Rifiuti

L'Italia non sa riciclare: la metà dei rifiuti finisce ancora in discarica

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Numeri e scenario impietosi dallo studio “L’Italia del Riciclo” promosso da Fise Unire e dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile: il nostro paese arranca rispetto alle big d'Europa e nonostante questo spende una marea di soldi per la raccolta di rifiuti

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L'Italia non sa riciclare: la metà dei rifiuti finisce ancora in discarica

Terzo mondo forse no, ma di certo non il primo. E comunque, lontani dagli altri paesi d’Europa. In tema di raccolta dei rifiuti, l’Italia resta un paese che arranca. Nel rapporto dal titolo “L’Italia del Riciclo” promosso da Fise Unire (l’Associazione di Confindustria che rappresenta le aziende del recupero rifiuti) e dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, lo scenario descritto del panorama rifiuti italiano è piuttosto complicato. Il rapporto, nato dalle elaborazioni di dati di provenienza europea, emerge chiaramente l’uso indiscriminato che il Belpaese fa dello smaltimento in discarica: sono infatti il 49% del totale i rifiuti che vengono ancora smaltiti con questa obsoleta modalità (l’Europa non fa una figura migliore, attestando una media del 30%), ma nel Mezzogiorno la situazione è veramente limite.

 

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“Semplicemente riciclabili”

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“Semplicemente riciclabili”

Il Comune di Salerno e Salerno Pulita aderiscono alla campagna di comunicazione promossa da Tetra Pak in collaborazione con Nappi Sud S.p.A. per il cambio della modalità di raccolta dei cartoni per bevande ed alimenti.

Semplicemente riciclabili”: questo lo slogan dell’iniziativa di comunicazione realizzata da la lumaca e Consorzio Concerto e rivolta ai cittadini per comunicare che i cartoni per succhi, latte, vino, sughi ed altri alimenti andranno raccolti nel multimateriale insieme a plastica e metalli, e non più con carta e cartone.

Per informare tutti i cittadini di questa importante novità, ogni utenza riceverà a casa un pieghevole informativo attraverso il quale verranno fornite tutte le indicazioni per effettuare correttamente la nuova raccolta differenziata. La campagna di comunicazione prevede inoltre l’affissione di manifesti stradali ed uno spot video in programmazione sulle principali TV locali.

Per il corretto riciclo i cittadini dovranno quindi conferire i contenitori Tetra Pak, svuotati e schiacciati, nel sacco del multimateriale insieme a plastica e metalli: una piccola rivoluzione nella raccolta differenziata, finalizzata a un miglioramento di tutta la filiera del riciclo.
I cartoni per bevande così raccolti e dopo una fase di selezione, saranno poi inviati alle cartiere, dove la cellulosa (principale componente dei contenitori) verrà separata da polietilene ed alluminio attraverso il normale processo di produzione cartaria senza aggiunta di prodotti chimici, per poi essere utilizzata nella produzione di nuovi materiali a base cellulosica (nuova carta per cancelleria, carta da imballaggio, ecc.), mentre la frazione polietilene ed alluminio sarà destinata ad altre applicazioni.

Per informazioni sul riciclo dei contenitori Tetra Pak:
Numero Verde 800-855811 (10.00-13.00 e 15.00-18.00)
http://www.tiriciclo.it

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4 firme per non morire di rifiuti

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COMUNICATO STAMPA

Invito conferenza stampa -  24 novembre 2012 - ore 10.30

sala conferenze del Comune di Battipaglia

4 firme per non morire di rifiuti

Coordinamento Comitati di Quartiere

Legambiente Vento in Faccia

Associazione Aut Aut

Aps Mariarosa

A.D.I.

Adiconsum

USB

ASD Crazy Ghost

Oggetto: Risanamento ambientale città di Battipaglia, consegna 4 mila firme della cittadinanza.

I Comitati di Quartiere e le Associazioni cittadine già impegnati nella raccolta delle firme per il risanamento ambientale del territorio comunale, convocano una conferenza stampa per il giorno 24 novembre 2012 alle ore 10.30 presso la sala conferenze del Comune di Battipaglia, per presentare i risultati della raccolta firme e per chiedere un incontro al Sig. Prefetto di Salerno per la consegna delle firme e l'esposizione delle problematiche in oggetto.
“Con riferimento alla situazione ambientale di Battipaglia si fa presente che il territorio comunale ospita:
1. Impianto STIR Comune di Battipaglia;
2. Impianto Nappi Sud per la selezione del differenziato;
3. Impianto Sele Ambiente per la selezione del differenziato.

Oltre alla suddetta impiantistica, si segnalano le seguenti emergenze ambientali, per le quali si richiede l'intervento immediato delle istituzioni secondo le competenze (art.117 della Costituzione Italiana) e funzioni amministrative:
a) Tre aree di stoccaggio mai bonificate sul territorio di Battipaglia. e precisamente in Via Fili Galardi, Via Bosco II e Viale Danimarca;
b) Discarica mai bonificata in località Grataglie, al confine tra Eboli e Battipaglia. Gestita dall'ENEA negli ultimi 10 anni;
c) Numerose cave abusive e terreni privati dove sono state riscontrate la presenza di rifiuti tossici, come da varie sentenze e processi in corso.
d) Due discariche inquinate non bonificate in località Castelluccio Comune di Battipaglia;
e) Due vasche di stoccaggio in località Castelluccio utilizzate dal Comune di Battipaglia nell’ultima emergenza rifiuti del 2008 e mai bonificate.

Per quanto sopra chiederemo alla Prefettura di prendere visione delle firme dei cittadini di Battipaglia e di convocare, sui temi espressi del risanamento ambientale, un incontro tra i rappresentanti dei Comitati e Associazioni e le istituzioni locali, regionali e nazionali, in particolare col Ministro dell'Ambiente Corrado Clini per richiedere lo stanziamento di ulteriori fondi per le bonifiche dei siti di discarica presenti sul territorio di Battipaglia ”

Per i rapporti con la stampa: Valerio Calabrese  (Legambiente)

 

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Riciclare i mozziconi di sigarette? Fa bene all’ambiente, al Pil ed alla solidarietà

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Aldo Ferretti

Fonte: greenreport

A Santa Fe, in New Mexico,  TerraCycle Inc e la Natural Tobacco Co., una filiale di Reynolds American Inc., il secondo più grande produttore mondiale di sigarette, stanno collaborando per riciclare i mozziconi di sigaretta in pellet e profilati  per fare oggetti come panchine, bancali e traversine ferroviarie.

Le "Cigarette Waste Brigates"  (strutture territoriali di TerraCycle, che è un'azienda e non una Onlus) stanno chiedendo ai cittadini di conservare e raccogliere i loro mozziconi, per inviarli alla società di riciclaggio attraverso un sistema di spedizione prepagato, gestito niente meno che dal colosso UPS, attraverso una rete di 398 "collection point" tra USA e Canada.
Il quantitativo minimo per ogni singola spedizione di rifiuti di sigaretta è fissato in una libbra (453,6 g) da inviare allo stabilimento di Trenton, New Jersey, per il quale il mittente riceverà 100 "punti TerraCycle", che possono essere convertiti in una varietà di doni caritatevoli, o per il  pagamento di 1 centesimo per ogni punto in opere di beneficienza a scelta del consumatore-fumatore.
La società si impegna a riciclare i filtri per realizzare quindi una serie di elementi, sia profilati per uso industriale sia oggetti di uso domestico, tra cui, manco a dirlo, dei posacenere. Invece la carta e il tabacco saranno compostati. Ci sono voluti quasi due anni per sviluppare il processo per riciclare i mozziconi (composti da carta, tabacco, cenere e filtro di acetato di cellulosa).
Le "Brigate" accettano non solo i mozziconi ma anche il resto dei rifiuti legati alla sigarette: filtri per sigarette, sigarette, mozziconi di sigaro, imballaggi in plastica esterno al pacchetto, imballaggi profilo interno, carta di rotolamento, e cenere, mentre non accettano l'imballaggio di cartone del pacchetto di sigarette in quanto  si può riciclare attraverso il normale programma di raccolta differenziata della carta e cartone comunale. Ma ecco come funziona il servizio:

1. Bisogna raccogliere i rifiuti di sigaretta dai posaceneri e scaricarne il contenuto in un sacchetto di plastica richiudibile facendo ovviamente attenzione che le sigarette siano completamente spente. Non bisogna disperdere i rifiuti di sigaretta direttamente nella scatola di spedizione, e non usare sacchetti di carta per raccogliere i rifiuti.
2. Occorre poi scaricare un'etichetta di spedizione prepagata dal sito  www.terracycle.ca,  applicarla sulla scatola e spedirla a TerraCycle chiamando una delle 1800 filiali UPS sparse nel Nord America, che garantisce il ritiro  il giorno lavorativo successivo.
Ora bisogna dire che il sistema è veramente geniale: non solo la spedizione è gratuita (all'utente rimane in carico solo il costo della scatola di cartone e della busta di plastica al suo interno per sigillare il contenuto, comunque tutti oggetti che in una casa non mancano mai...) ma addirittura viene riconosciuto un bonus per donazioni caritatevoli, in modo da stimolare ulteriormente il senso civico (casomai quello prettamente ambientale non bastasse...).

 

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IL POPOLO SOVRANO DELLA VAL D'AOSTA METTE AL BANDO L'INCENERIMENTO

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Da tempo avevamo proposto come Rete dei Comitati vesuviani-Zero Waste Italy un referendum popolare sulle questioni attinenti il Piano Regionale Rifiuti, proposta lasciata incomprensibilmente  cadere nel vuoto .

Oggi alla luce di quanto accaduto in Valle d’Aosta (Regione a statuto speciale) insistiamo sulla proposta referendaria e a giorni ci attiveremo per presentare a quanti (comitati, associazioni e movimenti) vogliano condividere questo percorso democratico, una bozza di proposta che, partendo dagli art. 12, 13, 14, 15 e 16 dello Statuto della Regione Campania approvato con LEGGE REGIONALE N. 6 DEL 28 MAGGIO 2009, modifichi, integri e rivoluzioni l’attuale  PGRSU della Campania indirizzandolo “ verso Rifiuti zero entro il 2020” come anche l’Europa raccomanda.

Le condizioni sono favorevoli, i cittadini della Campania oggi non possono  più dire di non sapere e soprattutto abbiamo dimostrato una capacità di mobilitazione consistente.

Adesso ci sono tutte le condizioni e sarebbe delittuoso lasciarsele sfuggire per dare finalmente un taglio netto al sistema che incentra il ciclo integrato dei rifiuti su discariche e inceneritori.

Bisogna almeno provarci.  Noi lo faremo.

 

Franco Matrone

 

Rete dei Comitati vesuviani – Zero Waste Italy

Dove vanno a finire le foglie cadute?

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Dove finiscono le foglie che nella stagione autunnale cadono dagli alberi che ornano le strade, le piazze e i parchi delle nostre città? A Torino, una volta raccolte, la loro destinazione è la discarica a causa degli inquinanti accumulati, a Milano la termovalorizzazione, mentre in altre città italiane è possibile compostarle

Dove vanno a finire le foglie cadute?

Where have the leaves gone? Dove vanno a finire le foglie quando cadono? l'abbiamo chiesto, con qualche difficoltà, a diverse aziende di raccolta rifiuti in tutta Italia.

Ecco cosa ci hanno risposto (quelle che hanno scelto di farlo).

 

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Comunicato stampa Rete Comitati vesuviani "Progetto Sentieri" ("Studio epidemiologico nazionale dei territori e degli insediamenti esposti a rischio da inquinamento - SIN")

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Comunicato stampa    09/11/2012

Quello che da anni la cittadinanza attiva dei territori vesuviani urlava al muro di gomma delle Istituzioni, sorde e cieche al disastro ambientale che si consumava ai danni della popolazione del Sito d' Interesse Nazionale del litorale vesuviano trova oggi finalmente,  ma sarebbe più giusto dire purtroppo, conferma dagli studi della comunità scientifica.

Il Progetto Sentieri” (“Studio epidemiologico nazionale dei territori e degli insediamenti esposti a rischio da inquinamento - SIN“) appena reso pubblico, dimostra con validazione scientifica, qualora ve ne fosse bisogno, che tra la popolazione  dei  Comuni presi in esame dallo studio, Boscoreale • Boscotrecase • Castellammare di Stabia • Ercolano • Pompei • Portici • San Giorgio a Cremano • Terzigno • Torre Annunziata • Torre del Greco • Trecase, circa 500 mila cittadini, si riscontrano percentuali di patologie, tumori e malformazioni congenite di gran lunga superiori ad  altre aree della nazione, causa l’esposizione ultradecennale a inquinanti di qualunque tipo e da discariche di stato e non, nelle quali si è sversato, senza controllo, praticamente di tutto.

Disastro ambientale che , inascoltati o derisi da anni, denunciavano Comitati e Associazioni, semplici cittadini, medici territoriali, scienziati illuminati, legali sensibili  e blogger indipendenti,  come atti formali, denunce prodotte, cataste di articoli e siti web possono dimostrare.

Tutto ciò,  in primo luogo, per la colpevole assenza di chi, rappresentando le Istituzioni,  ha pensato bene di rispondere alla legittima richiesta di salvaguardare la salute della popolazione campana, sancita dalla Carta costituzionale, con la “militarizzazione”  del territorio.

Ma anche di chi negli ultimi vent’anni, con le dovute gradazioni di colpe, ha agito nell’incapacità più assoluta di controllare il territorio e la sua devastazione.

Senza tacere l’assordante silenzio di alcune Procure, che da anni compulsate ripetutamente sulle grandi questioni di legalità violata dal fenomeno delle discariche, di stato e non, non è stata in grado di produrre atti sanzionatori, in base al principio di precauzione, a salvaguardia del grave danno alla salute arrecato ai cittadini di tali territori, e più in generale dell’intera Campania.

Da oltre un anno si attendono i dati delle perizie commissionate dalla Procura della Repubblica di Nola per valutare lo stato di inquinamento della falda dell’area di Terzigno, ripetutamente segnalato da relazioni per molti versi equivoche dell’Arpa Campania, da studi commissionati dall’ISPRA e da inchieste sollecitate al Ministero dell’Ambiente e ad alcune ASL a tutt’oggi mai espletate, nonostante i preoccupanti dati prodotti da scienziati internazionali, dall’ I.S.S. e  finanche dall’O.M.S. che certificano aumenti esponenziali di patologie tumorali e malformazioni congenite in tali aree determinate da diossine, metalli pesanti e sostanze percolato simili.

Per non parlare della presenza di enormi quantità di derivati dell’amianto disseminati su tutto il territorio della provincia di Napoli e Caserta e di enormi quantità di plastiche nocive e pneumatici che dati alle fiamme riversano quantità industriali di diossina nel terreno e di conseguenza nel ciclo alimentare animale e umano.

Insomma la fondata preoccupazione e che tale Studio epidemiologico evidenzi solo l’inizio di un calvario del territorio vesuviano e campano foriero, tra qualche anno, di una catastrofe ambientale e umanitaria di proporzioni bibliche.

In questo deserto Istituzionale solo l’Europa ha risposto al grido di sofferenza dei cittadini che, in base alla Convenzione di Aarhus hanno più volte richiesto il suo intervento per denunciare quanto  accade da anni in Campania.

E all’Europa si guarda ora e, in particolare, alla  Corte di Giustizia UE per riportare lo stato di diritto in un territorio profondamente devastato da illegalità dominante, da degrado diffuso e da devastazioni ambientali senza fine.

E non si può più ritardare l’urgente messa in sicurezza e la possibile bonifica delle aree inquinate responsabili  dei danni alla salute delle popolazioni residenti.

Per una volta, le Istituzioni tutte, sappiano dare una risposta  concreta approntando un grande programma di bonifica integrata, corredata da risorse adeguate, a salvaguardia delle nuove generazioni.

Rete dei Comitati vesuviani – Zero Waste Italy

UN APPROCCIO ALTERNATIVO AL PROBLEMA DEI RIFIUTI TECNOLOGICI: INCENTIVARE I CITTADINI

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di Francesco De Robertis

09.11.2012

Fonte: nelmerito.com

 

Il mercato mondiale degli articoli elettrici ed elettronici è in crescita anche in zone colpite dalla crisi1, ma l’incremento di consumo, associato al breve ciclo di vita di tali beni, provoca notevoli problemi di tipo ambientale. L'Unep (il programma ambientale delle Nazioni Unite) stima, che venga riciclato solo il 10% dei 50 milioni di tonnellate di tali prodotti ogni anno nel mondo.

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Rifiuti, impianto di Oliveto Citra «Revocato l’ok della Regione»

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L’assessore all’Ambiente Romano spiega il dietrofront: «Abbiamo verificato che buona parte della struttura rientra in un sito d’interesse comunitario»

La Regione Cmpania ha revocato la valutazione di impatto ambientale (Via) per l'impianto dei rifiuti di Oliveto Citra. Lo rende noto l’assessore all’Ambiente Giovanni Romano. «In base alle osservazioni presentate dal Comune – dice - la Regione Campania ha effettuato ulteriori verifiche dalle quali è risultato che la struttura rientrava per buona parte in un sito di interesse comunitario, circostanza non evidenziata al momento della presentazione della richiesta di valutazione che risale a tre anni fa.Per questo è stato revocato il decreto dirigenziale del 2009 con il quale era stato espresso parere favorevole di compatibilità in merito al progetto relativo all’impianto di combustione biomasse e trattamento dei rifiuti civili ed industriali con recupero di calore nel Comune di Oliveto Citra, in provincia di Salerno. L’annullamento del provvedimento precedente è la dimostrazione che la Regione pone in primo piano il rispetto della legge e dell’ambiente e adotta i provvedimenti necessari per quanto di propria competenza».

08 novembre 2012
Fonte: lacittà

Convegno Ecodom "Obiettivo RAEE"

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Ecodom, Consorzio Italiano per il Recupero e il Riciclaggio degli Elettrodomestici, promuove un convegno per presentare la prima ricerca sui RAEE domestici generati in Italia condotta da Ipsos e dal Politecnico di Milano con il coordinamento di United Nations University.
Seguirà una tavola rotonda sul tema Sistema RAEE, tra risultati raggiunti e necessità di nuove regole. Come aumentare la raccolta dei RAEE? Quali sono i punti di forza e le criticità dell’attuale Sistema RAEE italiano? Qual è il ruolo dei diversi attori della filiera?
Il dibattito tra gli operatori e le Istituzioni sarà chiuso da un intervento del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Corrado Clini.


OBIETTIVO RAEE:


LA RACCOLTA, IL SISTEMA,

 

L'INDUSTRIA

 

Convegno di presentazione della ricerca, promossa da Ecodom, I RAEE domestici generati in Italia.
Analisi su volumi, tipologie e abitudini di dismissione dei Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche, a cura di United Nations University in collaborazione con Ipsos e Politecnico di Milano.

Mercoledì 21 novembre 2012 – h. 10.00-13.00
Residenza di Ripetta - Salone Bernini
Via di Ripetta 231 – 00186 Roma

> Scarica il programma della giornata




ECODOM - Consorzio Italiano Recupero e Riciclaggio Elettrodomestici - www.ecodom.it

C'era una volta il termovalorizzatore

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La Daneco che si è aggiudicata l'appalto pronta a fare dietrofront. Le banche non anticipano i soldi per il contenzioso amministrativo tra Provincia e Comune

SALERNO — Se prima era solo una querelle tra Provincia e Comune, adesso diventa anche una questione di banche. E quindi di soldi. La realizzazione del termovalorizzatore di Salerno si complica sempre di più. La Daneco, la società che in Ati con la Rcm dei fratelli Rainone, si è aggiudicata l'appalto prima che scoppiasse il rebus del certificato antimafia non risolto dalla Prefettura di Milano, sembra voler fare un passo indietro. La causa del dietrofront sarebbe legata al diniego delle banche di anticipare i soldi. Anche gli istituti di credito, a loro volta, avrebbero un motivo per rifiutare l'apertura del mutuo.

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Appello ai Parlamentari della Campania

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Appello ai Parlamentari della Campania

In questi giorni abbiamo assistito a un rimbalzo pericoloso di responsabilità tra le Istituzioni per l’attuale stato dell’emergenza rifiuti in Campania e nel Lazio a seguito della visita della delegazione della Commissione europea del 30 e 31 novembre u.s..

In Campania lo scaricabarile tra Regione, Provincia e Comuni inadempienti riguarda il macigno dell’infrazione UE che, di fatto, congelando i fondi, potrebbe aprire, a breve, la strada alla Corte di Giustizia per comminare il macigno della multa di oltre 500.000 euro giornalieri in danno alla Campania per il mancato Piano del ciclo dei rifiuti urbani.

Analogamente sul Lazio, la Commissione Ambiente UE  minaccia la procedura d’infrazione, attese le incapacità dei rispettivi livelli di governo a garantire RD efficace e impiantistica adeguata.

Il tutto nella forsennata ricerca della solita discarica per la prossima chiusura della “vergogna” di Malagrotta, che garantisca alle amministrazioni basso costo d’esercizio  ma ai cittadini laziali esposti,  gravi danni alla salute e all’ambiente.

Nessuno però ha fatto in conti con l’Europa e le sue normative.

In Campania per un Piano regionale rabberciato e fuori dalle leggi nazionali ed europee.

Nel Lazio perché s’insiste, contro ogni logica, a sostenere l’idea della discarica di Monti dell’Ortaccio confinante con Malagrotta, bocciata duramente e senza appello dalla Commissione UE.

E allora interviene il Ministro dell’Ambiente, dott. Clini, annunciando che stante l’attuale situazione di stallo il “Governo centrale si fa carico di iniziative eccezionali”.

Abbiamo già sentito questa minaccia.

E l’abbiamo subita per 19 lunghi anni in Campania.

Non vorremmo che questa “iniziativa eccezionale” del Governo passasse per il classico  “Decreto per l’emergenza rifiuti” questa volta partendo dal Lazio per coinvolgere nuovamente la Campania e creare, ad arte,  le condizioni di un intervento centrale che riporti la storia indietro di anni.

Questa è la nostra preoccupazione e per questo facciamo appello a tutti i parlamentari campani ad alzare il livello di attenzione nei confronti del “Governo dei tecnici” per opporsi sul nascere a qualunque tentativo legislativo in tale direzione che sarebbe giudicato da tutti i cittadini irresponsabile e da contrastare con tutte le forze.

Nessuna “legge emergenziale” potrà mai sopperire, com’è dimostrato da questi lunghi e terribili 19 anni, a risolvere, non eventi catastrofici naturali, ma incompetenze e incapacità a cui la “mala politica” ci ha, troppo spesso, abituato.

 

Rete dei Comitati vesuviani – Zero Waste Italy             05/11/2012

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Incontro della Rete dei Comitati vesuviani con la delegazione UE sul Ciclo dei rifiuti in Campania

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Comunicato   stampa   del 01/11/2012

La Rete dei Comitati vesuviani-Zero Waste Italy esprime soddisfazione per l’incontrato di ieri con  la delegazione della Commissione europea in visita in Campania per valutare lo stato di applicazione della normativa EU in tema di ciclo dei rifiuti solidi urbani.

La Rete ha presentato due petizioni alla Commissione UE: una nel 2010 riguardante la violazione della direttiva EU per l’apertura di discariche nel Parco nazionale del Vesuvio e l’altra nell’aprile 2012 relative alle criticità palesate in sede di approvazione del Piano generale  rifiuti solidi urbani della Campania in  violazione delle norme comunitarie e di quelle nazionali.

La prof.ssa Anna Rita Ranieri ha illustrato, in riferimento alla prima petizione lo stato attuale dell’ex discarica Sari nel Parco del Vesuvio causa del disastro ambientale all’ecosistema e alla popolazione vesuviana arrecato dall’esercizio della stessa. Non ha mancato di riferire, anche facendo riferimento alla Convenzione di Aarhus, che allo stato la messa in sicurezza dell’invaso chiuso langue, che la produzione di biogas che potrebbe servire da compensazione in termini energetici per i comuni limitrofi viene dispersa bruciandola  e che l’area del Comune di  Terzigno, in cui insistono vecchie discariche mai messe in sicurezza, è completamente inquinata per la penetrazione del percolato nelle falde sottostanti e che le bonifiche promesse e previste, allo stato, costituiscono un miraggio.

Non ha mancato, la stessa Ranieri, di sottolineare l’inefficienza delle amministrazioni comunali del territorio che pur avendo sottoscritto con regione e Provincia una Accordo di programma per un ciclo virtuoso dei rifiuti in ambito vesuviano, il progetto non ha mai trovato applicazione nella sua operatività.

La successiva petizione è stata ripresa dall’intervento dal portavoce della Rete Franco Matrone che, ringraziando i commissari On.li  Judith Merkies,  Margrete Auken,  Peter Jahr  ed  Eminia Mazzoni dell’attenzione che hanno voluto dimostrare fin dal primo momento nei confronti dello scempio perpetrato nel Parco nazionale del Vesuvio, ha posto l’accento sulle criticità del Piano regionale RSU presentato a Brusselles e del relativo programma per il periodo transitorio 2012-2016 in totale contrasto con le direttive  e con le richieste della Commissione ambiente UE.

A tal proposito il rappresentante della Rete dei Comitati vesuviani ha rimarcato che l’attuale Piano approvato dalla Giunta Caldoro sovverte la gerarchia delle operazioni indicate dalla direttiva europea che vede al primo posto la riduzione a monte,  la raccolta differenziata e il recupero e riciclo della materia e solo dopo inceneritori e discariche.

Oltretutto è stato sottolineato che l'attuazione del programma per il periodo transitorio di attivita in corso 2012-2016, risulta fortemente critica la realizzazione degli impianti di compostaggio per la frazione umida, vera spada di damocle per la potenza inquinante e per l’aggravio del tributi Tarsu tra i più alti d’Italia.

Pertanto a nome della Rete è stato auspicato il permanere del blocco dei fondi del Por Fesr 2007-2013 degli obiettivi 1.1. e 1.2 attualmente non corrisposti per effetto della procedura di infrazione, chiedendo che l’eventuale svincolo avvenga solo sotto stretto controllo della Direzione generale dell'ambiente alla Commissione europea e venga  finalizzato esclusivamente a sostegno ai Comuni per l’incremento della RD porta a porta e per finanziare i cantieri degli impianti di trasformazione della frazione umida in compost.

Solo così sarà possibile iniziare un percorso virtuoso  rispettando la direttiva Ue e utilizzando con oculatezza le risorse dei cittadini europei.

In questo modo sarà possibile, utilizzando a questo fine le risorse comunitarie bloccate, mettere a regime l’impiantistica relativa al compostaggio come concordato nel lontano 2010 con la dott.ssa Pia Bucella Direttrice della Protezione Civile in Europa e capo missione in Campania della delegazione della Commissione Europea, e dare in importante slancio alla riduzione del RUR finale attraverso il recupero ulteriore di materia con la conversione degli attuali Stir in impianti di Trattamento Meccanico Biologico al fine di ottemperare la recente risoluzione del Parlamento UE  per l’eliminazione di “discariche e inceneritori entro il 2020”.

Infine è stato accennato l’attuale mancata attuazione del Registro regionale tumori per l’iniziativa del Governo Monti di inviare la Legge regionale alla Consulta atteso l’incremento esponenziale di patologie anche tumorali, in particolare in provincia di Napoli e Caserta,  per mancanza di una concreta attività di prevenzione e repressione degli sversamenti illegali, per l’assenza di tracciabilità riscontrabile dei rifiuti, soprattutto industriali e speciali, in particolare tossici e nocivi,  per la lentezza delle procedure amministrative che riguardano la gestione post mortem delle discariche esaurite e chiuse e per  gli indispensabili interventi di bonifica e di messa in sicurezza dei territori inquinati, cosa questa, da tutti ritenuti ritenute  prioritaria a seguito della sentenza della Corte Europea che ha condannato l’Italia e la Regione Campania disponendo il blocco dei fondi residui dell’Agenda 2000/2006 e la sospensione dei rimborsi dell’Agenda 2007/2013 per il grave danno alla salute dei suoi cittadini causato da 19 anni di “emergenza” rifiuti.

Nel ringraziare dell’attenzione prestata dai Commissari Ue alle petizioni proposte, la Rete dei Comitati vesuviani ha comunicato che presenterà a breve una nuova petizione ai sensi della mancata applicazione della Convenzione di Aarhus da parte delle istituzioni preposte al diritto d’informazione dei cittadini in tematiche riguardanti la salute e l’ambiente, e che riporteranno tali considerazioni all’audizione prevista ai primi di dicembre a Brusselles col dr. Karl Falkenberg della Direzione generale dell'ambiente alla Commissione europea  e al Commissario dell’OMS Europa attivato a seguito della sospensione della legge regionale istitutiva del Registro tumori.

Rete dei Comitati vesuviani

L'Italia rischia una multa da 56 milioni di euro dall'Ue per 255 discariche abusive

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Pubblicato il 27 ott 2012 da Marina Perotta

Fonte: ecoblog

 

 

Il commissario europeo all’ambiente Janez Potocnik ha chiesto alla Corte di Giustizia europea d’infliggere a Roma, al nostro governo, una colossale multa: 56 milioni di euro e una penale giornaliera dovuta fino a cessazione dell’infrazione di quasi 257.000 Euro dalla sentenza che sarà poi pronunciata dalla della Corte e fino alla regolarizzazione. L’Europa nel 2007 ha ingiunto in Italia di rispettare le norme comunitarie in merito alla gestione dei rifiuti ospitando ancora 255 discariche illegali di cui 16 con rifiuti tossici.

Le regioni più compromesse in Italia sono: la Campania con 51 discariche, la Calabria con 43, l’Abruzzo con 37, il Lazio con 32 e la Sicilia con 24.

La Commissione europea ha così perso la pazienza sulla presenza delle discariche illegali che ancora continuano a avvelenare l’Italia da nord a sud e così Bruxelles ha chiesto di rinviare il nostro Paese alla Corte europea di Giustizia per il non rispetto delle regole europee che riguardano la gestione dei rifiuti.

 

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ALLARME !!!! Cementifici inceneritori

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LA NOVITÀ SUI RIFIUTI

Le ecoballe? Ora si potranno 
smaltire nel cementificio

Il Consiglio dei ministri approva un provvedimento che autorizza lo smaltimento dei Cdr in questi stabilimenti

Le ecoballe stoccate

NAPOLI - Potrebbe essere una svolta epocale, di certo creerà discussioni a non finire. Le ecoballe, infatti, potranno finire per essere bruciate nei forni dei cementifici. Forse non tutti i milioni di ecoballe stoccate sui piazzali, ma di certo i cdr che saranno pronti in questi giorni. E si metterà, quindi, fine - progressivamente - ai viaggi all'estero per eliminare i rifiuti prodotti. 
Il Consiglio dei ministri ha, poche ore fa, approvato in via preliminare, su proposta del ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, un provvedimento per l'individuazione delle condizioni di utilizzo dei combustibili solidi secondari, in parziale sostituzione di quelli tradizionali, in cementifici soggetti al regime dell'autorizzazione integrata ambientale.

 

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Rifiuti, anche Napoli conferma: produzione rifiuti in calo del 4%. Intervista a Tommaso Sodano

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Intervista di Eco dalle Città al vicesindaco di Napoli, Tommaso Sodano: «Si registra un calo nella produzione di rifiuti pari a circa il 4%». Tra i materiali raccolti calano visibilmente gli ingombranti: -5%. In occasione della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti il Comune e una serie di pizzerie organizzano un'azione che premierà con una pizza omaggio chi riconsegnerà i contenitori d'asporto

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giovedì 25 ottobre 2012

Rifiuti, anche Napoli conferma: produzione rifiuti in calo del 4%. Intervista a Tommaso Sodano

 

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SAVE THE DATE - 21/11/2012 - Convegno Ecodom "Obiettivo RAEE"

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OBIETTIVO RAEE:


LA RACCOLTA, IL SISTEMA,

 

L'INDUSTRIA


Convegno di presentazione della ricerca, promossa da Ecodom, I RAEE domestici generati in Italia.
Analisi su volumi, tipologie e abitudini d’uso e dismissione dei Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche, a cura di United Nations University in collaborazione con Ipsos e Politecnico di Milano.

Mercoledì 21 novembre 2012 – h. 10.00-13.00
Residenza di Ripetta
Via di Ripetta 231 – 00186 Roma

Per informazioni o conferma:
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Bisfenolo A: dal 2013 in Francia imballaggi più sicuri

Categoria principale: Temi Categoria: Rifiuti

A partire da giugno 2011 l'Unione europea ha messo al bando i biberon in policarbonato contenenti bisfenolo A. Apripista la Francia, che ne aveva proibito la produzione già nel 2010 e che ora si prepara a dire addio al bisfenolo anche negli imballaggi per cibi e bevande.

di Angela Lamboglia - 22 Ottobre 2012

bpa free
Il bisfenolo A è utilizzato principalmente nella produzione di materie plastiche e in particolare di policarbonato

Utilizzato principalmente nella produzione di materie plastiche e in particolare di policarbonato, il bisfenolo A (BPA) è finito sotto la lente dei ricercatori di tutto il mondo a partire dagli anni Trenta e da allora non ha più avuto scampo: i rischi connessi alla sua assunzione - per l'instabilità del legame chimico tra le molecole, la sostanza, contenuta in contenitori e imballaggi, si diffonde infatti facilimente nei liquidi e negli alimenti - vanno da interferenze con l’equilibrio ormonale a danni agli organi riproduttori e allo sviluppo cerebrale, fino a problemi al sistema immunitario.

Una collezione di disturbi, più e meno gravi, che ha spinto, prima la Francia e altri Stati europei, poi l'intera Unione, a introdurre misure per proteggere almeno i bambini - i più vulnerabili a contrarre le potenziali patologie - dall'assunzione della sostanza.

E poichè secondo l'Efsa, l'Agenzia europea per la sicurezza alimentare, la maggiore fonte di pericolo è rappresentata dai biberon in policarbonato, con la direttiva 2011/8/UE si è stabilito il divieto di produzione di questi prodotti a partire da 1 marzo 2011 e il divieto di importazione e commercializzazione dal 1 giugno dello stesso anno.

 

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Rifiuti di Napoli, per l'emergenza danno milionario all'Erario

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Andrea Spinelli Barrile

Fonte: ecoblog

1,5 milioni di euro: a questa cifra ammonterebbe il danno erariale per inutili consulenze affidate dalle società in-house della Provincia di Napoli Sapna per gestire l’emergenza rifiuti nella capitale partenopea.

Le indagini contabili della Corte dei Conti hanno portato ad un sequestro preventivo di beni immobili, conti correnti e crediti presso terzi dal valore milionario portati alla luce del sole grazie ad un accurato lavoro delle Fiamme Gialle, che hanno ricostruito i numerosi incarichi di consulenza esterna affidati ad appalto già affidato.

La Guardia di Finanza avrebbe dimostrato come gli incarichi attribuiti dalla partecipata, seppur definiti formalmente “consulenziali”, siano risultati fuori dai requisiti normativamente previsti per essere considerati tali, caratterizzati tuttalpiù”per la loro continuità ed ordinarietà”.

 

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“Comunità Rifiuti Zero”: è nata l'associazione nazionale

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15 Ottobre 2012

riduzione rifiuti
Sabato scorso è stata costituita ufficialmente a Capannori la “Comunità Rifiuti Zero”

È nata l'associazione “Comunità Rifiuti Zero” alla quale hanno aderito 107 Comuni italiani e molte associazioni, tra cui quella dei Comuni Virtuosi. La nuova associazione è stata costituita ufficialmente sabato scorso, 13 ottobre 2012, a Capannori, il primo comune che nel 2007 ha aderito alla strategia internazionale Rifiuti Zero. Nel comune lucchese di 46mila abitanti oggi la media della raccolta differenziata è all’82%, con punte di 90%.

Intento della “Comunità Rifiuti Zero” è quello di operare nel campo dell’assistenza, della formazione, della valorizzazione e della promozione della strategia Rifiuti Zero. L'associazione vuole inoltre dare assistenza alle amministrazioni comunali che vi hanno aderito per affrontare la questione del ciclo dei rifiuti, promuovere  campagne di sensibilizzazione e informazione sulle buone pratiche nell’ambito dei rifiuti e creare una rete per lo scambio di informazioni tra Pubbliche Amministrazioni e soggetti privati.

 

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Il mondo ha bisogno di alberi: niente alberi, niente futuro

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