Rifiuti

Raccolta differenziata. Pubblicata la UNI 11686 sugli elementi identificativi dei contenitori

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cassonetto

Pubblicata la nuova norma UNI 11686 sui Waste Visual Elements, ossia gli elementi visivi identificativi dei contenitori per la raccolta differenziatadei rifiuti.
L’Italia è il primo Stato a livello europeo a dotarsi di questa norma che intende, tra l’altro, favorire l’obiettivo UE di raggiungimento del 65% di raccolta differenziata e del 50% di reale avvio a recupero.
La norma, attesa da tempo dagli operatori del settore e dalle autorità operanti sul territorio, ha lo scopo di facilitare e rendere univoca l'identificazione dei contenitori dedicati alla raccolta dei rifiuti al fine di migliorare la raccolta differenziata delle diverse tipologie di rifiuto urbano.
La UNI 11686 definisce i colori e gli ulteriori elementi di identificazione visiva per facilitare il riconoscimento del cassonetto giusto nel quale riporre la specifica tipologia dei propri rifiuti. In questo modo, grazie alla unificazione di forme, colori, scritte e icone, i cittadini potranno andare “a colpo sicuro” ovunque si trovino. La raccolta differenziata non riguarda infatti solo i cittadini che vivono in una determinata città, ma anche tutte le persone che viaggiano per motivi diversi e che dovrebbero trovare in ogni luogo gli stessi elementi visivi che caratterizzano i contenitori per la raccolta di rifiuti ai quali sono abituati: uno stesso colore e una stessa icona indicheranno con facilità a un turista dove gettare plastica, vetro, oppure l’umido.

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Imballaggi alimentari: al via il Regolamento sul sistema del vuoto a rendere

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vuoto rendere

Con Decreto 3 luglio 2017, n. 142 , pubblicato in GU n.224 del 25-9-2017, il Ministero dell'Ambiente ha diffuso il Regolamento che apre alla sperimentazione su base volontaria del sistema del vuoto a rendere su cauzione per gli imballaggi contenenti birra o acqua minerale serviti al pubblico da alberghi o residenze di villeggiatura, ristoranti, bar e altri punti di consumo, di cui all'articolo 219-bis del Codice Ambiente (D.Lgs. n.152/2006), nonché le forme di incentivazione, le loro modalità di applicazione e i valori cauzionali per ogni singola tipologia di imballaggi. La sperimentazione ha una durata di dodici mesi a partire dal centoventesimo giorno successivo all'entrata in vigore del presente regolamento (il Regolamento entra in vigore il 10 ottobre 2017).

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Conai, introdotto il contributo ambientale differenziato per la plastica

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Immagine: Conai, introdotto il contributo ambientale differenziato per la plastica. Deliberato anche l'aumento del CAC per gli imballaggi in carta e plastica

Conai, introdotto il contributo ambientale differenziato per la plastica. Deliberato anche l'aumento del CAC per gli imballaggi in carta e plastica

Il Consiglio di Amministrazione CONAI ha deliberato l’aumento del contributo ambientale per gli imballaggi in carta da 4 a 10 Euro/t e per gli imballaggi in plastica da 188 a 208 Euro/t, a partire dal 1° gennaio 2018. Le variazioni si sono rese necessarie, per quanto riguarda la plastica, principalmente a causa dell’aumento dei costi di gestione dovuti all’incremento dei flussi conferiti.

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Waste packaging: 7 consigli per ridurre i rifiuti da imballaggio

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Una delle più rivoluzionarie sfide per la salvaguardia del nostro pianeta è invertire la rotta delle nostre abitudini consumistiche. Adottare uno spirito conservativo ed etico per limitare la produzione dei rifiuti diventerà necessario per preservare le risorse in esaurimento.

Ognuno di noi è chiamato a diventare artefice di una piccola rivoluzione quotidiana in cui impegnarsi a ridimensionare il proprio impatto ambientale. Ogni giorno, infatti, produciamo una notevole mole di rifiuti, che potremmo facilmente evitare facendo attenzione a limitare gli imballaggi.

Waste packaging: come ridurre i rifiuti da imballaggio
Ecco alcune buone e semplici pratiche per dare il nostro personale contributo alla riduzione dei rifiuti da imballaggio e partecipare attivamente alla Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti.

 

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Uno sguardo d'insieme al "Decreto PAYT"

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news tarifffazione

Il 22 maggio 2017 è stato pubblicato (GU n.117) l'atteso DM Ministero dell'ambiente contenente i criteri per consentire ai Comuni di elaborare un sistema di tariffazione puntuale del servizio di gestione rifiuti urbani e assimilati ("Criteri per la realizzazione da parte dei comuni di sistemi di misurazione puntuale della quantità di rifiuti conferiti al servizio pubblico o di sistemi di gestione caratterizzati dall'utilizzo di correttivi ai criteri di ripartizione del costo del servizio, finalizzati ad attuare un effettivo modello di tariffa commisurata al servizio reso a copertura integrale dei costi relativi al servizio di gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti assimilati").

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Fondo per le vittime dell’amianto. Dall’INAIL un opuscolo esplicativo

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Reso disponibile dall'INAIL un opuscolo che chiarisce quali sono e come funzionano le prestazioni in favore dei soggetti colpiti da malattie asbesto-correlate e dei loro superstiti.


AMIANTO INAIL

Tra le diverse competenze che qualificano la sua attività istituzionale, l’INAIL si distingue per il ruolo svolto nella lotta all’amianto e per l’adozione degli strumenti più idonei a garantire la tutela dei lavoratori
Uno di questi strumenti è la prestazione economica aggiuntiva per i titolari di rendite per malattie asbesto-correlate, erogata dal Fondo per le vittime dell’amianto, istituito presso l’Inail con contabilità autonoma e separata dalla legge finanziaria del 2008. 
Questo opuscolo illustra la composizione e il funzionamento del Fondo, chiarendo le modalità di erogazione della prestazione aggiuntiva e approfondendo le novità normative più recenti: dall'estensione in via sperimentale dei benefici del Fondo ai malati di mesotelioma che hanno contratto la patologia per esposizione familiare o ambientale, alla nuova prestazione a favore degli eredi dei lavoratori portuali deceduti per malattie asbesto-correlate.
La diffusione di questo opuscolo nei centri specialistici ospedalieri potrebbe essere di pronto supporto.

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Street Idols, un fumetto per educare al corretto smaltimento del chewin-gum

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l fumetto Street Idols ha preso di mira le gomme da masticare e tutti coloro che evitando un corretto smaltimento provocano un danno da svariati milioni di euro all'anno.

STREET-IDOLS

E' stata lanciata la campagna sociale Come butta? Butta bene!. A promuovere questo messaggio ci ha pensato Street Idols, la nuova serie a fumetti, strutturata per essere il primo reality comics. La casa editrice Fare Sociale ha pubblicato il numero zero “Fango e Cicatrici” legato a questa iniziativa, albo che è già in distribuzione.

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Linee guida Conai sul riciclo imballaggi in plastica: consultazione pubblica sino al 31 gennaio 2017

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Linee guida Conai sul riciclo imballaggi in plastica: consultazione pubblica sino al 31 gennaio 2017

Al via la consultazione pubblica del Consorzio Nazionale per le linee guida sulla progettazione di imballaggi in plastica riciclabili. Il testo sarà consultabile e aperto a proposte di modifica fino al 31 gennaio 2017

 

E’ stata aperta a Milano a fase di consultazione pubblica sulle linee guida per la facilitazione delle attività di riciclo degli imballaggi in plastica, promosse da CONAI (Consorzio Nazionale Imballaggi) e realizzate in collaborazione con un team di esperti composto da designer dell’Università IUAV di Venezia e professionisti di Corepla.

Fino al 31 gennaio 2017, sul sito www.progettarericiclo.com – attraverso una semplice procedura di registrazione – le aziende produttrici e utilizzatrici di imballaggi, i selezionatori, i riciclatori e il mondo associativo potranno contribuire con i propri commenti, con proposte di modifica o con richieste di chiarimenti. Al termine della consultazione pubblica e in base alle segnalazioni, commenti e modifiche recepite, Conai procederà alla pubblicazione del testo definitivo delle Linee guida per la facilitazione delle attività di riciclo degli imballaggi in materiale plastico. 

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Il sacco che si dissolve

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Frutto di un progetto di collaborazione con LafargeHolcim, leader mondiale nei materiali da costruzione industria, BillerudKorsnäs ha sviluppato il sacco per cemento che si dissolve: D-Sack™ è un  sacco  di  carta  che  può  essere interamente inserito nella miscelatrice di cemento dove vengono frantumati e integrati i suoi componenti con il calcestruzzo o la malta, senza pregiudicarne la qualità. Così si evitano i rifiuti, polvere nell’apertura del sacco, non si spreca cemento e si migliora la salute e la sicurezza dei lavoratori.

 

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​Questioni di stile. Al via la campagna contro i mozziconi sulle spiagge

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“Ma il mare non vale una cicca?” distribuirà posacenere e farà informazione sui divieti introdotti dalle nuove normative contro l’abbandono dei piccoli rifiuti

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È cominciata l’ottava edizione dell’iniziativa promossa da Marevivo per proteggere il mare dall’abbandono dei mozziconi di sigarette: 650 posacenere “Cenerino” distribuiti in 350 stabilimenti e centri visite delle Aree Marine Protette, e al tempo stesso centinaia di volontari si impegnano nella pulizia di circa 50 spiagge libere del litorale italiano. È questo l’obiettivo della campagna “Ma il mare non vale una cicca?”, che torna sulle spiagge italiane. Sabato 30 luglio centinaia di volontari erano impegnati nella pulizia di circa 50 spiagge, lungo gli 8mila km di coste italiane, dalla scogliera Acqua di Cristo a Manfredonia alla Scala dei Turchi, da Agrigento all’isola di Sant’Erasmo a Venezia. Sempre dal 30 luglio, grazie al supporto di JTI (Japan Tobacco International), sono stati distribuiti 650 posacenere da esterno detti “Cenerino” in 350 stabilimenti balneari in Italia e centri visita delle Aree Marine Protette, insieme a poster informativi sui tempi di smaltimento di diverse tipologie di rifiuti, tra cui i mozziconi.

Un dato su tutti: il tempo necessario perché in natura si distrugga un mozzicone di sigaretta va da 1 a 5 anni (dati Enea). Se consideriamo un consumo medio di 13,1 sigarette al giorno per fumatore (dati 2016 dell’Istituto Superiore di Sanità), possiamo calcolare che circa 20 milioni di cicche sono state risparmiate al mare e alle spiagge durante i week end delle precedenti edizioni della campagna, che ha visto, dal 2009 ad oggi, la distribuzione di oltre 660.000 posacenere tascabili.

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Prosegue l’impegno di Comieco per il Sud: siglata intesa con Regione Campania

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11/03/2016

Siglata intesa con Regione Campania per una raccolta di carta e cartone ancora più efficace nel 2015 stimata una crescita del +3,4%.

Diverse le iniziative previste tra cui Carta Ufficio e Cartoniadi, che si aggiungono a Club dei Comuni Ecocampioni, progetto già attivo nella regione dal 2007.

È stato sottoscritto il nuovo accordo di programma quadro fra Comieco e Regione Campania che prevede l’avvio di specifici progetti per migliorare in qualità e quantità la raccolta differenziata di carta e cartone nei Comuni campani in convenzione col Consorzio.

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Sacchetti di carta impermeabile per una raccolta differenziata sostenibile

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Grazie a resine naturali è possibile rivestire sacchetti di carta riciclata e renderli impermeabili, incentivando una raccolta dell’umido di maggior qualità

Sacchetti di carta impermeabile per una raccolta differenziata sostenibile

La raccolta differenziata dell’umido è fondamentale per un corretto e sostenibile ciclo dei rifiuti. Tuttavia, i sacchetti compostabili che al momento utilizziamo sono molto spesso fragili e poco pratici. Quest’anno, però, alla fiera Ecomondo di Rimini – la manifestazione di riferimento per la green e la circular economy in calendario dal 3 al 6 novembre – verrà presentata una nuova generazione di sacchetti, realizzati con carta compostabile, riciclata ma soprattutto impermeabile.

La linea, denominata AcquaSumus, è pensata per la raccolta dell’organico, ma può essere impiegata anche per la differenziata della carta. L’impermeabilità è stata ottenuta attraverso l’aggiunta di resine naturali, che proteggono le fibre cartacee dal contatto con i liquidi e l’umidità, favorendone una maggior durata nel tempo.

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KIDS AGAINST WASTE al via al MUBA

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Kids against waste è una mostra-gioco che racconta e fa esperire quali e quanti sono gli sprechi alimentari, in un percorso composto di tre momenti: “La filiera dello spreco”, “Da cosa nasce cosa”, “Un mondo di sprechi”.
Si tratta di un progetto che mira a mostrare ai bambini e a far loro vivere in modo diretto le cause degli sprechi alimentari lungo tutta la filiera (dalla coltivazione al raccolto, alla distribuzione, alla trasformazione, alla vendita, al consumo). I bambini, con il gioco e la creatività, imparano a ridurre gli sprechi alimentari e scoprono prodotti e materiali ottenuti dal riciclo di scarti agricoli e alimentari.

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Discariche: novità per i criteri di ammissibilità dei rifiuti

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rifiuti

Novità per i criteri di criteri di ammissibilità dei rifiuti nelle discariche. È la conseguenza della pubblicazione, sulla Gazzetta Ufficiale dell’11 settembre 2015 n° 211, del decreto del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare 24 giugno 2015, che modifica il D.M. 27 settembre 2010.

In estrema sintesi, le modifiche introdotte riguardano:

  • l’elenco dei rifiuti inerti per i quali è consentito lo smaltimento in discarica senza preventiva caratterizzazione;
  • limiti di accettabilità per i composti organici in discariche per rifiuti inerti;
  • l’ammissione in impianti di discarica per rifiuti non pericolosi;
  • le sottocategorie di discariche per rifiuti non pericolosi;
  • gli impianti di discarica per rifiuti pericolosi.

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“Riciclo Totale”, la sfida agli inceneritori.

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Lettera aperta della Dott.ssa Bologna all'assessora all'Ambiente dell'Emilia Romagna Paola Gazzolo


In riferimento alle sue dichiarazioni alla stampa del giorno 8 settembre 2015, mi permetto di ricordarle che ci sono due diverse modalità di opporsi alla costruzione di 12 nuovi inceneritori e “spingere il Governo verso l'economia circolare".

Un percorso, suggerito dai comitati Rifiuti Zero della nostra Regione, che per superare inceneritori e discariche prevede la crescita della raccolta differenziata, la riduzione dei rifiuti prodotti e l'aumento di quelli avviati al riciclo.

“Riciclo Totale”, la sfida agli inceneritori. Lettera aperta della Dott.ssa Bologna all'assessora all'Ambiente dell'Emilia Romagna Paola GazzoloL’altro, del quale si è detta affascinata nel colloquio avvenuto con la sottoscritta il giorno 3 settembre scorso, consiste nella proposta di realizzare nuovi impianti dedicati per trattare le diverse tipologie di rifiuti, compresi gli indifferenziati e, volendo, anche i rifiuti pericolosi, ed è contenuta nel progetto denominato “Riciclo Totale”.

La prima strategia porta al superamento di inceneritori e discariche in un tempo indefinito (chissà quando?) tant’è che nell’attesa di approvare il Piano Regionale dei Rifiuti, la nostra Regione prova ad autorizzare l’ampliamento della discarica di Tre Monti nell’Imolese che Le ho decisamente contestato nel nostro ultimo colloquio.

 

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Rifiuti, le città ne producono 10 mld di tonnellate l’anno

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Nuovo rapporto delle Nazioni Unite

L’urbanizzazione e l’aumento dei consumi stanno seriamente complicando la situazione rifiuti anche nelle zone meno abbienti del Mondo

rifiuti

Un approccio olistico alla gestione dei rifiuti potrebbe farci risparmiare milioni di dollari e ridurre nel contempo le emissioni di gas serra fino al 20%. Questa la conclusione degli esperti delle Nazioni Unite che, insieme all’International Solid Waste Association (ISWA), hanno curato il report Global Waste Management Outlook. Reso pubblico questa mattina ad Anversa, il rapporto avverte che l’insufficienza con cui oggi è affrontata a livello globale la gestione della spazzatura ha fatto sì che il problema stia determinando profonde conseguenze negative sulla salute pubblica, l’economia e l’ambiente. D’altra parte con ben 7-10 miliardi di tonnellate di rifiuti urbani prodotti ogni anno e 3 miliardi di persone prive di accesso a impianti di smaltimento, è facile capire come la questione sia velocemente degenerata. A pesare non è più soltanto l’occidente iperconsumista. La crescita della popolazione e l’urbanizzazione stanno aumentando il volume dei rifiuti anche nelle città a basso reddito dell’Africa e dell’Asia.

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Raccolta abiti usati: che fine fanno gli indumenti?

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Attività solidale o business profittevole? Dove vanno a finire gli abiti una volta dentro i cassonetti gialli? La ricerca di Humana e Occhio del Riciclone Onlus risponde a tutte le domande

Raccolta abiti usati: che fine fanno gli indumenti?

 Ogni anno 110mila tonnellate di abiti usati e reindirizzati dai cittadini alla filiera del recupero tramite i famosi “cassonetti gialli”, finiscono per alimentare un giro d’affari di circa 200 milioni di euro in Italia, trovandosi sempre più spesso nei traffici illeciti di rifiuti. Molti di questi retroscena sono per lo più sconosciuti al cittadino. Per colmare questa lacuna Humana People to People Italia e Occhio del Riciclone Onlus hanno presentano in questi giorni lo studio “Indumenti usati: come rispettare il mandato del cittadino?”, che mette sotto la lente di ingrandimento tutti gli anelli della filiera, dal momento della scelta dell’operatore della raccolta da parte della PA alla consegna degli indumenti da parte del cittadino fino alle ricadute sociali generate da questo gesto volontario.

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Raccolta differenziata, tutti i dati online

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È online, per la prima volta, la banca dati sulla produzione e la raccolta differenziata dei rifiuti urbani, attraverso cui è possibile consultare i dati aggiornati annualmente dall’ISPRA. Tali informazioni sono acquisite, elaborate e pubblicate dall’Istituto grazie al contributo delle sezioni regionali del Catasto e, in generale, di tutti i soggetti pubblici detentori dell’informazione, nonché attraverso il Modello Unico di Dichiarazione ambientale (MUD).

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Cosa fare della spazzatura

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di Maria Arcà

Fonte: galileo

Raccolta differenziata

Daniele Fortini, Nadia Ramazzini
La raccolta differenziata
Ediesse Fondamenti 2015
pp. 433, Euro 15.00

Problematico, documentatissimo, capace di mettere in crisi persino le convinzioni dei nostri più ecologici concittadini, questo libro esplora a vasto raggio il problema della incessante produzione di rifiuti e del loro difficile smaltimento.

Un dato da cui partire è che “nessuna città del mondo” è stata mai pensata e progettata da urbanisti e architetti come luogo in cui si generano rifiuti da raccogliere e trattare in qualche modo. Fognature sì, isole ecologiche a portata di cittadino no. Probabilmente per questo le soluzioni che sono state proposte, fin dai tempi dei Romani, sono spesso scomode sia per chi produce sia per chi deve gestire la straordinaria quantità cose da buttar via.  Soprattutto, le stesse soluzioni sono generalmente poco efficaci ed inquinanti.

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Expo 2015, raccolta differenziata e stoviglie compostabili. Le osservazioni del 3 maggio

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La raccolta differenziata nei cestini dedicati ai visitatori e la diffusione delle stoviglie delle aree ristoro presentano alcuni problemi. Una migliore informazione potrebbe risolverne alcuni.

di Angela Conversano
Domenica 3 maggio è stata l'occasione per un'altra visita ad Expo 2015, dopo la prima del giorno inaugurale. L'attenzione è rivolta sempre alla gestione dei rifiuti all'interno dell'esposizione universale, con un occhio particolare a due aspetti: il primo riguarda il conferimento dei rifiuti da parte dei visitatori, alla luce dell'allestimento per la raccolta differenziata predisposto da Amsa; il secondo riguarda invece come i ristoratori abbiano accolto la proposta contenuta nell'allegato Food & Beverage guide – Expo 2015, di prediligere stoviglie riutilizzabili o, se usa e getta,  che siano cioè biodegrabili e compostabili (secondo la norma europea 13432).

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Il mondo ha bisogno di alberi: niente alberi, niente futuro

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