllo del territorio per bloccare i roghi tossici e assicurare i responsabili alla giustizia; garantire i necessari finanziamenti per rendere omogenea e su tutto il territorio regionale la percentuale della raccolta differenziata che la legge nazionale e la direttiva comunitaria indica per il 2013 al 65%; di favorire politiche di riduzione del rifiuto disincentivando l’utilizzo del monouso, del vuoto a perdere e dell’imballaggio e incentivando l’utilizzo di contenitori riusabili, prodotti alla spina, compostaggio domestico e di comunità; di richiedere tempi certi per i necessari impianti di compostaggio previsti ( Eboli, Giffoni, S. Tammaro, Napoli, Caivano e Tufino) e  sollecitare l’immediata trasformazione degli impianti di tritovagliatura (STIR) in impianti di TMB che recuperando completamente la frazione umida inviino ai consorzi di filiera tutto il materiale adatto al riciclo sottraendolo all’incenerimento o al conferimento in discarica.

Richieste, queste,  coerenti con quelle previste dalle linee programmatiche di politica ambientale relativa alla gestione dei rifiuti, da Lei rese pubbliche, che prevedono un “ Piano Nazionale per la gestione integrata dei rifiuti che sostenga la transizione da un sistema industriale a monte (discariche, inceneritori) a uno a valle per costruire le filiere di recupero e riuso delle risorse, verso la prospettiva dei “rifiuti zero”da noi declinato nella Proposta di legge in corso di sottoscrizione popolare che ci apprestiamo presentare, a breve,  al Parlamento della Repubblica.

Per tutto questo La sollecitiamo, sig. Ministro ad un impegno diretto nei confronti della Regione Campania per la definizione legislativa del Piano di Bonifiche approvato dalla Giunta e non ancora proposto al Consiglio e quello relativo al Piano di gestione dei rifiuti Speciali il cui iter appare infinito, al fine di utilizzare da subito il percorso di tracciabilità e controllo dei flussi illeciti dei rifiuti tossici industriali e garantire da subito le urgenti e necessarie bonifiche dei territori maggiormente contaminati. Non da ultimo Le chiediamo di farsi garante di un coordinamento interministeriale per disporre e garantire indagini indipendenti e certificate,  concordate con gli stakeholder territoriali ai sensi della Convenzione di Aarhus, dirette a verificare il nesso di causalità tra ambiente contaminato e incidenza di patologie croniche e tumorali, per decenni sottaciute se non negate.

Appare questo l’unico percorso utile per scongiurare ulteriori danni alla biodiversità e alla salute prodotta da ulteriori nefasti impianti di incenerimento dei rifiuti con recupero di energia e avvierebbe, sui territori, quella ricerca del consenso e della condivisione nel nome della sostenibilità da Lei auspicata che darebbe all’intera comunità civile della Regione Campania un'occasione di rivincita e di rinascita immaginandola, non come un’immensa discarica, ma come un polo leader per lo sviluppo di tecnologie e di servizi nel campo del riciclo dei materiali, dove le attività a basso impatto ambientale possano mitigare gli effetti negativi delle ferite inferte dal passato e creare da subito economia sostenibile e nuovi posti di lavoro.

In attesa di riscontri a quanto manifestato, si porgono distinti saluti.

Rete dei Comitati vesuviani/Zero Waste Italy

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Amianto, allarme alla ex Isochimica di Avellino

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Fino al 1988 Isochimica smaltiva l'amianto dalle carrozze ferroviarie per conto delle Ferrovie: il Gip di Avellino sequestra l'area

Amianto, allarme alla ex Isochimica di Avellino

 

Il Gip del tribunale di Avellino Giuseppe Ricciardi ha convalidato il sequestro dell’area dell’ex azienda Isochimica di Avellino per la presenza di amianto libero: l’azienda, dal 1983 al 1988, ha bonificato e smaltito l’amianto presente nelle carrozze di proprietà delle Ferrovie dello Stato.

Il 3 giugno scorso il procuratore Rosario Cantelmo aveva disposto il sequestro dell’area in quanto, sulla base di alcune perizie d’ufficio incaricate dalla stessa procura, lo stesso magistrato aveva rilevato la presenza di oltre 500 cubi di cememto-amianto lasciati in stato di totale abbandono (ma sopratutto i cubi sono fortemente danneggiati, divenuti friabili) all’interno ed all’estero dei capannoni dismessi dell’azienda.

 

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Raccolta differenziata no stress con “ComeButta”

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Raccolta differenziata no stress con “ComeButta”

 

 

Rinnovabili.it

Quante volte davanti ad un rifiuto siamo assaliti dal dubbio se gettarlo nella carta, nel multi-materiale o considerarlo come residuo? Da oggi a risolvere il mistero ci pensa “ComeButta”, il sito che insegna ad effettuare una corretta raccolta differenziata.

L’innovativo sistema, sviluppato dall’Unità di ricerca ICT4G della Fondazione Kessler, vale per tutti i Comuni del Trentino Alto Adige ed è attualmente in fase di sperimentazione. Il funzionamento è facile: in caso di dubbio basta consultare l’elenco presente sul sito o in alternativa effettuare la registrazione e fare una domanda specifica per ottenere suggerimenti dagli altri utenti, magari caricando una foto del rifiuto in questione. In caso di dubbio persistente, a dare la risposta corretta e definitiva saranno gli esperti dell’AMNU, l’azienda con sede a Pergine Valsugana (Trento) che si occupa di igiene ambientale.

 

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ZERO WASTE ITALY ALLA CONFERENZA DELLA FAO a Roma

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Rossano Ercolini il 19 giugno alla conferenza della FAO

Rossano Ercolini interverrà sul tema "Rifiuti Zero - Spreco Zero" a Roma nella 38° Sessione della Conferenza della FAO mercoledì 19 giugno prossimo alle ore 14.45 durante la giornata dedicata alla Sostenibilità.

Secondo la produzione attuale e trend di consumo, la produzione globale di cibo dovrà aumentare del 60% entro il 2050, al fine di soddisfare le esigenze di una popolazione mondiale in crescita. Eppure, più di un terzo del cibo prodotto oggi o è perso nel ciclo di produzione alimentare - per lo più nei paesi in via di sviluppo - o è sprecato da parte dei consumatori nelle società più ricche.

Quali i punti critici che dovrebbero essere affrontati per progettare un' efficace perdita di strategia di riduzione del cibo? Come si possono evitare gli sprechi da parte degli agricoltori, produttori alimentari, rivenditori e consumatori scoraggiati? Qual è l'impatto ambientale di spreco di cibo? Può / deve essere recuperato il cibo dal ciclo dei rifiuti da utilizzare come aiuto alimentare?

 

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Sostenibilità degli imballaggi in carta e cartone: intervista a Piero Attoma (Comieco)

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Le novità in termini di sostenibilità degli imballaggi in carta e cartone con un occhio di riguardo al cibo (e alla riduzione degli sprechi alimentari). Intervista di Eco dalle Città a Piero Attoma, vicepresidente di Comieco e coordinatore del Club Carta e Cartoni

di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. venerdì 07 giugno 2013

 

Sostenibilità degli imballaggi in carta e cartone: intervista a Piero Attoma (Comieco)

Secondo le cronache, lo scorso gennaio in Valle d'Aosta è avvenuto il ritiro dal mercato di due lotti di cartone per la pizza contenente piombo (http://www.ilfattoalimentare.it/allerta-aosta-cartoni-pizza.html). Cosa prevede la legge italiana in merito all'utilizzo di materie prime seconde per la produzione di contenitori destinati al contatto con gli alimenti? Nel caso del cartone per la pizza l'utilizzo di materia riciclata è permesso?
L'esempio citato possiamo considerarlo come un incidente di percorso. La legge italiana è molto severa quando il contenuto dell'imballaggio è costituito da alimenti, di conseguenza c'è molta attenzione alla produzione del packaging. Negli altri Paesi europei le norme sono meno intransigenti. In Italia il cartone della pizza deve essere costituito da tre carte tutte di materia prima vergine, in Francia e Germania basta che solamente una sia in carta vergine. Per questo tipo di prodotto Comieco ha supportato l’ideazione di un nuovo prototipo in cartone per la pizza da asporto. Dopo l’uso, questo imballaggio può essere facilmente diviso in due parti: quella superiore, non intaccata da sugo e mozzarella, può essere staccata e gettata nel contenitore della carta.

Come Club Carta e Cartoni, inoltre, stiamo lavorando affinché le aziende produttrici di imballaggi abbiano nuovi strumenti per potersi presentare nel modo più chiaro e trasparente possibile nei confronti degli utilizzatori, e le caratteristiche del materiale siano per così dire certificate.

 

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Capannori e la strategia rifiuti zero, intervista ad Alessio Ciacci

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Negli ultimi sei anni il comune di Capannori è divenuto un esempio per la gestione sostenibile dei rifiuti e, più in generale, per le buone pratiche messe in atto dall'amministrazione. In un'intervista Alessio Ciacci racconta la sua esperienza di assessore all'Ambiente del Comune di Capannori, i progetti portati avanti e quelli in cantiere, nonché l'importanza di attuare la strategia Rifiuti Zero.

di Olivier Turquet - 7 Giugno 2013

alessio ciacci

Alessio Ciacci, assessore all'Ambiente del Comune di Capannori, ha ricevuto il premio Personaggio Ambiente 2012

Cresce l'applicazione Zero Waste alle attività produttive ed economiche. Gemellaggio Italia-Spagna per il progetto Hotel/Restaurant Zero Waste

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Gemellaggio al Basque Culinary Center – Spagna – Paesi Baschi – San Sebastian

Incontro sulla sostenibilità all’interno dei ristoranti – rifiuti zero ristoranti sostenibili.

Nell’ambito del progetto Hotel & Ristoranti Rifiuti Zero sostenuto da Zero Waste Europe con la supervisione di Joan Marc Simon e Rossano Ercolini si è concretizzato il gemellaggio tra Ristoranti Rifiuti Zero, italiani e spagnoli, con la partecipazione, nel meraviglioso scenario di una delle più prestigiose Università della Cucina d’Europa: il BASQUE CULINARY CENTER, di Gipuzkoa (Paesi Baschi) che vanta la più alta concentrazione di ristoranti stellati Michelin per metro quadro al mondo, Antonino Esposito, di Zero Waste Campania e ideatore del progetto Ristoranti Rifiuti Zero, lo chef Gennaro Esposito, titolare del ristorante “Torre del Saracino”, e Sergio Gargiulo albergatore e presidente della Federalberghi Capri, in qualità di ambasciatori del progetto, sono stati ospiti presso la meravigliosa struttura basca, ove hanno relazionato su invito dei colleghi spagnoli, il progetto a cui ha fatto seguito il gemellaggio di collaborazione con la strategia Zero Waste.

 

 

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Si bruciano rifiuti nei cementifici e il decreto piace a Legambiente

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Scritto da: - mercoledì 3 aprile 2013

Fonte: ecoblog

La Commissione ambiente alla Camera non era d'accordo e ha pure espresso parere negativo, ma dal 29 marzo è legale bruciare rifiuti nei cementifici.

Si bruciano rifiuti nei cementifici e il decreto piace a Legambiente

Il decreto porta la data del 14 febbraio, pubblicato in gazzetta Ufficiale, è entrato in vigore il 29 marzo e stabilisce in pratica cosa potranno bruciare i cementifici, ovvero viene data un identità al CSS ossia i combustibili solidi secondari.

 

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E ora si parte con le firme...

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DEPOSITATA PRESSO LA CORTE DI CASSAZIONE DI ROMA LA LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE VERSO RIFIUTI ZERO 2020

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Da Capannori a tutta la penisola.

Le tante visite di Paul Connett hanno portato frutti copiosi .

Questa mattina, finalmente,  è stata depositata in Corte di Cassazione la Legge di Iniziativa Popolare Rifiuti Zero da 14 cittadini tra i rappresentanti delle realtà sociali promotrici e tra i coordinatori regionali della Campagna di raccolta firme.

Per essere presentata la Legge di Iniziativa Popolare necessita di 50mila firme, i promotori mirano ad almeno il doppio, potendo contare su una rete già costituita in tutta Italia: sono già 14 i coordinamenti regionali già costituiti e 6 quelli in costituzione.

La legge mira ad una riforma organica di tutto il sistema della raccolta e smaltimento rifiuti e si articola su 5 parole fondamentali enunciate già nel primo articolo: sostenibilità, ambiente, salute, partecipazione e lavoro. Quest'ultimo punto – sottolineano i promotori – non è da sottovalutare: la diffusione della raccolta rifiuti porta a porta, che è uno degli obiettivi, sarebbe l'unica grande opera di cui il paese ha bisogno.

La raccolta firme, che partirà in tutta Italia subito dopo Pasqua, si annuncia molto partecipata specialmente in quei territori dove sono già attive vertenze su rifiuti, discariche, inceneritori. La conclusione della raccolta e la successiva presentazione della Proposta di Legge sono previste prima della pausa parlamentare estiva.

La Campagna Legge Zero Rifiuti, di cui fanno parte realtà sociali e comitati territoriali, invita tutte le forze politiche presenti in parlamento a sostenere la raccolta firme e a promuovere incontri per approfondire i contenuti innovativi presenti nel testo nonché ad impegnarsi a portare avanti l'iter legislativo una volta raccolte le firme.

Zero waste Italy

 

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Lancio raccolta firme Legge Popolare Rifiuti Zero - 27/3 ore 11.45 c/o FNSI, Roma

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INVITO CONFERENZA STAMPA

Lancio della Campagna di Raccolta Firme per la Legge di Iniziativa Popolare Rifiuti Zero


Mercoledì 27 marzo – ore 11.45 presso la sede dell'FNSI (Saletta primo piano) Corso Vittorio Emanuele II, 349 (Roma)

A margine del deposito in Corte di Cassazione della Proposta di Legge di Iniziativa Popolare Rifiuti Zero, mercoledì 27 marzo alle ore 11.45 la Rete Zero Waste Italy incontrerà i giornalisti per illustrare il lancio della campagna di raccolta firme in partenza su tutto il territorio nazioanale.

Interverranno: Massimo Piras (Zero Waste Lazio), Pino Cosentino (Attac Italia), Alessio Ciacci (Associazione dei Comuni Virtuosi), Vincenzo Miliucci (Cobas), Franco Matrone (Zero Waste Italy), Claudio Pellone (Coord. Campano), Fabio Neri (Coord. Umbro).

Roma, 26 marzo 2013

 

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Bioshopper

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20/03/2013

Bioshopper

Comunicato Min. Amb., Roma, 20.3.13: “E’ stato firmato dai ministri dell’Ambiente Corrado Clini e dello Sviluppo economico Corrado Passera il decreto interministeriale che individua le caratteristiche tecniche dei sacchi per l’asporto merci, e in particolare per i sacchetti biodegradabili per la spesa.“Il decreto – afferma il ministro Clini – fa finalmente chiarezza sulla normativa che regola i sacchetti di plastica, incrementando l’uso di quelli ecofriendly, che contribuiscono alla strategia per la decarbonizzazione dell’economia che è stata appena approvata dal Cipe. Il provvedimento normalizza le incertezze che hanno ostacolato lo sviluppo della filiera produttiva, incentiva la chimica verde e mette l’Italia in linea con l’Ue, dando un segnale concreto alle sollecitazioni venute recentemente dalla Commissione sia con l’avvio della consultazione pubblica su come ridurre l’inquinamento generato dalla plastica sia dalla presentazione del ‘Libro verde’ per la promozione dei riciclo dei rifiuti plastici”.
Nel dettaglio, il decreto, che sarà notificato alla Commissione Ue, definisce le categorie di “sacchi per l’asporto delle merci” – sia di quelle destinate all’uso alimentare sia di quelle non destinate all’uso alimentare – e la commercializzazione, specificando il tipo di sacchetti che possono essere utilizzati. Tra questi rientrano quelli monouso biodegradabili e compostabili, conformi alla norma armonizzata Uni En 13432 del 2002, e quelli riutilizzabili in carta, in tessuti di fibre naturali, fibre di poliammide e materiale diversi dai polimeri.
I consumatori devono essere informati sull’idoneità dei sacchi per l’asporto delle merci attraverso una dicitura, riportata sia nei monouso che nei riutilizzabili. Restano valide le sanzioni già previste dal decreto legge del gennaio 2012, convertito in legge il 24 marzo. L’attuazione del decreto non comporta oneri per la finanza pubblica.
“Il decreto – conclude il ministro Clini – regolamenta l’uso delle buste degradabili e compostabili, secondo quanto è previsto dalla normativa europea, e gli usi commerciali delle buste riciclabili di plastica tradizionale. L’obiettivo è fare in modo che le buste biodegradabili e compostabili siano usate soprattutto nel settore alimentare, contribuendo così a ridurre la produzione dei rifiuti”.

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" BALLARO': a proposito di Inceneritori

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Caro dr.  Floris,

nel corso dell’ultima puntata della trasmissione Ballarò è prevalsa la sensazione che la redazione parteggiasse per il sistema viennese di incenerimento dei rifiuti con recupero di energia da traslare anche là dove attualmente ( e per fortuna) non c’è, come Roma.

Spiace che sull’argomento non si sia aperto un contraddittorio tenendo conto che l’incenerimento dei rifiuti produce, è vero energia, ma anche inquinamento ambientale (nano particolato e polveri di cui ancora non si conoscono bene le composizioni), ceneri con metalli pesanti (da destinare come rifiuto in discariche speciali nel rapporto di 1/3) e fumi ad altissima pericolosità captati in buona parte dai filtri che di volta in volta bisogna pulire e che una volta in atmosfera viaggiano, portati dal vento, ovunque. Questo a Vienna, come a Copenhagen come a…Roma. E di cui moltissimi studi hanno dimostrato la pericolosità sempre trascurata da “certa” stampa (forse perché disinformata). Basta ricordarsi di Lavoiser che in natura “nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma” (quindi anche i rifiuti inceneriti). Basta chiedersi che fine fanno!

Esiste un modo ottimizzato che noi chiamiamo “zero waste” o rifiuti zero e che il Parlamento europeo nella sua risoluzione di maggio 2012 ha declinato come “ottimizzazione” gestionale del ciclo indicando nel 2020 la chiusura di discariche e la moratoria per gli inceneritori.

E ora noi ne vorremmo costruire di nuovi?

Mi sembra una follia con costi altissimi, bassissima occupazione, altissimo inquinamento e distruzione di materia.  E l’energia prodotta è solo un diversivo perché sostenuta dall’incentivo Cip6 che, come sà,  l’Europa ha sanzionato con la procedura di infrazione e che senza di esso l’incenerimento ( che solo le lobby chiamano termovalorizzazione) risulterebbe antieconomico per qualunque privato investitore.

La scala europea prevede un ciclo con riduzione, R.D., riciclo,  riuso, recupero e solo alla fine della gerarchia recupero termico e discariche selezionate.

Zero Waste propone la sostituzione delle ultime fasi con il recupero spinto della materia (che è dimostrato possibile) portando, con politiche adeguate (virtuose) la RD al recupeo in toto della materia con le Fabbriche dei materiali (TMB e centri di recupero) e mettendo in campo la responsabilità del produttore (industria).

Ciò che non è possibile compostarlo, riciclarlo, recuperarlo non deve più essere prodotto. Si chiama re-designer industriale.

O meglio sostenibilità.

Facile a dirsi ma difficile a realizzarsi con questa classe politica.

Ecco perché Zero Waste/Rifiuti Zero sta lanciando in questi giorni una proposta di legge di iniziativa popolare a parziale modifica del TU 152/06 dell’ambiente per introdurre nella legislazione vigente questi concetti che si richiamano alla risoluzione del parlamento UE, (LiP di iniziativa popolare verso rifiuti zero entro il 2020) a cui hanno aderito oltre 200 comitati, associazioni, movimenti che in Italia da anni si battono per un ciclo sostenibile dei rifiuti.

Non il popolo dei NO come spesso vengono additati, ma quello del Si verso una gestione efficiente, ottimizzata e sostenibile delle oramai scarse risorse di materia che offre il mondo alle prossime generazioni.

Progetto a cui hanno aderito oltre 126 comuni in tutta Italia per un totale di oltre 3 milioni e mezzo di abitanti.

Utopia??

Forse, ma possibile!

E come tale credo degna di essere portata al pubblico dibattito e contraddittorio.

Per questo da sempre disponibili.

Ringraziandola per l’attenzione, e confidando nell’imparzialità dell’informazione

Si porgono cordiali saluti.

 

Franco Matrone

Rete dei Comitati vesuviani/Zero Waste Italy

 

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Rifiuti urbani nell’Ue 2011: il 40% riciclato o compostato, nel 2001 era il 27%

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Italia mediocre: in discarica il 45%, 17% incenerito, 21% riciclato, 13% compostato

 

Eurostat, l'ufficio statistico dell'Unione europea, ha presentato oggi il rapporto sui rifiuti solidi urbani (Rsu) dal quale emerge che nel 2011 nell'Ue a 27 sono stati prodotti  503 kg di Rsu  a testa e che 486 kg di questi sono stati trattati con diversi metodi, il 37%è stato messo in discarica, il 23% incenerito, il 25% riciclato ed il 15% compostato. Nel 2001 finiva in discarica il 56% dei rifiuti urbani, il 17% veniva incenerito, il 17% riciclato ed il 10% compostato.

Un quadro che, nonostante sconti la diversa modalità di contabilizzazione dei trattamenti, mette in evidenza una diminuzione netta della pratica d'incenerimento.

Il rapporto sottolinea che «La quantità di rifiuti urbani prodotti varia fortemente secondo gli Stati membri». Nel 2011, la Danimarca (virtuosa per tanti aspetti ma meno per la produzione di RSU) aveva il record con 718 kg pro-capite, seguita dal Lussemburgo, Cipro ed Irlanda con volumi tra i 600 ed i 700 kg; seguono  Germania, Olanda, Malta, Austria,  Italia, Spagna, Francia, Gran Bretagna e Finlandia con volumi tra i 500 ed i 600 kg.

In Italia secondo i dati Eurostat, nel 2011 si sono prodotti 535 kg pro-capite di rifiuti solidi urbani, di cui 505 Kg risultano trattati : il 45% in discarica il 17% veniva incenerito, il 21% riciclato e il 13% compostato per un totale del 96%, del restante 4% non viene detto che destinazione abbia.

 

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RIDUZIONE DEI RIFIUTI E DIFFUSIONE DI NUOVI PRODOTTI

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Buone pratiche e nuovi prodotti per prevenire la produzione di rifiuti.

Obiettivo della ricerca, commissionata da Comieco a Green Management Institute, è stato quello di evidenziare i possibili risparmi di rifiuti legati alla diffusione di nuovi prodotti, nuovi materiali e nuove pratiche. È stata quindi proposta una rassegna di 13 innovazioni di prodotto per le quali sono state evidenziate anche le riduzioni di rifiuti in termini di influenza sul packaging dell’innovazione di prodotto.

 

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Un mondo di plastica, tra le provocazioni di Nature e quello che si può davvero fare

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Pietro Greco

Ogni anno nel mondo si producono 280 milioni di tonnellate di materiali diversi chiamati, comunemente, plastica. I chimici preferiscono chiamarli polimeri (termoplastico o termoindurenti) per il fatto che sono composti da lunghe catene. Le plastiche di cui parliamo sono in genere di origine sintetica e vengono prodotte a partire da molecole molto più piccole, chiamate monomeri. Una catena di polietilene, per esempio, può essere costituita anche da una successione di decine e persino centinaia di migliaia del suo monomero, l'etilene (che i rigoristi dello IUPAC preferiscono chiamare etene).

Qualcuno ha definito la nostra come l'"era della plastica", grazie al successo che questa categoria di materiali di sintesi ha avuto negli ultimi decenni. I motivi di questo successo sono diversi: le plastiche sono funzionali e versatili, leggere e inerti. Per questo le troviamo dappertutto.

Anche dove non dovremmo.

 

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Combustibile da rifiuti nei cementifici: Clini ha firmato il decreto ministeriale. Ecco il testo

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Come annunciato, il Ministero dell'Ambiente va avanti sull'utilizzo dei combustibili solidi secondari nei cementifici. Venerdì 15 febbraio il ministro Clini ha firmato il decreto ministeriale. I vantaggi secondo il ministero e i pareri contrari. On line il testo del provvedimento

di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. martedì 19 febbraio 2013

Combustibile da rifiuti nei cementifici: Clini ha firmato il decreto ministeriale. Ecco il testo

 

 

Dopo il parere negativo (non vincolante) della Commissione Ambiente della Camera sull'utilizzo del CSS nei cementifici, Corrado Clini aveva detto il Ministero dell'Ambiente sarebbe andato avanti lo stesso. Oltre al DPR passato al vaglio delle Commissioni parlamentari, sull'argomento sta viaggiando in parallelo un decreto ministeriale che è stato firmato dal ministro dell'Ambiente lo scorso 15 febbraio.

 

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Comunicato del CO.RE.Ri. sul gassificatore di Valle della Masseria

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Quando il mondo classico sarà esaurito quando saranno morti tutti i contadini e tutti gli artigiani, quando non ci saranno più le lucciole, le api, le farfalle, quando l’industria avrà reso inarrestabile il ciclo della produzione allora la nostra storia sarà finita
2 febbraio 2013 - Coordinamento Regionale Rifiuti

Il CO.RE.Ri. - Coordinamento Regionale rifiuti della Campania esprime la propria solidarietà al Movimento Serre per la vita, ai cittadini di Serre e agli abitanti della Piana del Sele e si impegna a sostenere ogni azione utile a impedire la realizzazione in località Valle della Masseria di un impianto di gassificazione per il trattamento, fra gli altri, di rifiuti speciali di tipo ospedalieri.
Il gassificatore, come ogni impianto finalizzato al recupero di energia o di gas dal trattamento dei rifiuti indifferenziati, emette sostanze che compromettono la qualità dei prodotti agricoli e il delicato equilibrio ambientale di un’area pregiata come la piana del Sele, già offesa dalla presenza di discariche non a norma.
In questi anni il CO.RE.Ri. e gli oltre ottanta comitati che vi aderiscono hanno sempre denunciato i rischi ambientali e sanitari a cui le popolazioni sarebbero state esposte a causa della realizzazione di impianti inquinanti. Purtroppo le denunce sono state pienamente confermate a distanza di anni dall’intervento della magistratura che ha predisposto la chiusura di discariche e altri impianti industriali che nel frattempo hanno causato danni, per cui solo un piano pluriennale di bonifica potrebbe porre rimedio.
Stiamo assistendo da anni ad una lenta metamorfosi del territorio e del paesaggio che sta radicalmente mutando la destinazione d’uso di vaste aree della nostra regione che hanno una secolare vocazione agricola. Il territorio tra Napoli e Caserta è l’esempio lampante di cosa potrebbe succedere alle nostre terre. 
Affinché si arresti questa tendenza occorre ripensare il sistema di produzione e fornitura energetica e realizzare una filiera-ecologica per il recupero e il riuso delle materie di scarto che rispetti l’equilibrio ambientale, tuteli il paesaggio e salvaguardi la salute degli umani, degli animali e del regno vegetale a cui siamo debitori per ogni nostro respiro.
“Quando il mondo classico sarà esaurito, scriveva il poeta Pier Paolo Pasolini, quando saranno morti tutti i contadini e tutti gli artigiani, quando non ci saranno più le lucciole, le api, le farfalle, quando l’industria avrà reso inarrestabile il ciclo della produzione allora la nostra storia sarà finita”.
Per questo invitiamo tutti gli abitanti della Piana del Sele a unire le loro forze per costruire e immaginare una terra dove sia bello abitare e dove vivere sia una gioia infinita.

Coordinamento Regionale rifiuti della Campania
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Furti di carta e cartone: intervista a Comieco

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Eco dalle Città ha interpellato Comieco in merito al fenomeno della raccolta illegale di carta e cartone. Intervista a Roberto Di Molfetta, responsabile area riciclo e recupero del Consorzio

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Fonte: ecodallecittà

 

Furti di carta e cartone: intervista a Comieco

 

Qual è stata la tendenza per la raccolta di carta e cartone nel 2012?
Dai dati di fine 2012 a disposizione di Comieco ricaviamo che c'è stata una contrazione della raccolta della carta dovuta alla riduzione dei consumi. In generale c'è un calo di raccolta nelle grandi città con una diminuzione inferiore al 5%. Siamo abbastanza sorpresi del dato di riduzione della raccolta familiare a Torino che, come è già stato riportato, risulta superiore al 10%. Si tratta di un dato abbastanza anomalo rispetto alla tendenza.

Il fenomeno dei furti di carta si rispecchia a livello nazionale?
Si tratta di un fenomeno troppo eterogeneo. E' più corretto fare confronti su dati puntuali. A Milano, ad esempio, la riduzione risulta molto limitata (-1%) e il trend della raccolta differenziata carta sembra essere comunque migliore rispetto al trend di riduzione dei rifiuti complessivi.

Quella di Torino tuttavia non è stata l'unica segnalazione giunta a Comieco. Altri episodi sono avvenuti a Napoli e Bari. Nella città partenopea gli episodi hanno riguardato la sottrazione del cartone esposto in strada dalle utenze commerciali che veniva sottratto prima del passaggio dei mezzi autorizzati. Nel capoluogo pugliese invece l'anno scorso era stato individuato un raccoglitore illegale di carta che operava con l'ausilio di un compattatore.

Colgo l'occasione per precisare un aspetto sui furti di carta a Torino. Negli articoli pubblicati viene utilizzato il termine "cartiere". In questo caso le cartiere non c'entrano. E' più preciso parlare di "deposito di macero" in quanto le grandi cartiere non sono presenti sul territorio torinese.

Il fenomeno dei furti può essere influenzato dalle quotazioni di mercato della carta?
No, il fenomeno non è incentivato dalle quotazioni di mercato. Il prezzo nella seconda del 2012 è diminuito e le quotazioni ora sono sostanzialmente stabili. La causa di questi episodi credo sia quindi riconducibile alla ricerca di ricavi e alla necessità di trovare nuovi lavori come conseguenza dell'attuale situazione economica.

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Conai: il primo studio sul recupero degli imballaggi biodegradabili

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"Film, shoppers, bottiglie, stoviglie e altri imballaggi rigidi e flessibili in plastica biodegradabile sono compostabili ai sensi della Uni En 14432 almeno fino alle concentrazioni del 5% della massa totale". "Gli imballaggi flessibili compostabili sono comunque riciclabili, fino a un contenuto massimo del 10% con gli imballaggi di plastica tradizionale"

 

Presentato a Milano il primo studio del CONAI sul recupero degli imballaggi biodegradabili (compostabili, ai sensi della UNI EN 13432). Nello studio si rileva che "film, shoppers, bottiglie, stoviglie e altri imballaggi rigidi e flessibili in plastica biodegradabile sono compostabili ai sensi della Uni En 14432 almeno fino alle concentrazioni del 5% della massa totale". Parallelamente, "gli imballaggi flessibili compostabili sono comunque riciclabili, fino a un contenuto massimo del 10% con gli imballaggi di plastica tradizionale".


Progetto Recupero Imballaggi Biodegradabili [0,13 MB]

Sintesi Relazione Finale CONAI

Fonte: ecodallecittà

Il mondo ha bisogno di alberi: niente alberi, niente futuro

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