Nucleare

Tokyo contaminata. Il Giappone torna al nucleare?

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Il neo primo ministro giapponese Shinzo Abe ha annunciato l'intenzione di costruire nuovi reattori nucleari

A distanza di un anno e nove mesi dal disastro di Fukushima, il neo primo ministro giapponese Shinzo Abe ha annunciato l'intenzione di costruire nuovi reattori nucleari. Il neo premier sostiene che i nuovi reattori saranno diversi da quelli costruiti quarant’anni fa.

Eppure, mentre Abe pensa ad un ritorno all'atomo, Tokyo scopre di essere contaminata gravemente dalle radiazioni della centrale nucleare di Fukushima che avrebbero provocato l'anomalo riscaldamento del suolo e del fondale marino. 

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Disastro di Chernobyl: ancora 5 milioni di persone in zone contaminate

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Cinque milioni di persone continuano a vivere nelle aree della Russia, Bielorussia e Ucraina contaminate dall'incidente di Chernobyl del 26 aprile 1986. E' quanto denuncia Legambiente che chiede di fermare la costruzione di 2 nuove centrali nucleari. Grazie al Progetto Rugiada lanciato dall'associazione 100 bambini contaminati dalle radiazioni saranno visitati e curati.

di Legambiente 

Cinque milioni di persone continuano a vivere nelle aree della Russia, Bielorussia e Ucraina contaminate dall'incidente di Chernobyl

La Corea del sud chiude due centrali nucleari: difettosi 5.233 componenti

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"Inevitabili blackout senza precedenti per il prossimo inverno" 

Fonte: greenreport

Oggi la Korea hydro & nuclear power (Khnp) ha chiuso per problemi tecnici il reattore 1 (da 1.000 MW) della centrale nucleare di Shigori, a Busan, avviato solo il 28 febbraio 2011. Solo ieri la Corea del sud aveva fermato definitivamente due reattori nucleari della centrale di Yeonggwang, per motivi di sicurezza, e il governo di Seoul ha avvertito la popolazione che questo comporterà «Blackout senza precedenti».

Il ministro sudcoreano della tecnologia, Hong Suk-Woo, ha detto che  i reattori della centrale nucleare di Yeonggwang, che sorge nella provincia meridionale di Jeolla, «Potrebbero restare fermi fino a gennaio in attesa di sostituire 5mila componenti che non sono stati appropriatamente testati», ma ha escluso che ci siano pericoli.

Per queste migliaia di componenti non testati, fusibili, ventole di raffreddamento, e commutatori di potenza e altro, definiti «Estranei ai reattori» , era stata fornita una falsa certificazione ed il ministro ora spiega senza fare una piega che «E' inevitabile che con la chiusura dei due reattori avremo blackout senza precedenti per il prossimo inverno».

Infatti la Corea del sud è uno dei Paesi più dipendenti dall'energia atomica: attualmente nel Paese asiatico sono in funzione 23 reattori nucleari che forniscono circa il 30% del consumo totale di energia elettrica. Le rivelazioni sulla vera e propria colossale truffa delle attrezzature nucleari potrebbe diventare un grosso problema per la costruzione di altri 16 reattori previsti entro il 2030. 

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Nucleare. "Il Piemonte è la regione con più scorie radioattive"

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L'associazione Pro Natura ha denunciato come il Piemonte sia diventata la regione con più scorie radioattive in Italia, un dato riscontrabile anche consultando l'ultimo annuario dell'Ispra, che va ad aggiungersi al trasporto di materiali nucleari verso la Francia, fenomeno che già ha scatenato da anni le ire dei valsusini, stufi di vedere la propria valle contaminata e deturpata.

di Matteo Marini 

L'associazione Pro Natura - attraverso il suo magazine Obiettivo Ambiente - ha denunciato come il Piemonte sia diventata la regione con più scorie radioattive in Italia

Fukushima e il pesce radioattivo

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Secondo alcuni scienziati, i pesci che vivono in prossimità della centrale nucleare giapponese potrebbero essere immangiabili per i prossimi dieci anni

 

 

Una radioattività troppo alta che rende impossibile la commestibilità del pesce proveniente da Fukushima per il prossimo decennio. È questa la rivelazione che un gruppo di scienziati ha fatto alla rivista Science in seguito ad alcune rilevazioni effettuate sul sito dell’incidente nucleare, stando alle quali i livelli di radioattività della fauna ittica sarebbero elevati e non accennerebbero a diminuire. Risultati allarmanti quelli a cui sono approdati i ricercatori che confermano ancora una volta quanto sia difficile prevedere l’esito di un incidente nucleare, come quello avvenuto a Fukushima.

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Centrali nucleari europee, quanto sono sicure? L'esito degli stress test non è stato soddisfacente, al di là delle solite affermazioni rassicuranti ...

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Fonte: Treccani Magazine http://www.treccani.it/magazine
Nicola Nosengo
Non è proprio del tutto rassicurante, il risultato degli “stress test” a cui lo European Nuclear Safety Regulators Group, su incarico della Commissione Europea, ha sottoposto le centrali nucleari funzionanti nell'Unione Europea. Centoquarantacinque reattori in 15 stati membri, di cui parecchi molto vicino a casa nostra (i 58 reattori francesi o quello in Slovenia, per
esempio), più le centrali svizzere, che si sono sottoposte volontariamente al test pur non facendo parte della UE. I test (che prendono il nome da quelli a cui vengono sottoposte le banche per verificare la loro vulnerabilità alle crisi finanziarie) non hanno comportato nessuna simulazione di incidente, ma piuttosto una combinazione di autovalutazione sulla sicurezza fatta dagli stessi operatori delle centrali, una revisione di quella valutazione fatta dai responsabili nazionali di ogni paese, e infine un panel di esperti internazionali che ha verificato la rispondenza delle procedure adottate nella centrali alle linee guida per la sicurezza nucleare indicate dalle autorità di tutto il mondo.
I test si concentravano soprattutto sulla sicurezza e robustezza delle centrali in caso di eventi naturali estremi, come lo tsunami che ha colpito l'impianto di Fukushima in Giappone, e assieme il grado di preparazione del personale nel fare fronte a una eventualità di questo tipo e in generale a eventi non del tutto prevedibili. Anche altri tipi di incidenti, come la caduta di un aereo nei pressi della centrale, sono stati presi in considerazione. 

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Il nucleare ha fatto il suo tempo. I recenti test di sicurezza hanno dimostrato che gli impianti atomici europei sono ormai obsoleti e decrepiti

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Fonte: Presseurop, notizie dall'Europa http://www.presseurop.eu/it
I recenti test di sicurezza hanno dimostrato che gli impianti atomici europei sono ormai obsoleti e decrepiti. Piuttosto che ripararli bisognerebbe abbandonarli del tutto.
Joachim Wille
A un Maggiolino Volkswagen di 40 anni fa mancano gli airbag, l’Esp, la marmitta catalitica, i fari alogeni, il parcheggio assistito, gli alzacristalli elettrici e via dicendo. Chi si sognerebbe di ricostruirlo per adattarlo alla circolazione moderna, due volte più densa e molto più veloce rispetto all’epoca della sua costruzione? Quanti di noi sarebbero disposti ad andare a lavoro tutti i giorni a bordo di un simile ferrovecchio? Un Maggiolino degli anni settanta non va bene nemmeno per la passeggiata domenicale: non è abbastanza vecchio e originale.
Naturalmente una centrale nucleare non è un’automobile. È molto più complessa, e dopo quarant’anni di vita sarà stata rinnovata periodicamente per quanto possibile e rispettando i criteri di sicurezza. Eppure le centrali progettate negli anni sessanta e collegate alla rete negli anni settanta – come è il caso dei reattori di prima generazione in Europa – in qualche modo somigliano al Maggiolino: il costo delle modifiche necessarie per renderle conformi alle norme attuali non è giustificato. I vecchi Maggiolini sono finiti da tempo dallo sfasciacarrozze. Ora è arrivato il momento di fare lo stesso con le vecchie centrali.

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Bruxelles si interroga su nucleare e pozzi offshore: 25 miliardi per rendere sicure le centrali

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Nucleare e pozzi offshore di gas e petrolio. Anche questa settimana le massime istituzioni europee hanno visto all’ordine del giorno alcuni temi caldi del dibattito sulla transizione ad una low carbon economy. Argomento senza dubbio più scottante quello relativo alle centrali nucleari. L’incidente di Fukushima ha infatti spinto l’UE, nel giugno 2011, ad attivare una serie di “stress test” i cui risultati sono stati anticipati questa settimana dal Commissario all’Energia Gunther Oettinger.

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Nucleare, cesio radioattivo nei pesci vicino Fukushima

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Pubblicato il 21 set 2012 da Andrea Spinelli Barrile

Fonte: ecoblog 

E’ ancora oscuro il destino ambientale dell’area di Fukushima, spazzata lo scorso anno da uno tsunami che ha provocato l’incidente nucleare di cui tutto il mondo ancora parla: dopo i progetti per la riqualificazione e la bonifica dell’area di Fukushima, e dopo la notizia della presenza di cesio nella carne bovina e nel riso, ieri la Tepco (Tokyo Electric Power Company) ha diffuso un comunicato dai contenuti preoccupanti.

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Estratto il primo materiale nucleare da un reattore di Fukushima

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Amano (Iaea): Molto lavoro resta ancora da fare e non dobbiamo abbassare la guardia

Mentre nella centrale nucleare di Fukushima Daiichi continuano i controlli ed i lavori sui reattori interessati dalla catastrofe avvenuta dopo il terremoto/tsunami dell'11 marzo 201, la Tokyo electric power company ha annunciato che all'inizio di questa settimana ha estratto il primo materiale nucleare da uno dei reattori, il numero 4.

Quando è avvenuto il disastro nucleare, nella piscina dell'edificio del reattore 4, all'ultimo piano, era stoccato combustibile nucleare esaurito, ma c'era anche un nuovo lotto di combustibile.

Dopo la catena di incidenti ed esplosioni che ha colpito i reattori della centrale nucleare in molti temevano che il combustibile presente nell'unità  4 costituisse un grave rischio per la sicurezza, in particolare in caso di un altro forte terremoto. Il reattore è stato danneggiato in un incendio che potrebbe essere stato innescato o della fusione avvenuta nel reattore 3. 

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Il mondo ha bisogno di alberi: niente alberi, niente futuro

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