Sacchetti dell'ortofrutta portati da casa, Federdistribuzione: 'Supermercati già al lavoro per i controlli'

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Sacchetti dell'ortofrutta portati da casa, Federdistribuzione: 'Supermercati già al lavoro per i controlli'

"Dovremo mettere a punto delle postazioni all'ingresso, magari un desk nel quale il cliente arriva e si fa controllare l'idoneità dei sacchetti portati da casa da personale opportunamente formato. Le aziende sono già al lavoro"

05 aprile, 2018

Di: Bruno Casula

In seguito al parere del Consiglio di Stato sui sacchetti per l'ortofrutta abbiamo raggiunto Federdistribuzione per capire se ci saranno novità per gli esercenti ma anche per chi fa la spesa al supermercato.

Cambia qualcosa con il parere espresso dal Consiglio di Stato?

No non cambia nulla. Il Consiglio di Stato ha ricapitolato tutte le cose dette in precedenza dal ministero dello Sviluppo Economico che con la sua prima circolare aveva chiarito che il consumatore poteva portarsi i sacchetti da casa purchè fossero idonei alla legge e che quindi mantenessero i criteri di igiene e sicurezza nella conservazione dei prodotti. Sempre che il Ministero della Salute non avesse qualcosa in contrario. Quest'ultimo si è ritrovato con numerose richieste da parte di singoli consumatori, associazioni, imprenditori che chiedevano di chiarire meglio questo aspetto e non volendosi esprimere senza aver raccolto tutti i pareri possibili, ha chiesto il parere al Consiglio di Stato, che ha confermato quanto detto dal Mise. L'unica novità aggiunta dal Cds è il fatto che possono essere utilizzati dai consumatori anche sacchetti che non siano necessariamente in plastica biodegradabile come ad esempio in carta. Per il resto, pur se un po' complicato, il quadro è completo.

Ecco in questo quadro si ribadisce che la responsabilità per verificare l'idoneità dei sacchetti portati da casa è dell'esercente. Questo potrebbe creare dei problemi?

Sicuramente creerà dei problemi, perchè la responsabilità della verifica che i sacchetti introdotti nel negozio siano corrispondenti alla legge è anche penale. Quindi se il commerciante non vuole rischiare di andare in galera per una leggerezza deve predisporre un sistema che permetta di verificare che il sacchetto sia idoneo. Dovremo mettere a punto delle postazioni all'ingresso, magari un desk nel quale il cliente arriva e dice “io ho il mio sacchetto, me lo controllate se va bene o no?”. È chiaro che questo implica delle procedure organizzative da parte del punto vendita, oltre che un processo di formazione sulle norme per il personale che dovrà controllare l'idoneità del sacchetto. Inoltre i controlli potrebbero allungare i tempi di attesa con un implicito peggioramento del servizio, qualora ci fossero diverse persone con i sacchetti portati da casa, cosa comunque non molto probabile...

La possibilità di mettere dei desk di controllo quindi è già stata presa in seria considerazione?

Direi di sì, le aziende sono già al lavoro per capire come muoversi e come organizzarsi, perché c'è il supermercato piccolo quello grande, quello grandissimo. Il problema non è banale anche se crediamo come detto che le persone che arriveranno con il sacchetto da casa saranno poche. Anche perchè dove si trovano questi sacchetti da comprare se non nei supermercati? Sarebbe davvero un paradosso assurdo comprarli prima per poi usarli dopo. E poi siamo sicuri che costeranno meno di uno-due centesimi come costano quando fai la spesa?

Da quando è entrata in vigore la legge avete riscontrato dei cali nelle vendite?

No assolutamente no. Tra l'altro il tema del sacchetto è stato assorbito dai commercianti e dai consumatori in maniera molto serena al di là dell'evidenza mediatica che ha avuto. Stiamo parlando di un centesimo per un sacchetto che tra l'altro si può riutilizzare a casa per l'umido, quindi quella era proprio una polemica basata sul nulla.

Fonte: ecodallecittà

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