La green economy in Italia è già realtà

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(Maria Antonietta Giffoni)

Lo dicono i numeri di GreenItaly 2015, il rapporto di Fondazione Symbola e Unioncamere che misura e pesa la forza della green economy nazionale.

"Un’impresa su quattro dall’inizio della crisi - si legge nel comunicato stampa - ha scommesso .... sulla green economy. Sono infatti 372.000 le aziende italiane (ossia il 24,5% del totale) dell’industria e dei servizi che dal 2008 hanno investito, o lo faranno quest’anno, in tecnologie green per ridurre l’impatto ambientale, risparmiare energia e contenere le emissioni di CO2.
L’orientamento green si conferma un fattore strategico per il made in Italy: alla nostra green economy si devono 102,497 miliardi di valore aggiunto - pari al 10,3% dell’economia nazionale - e 2milioni 942mila green jobs, ossia occupati che applicano competenze 'verdi'. Una cifra che corrisponde al 13,2% dell’occupazione complessiva nazionale ed è destinata a salire ancora entro dicembre. Dalla green economy infatti arriveranno quest’anno 294.200 assunzioni legate a competenze green: ben il 59% della domanda di lavoro".

"La vocazione italiana alla qualità - ha affermato il presidente di Fondazione Symbola Ermete Realacci - si esprime in una tensione al futuro che ha avuto proprio nella green economy uno strumento formidabile per migliorare i processi produttivi, realizzare prodotti migliori, più belli, apprezzati e responsabili. Puntando sul green non solo il made in Italy ha coniugato qualità, tradizioni, innovazione e competitività, ma ha aperto la via dell’economia circolare. Un nuovo modello di sviluppo che somiglia molto a quell’economia a misura d’uomo, che rifiuta lo scarto, attenta alla custodia della casa comune di cui parla Papa Francesco. Un’economia in cui un’Italia che fa l’Italia è già in campo, che è strategica anche per il Pianeta e può rappresentare il nostro contributo alla Cop21 di Parigi".

Le rinnovabili

Il rapporto si sofferma anche sull'incidenza che le rinnovabili hanno avuto nello sviluppo della green economy italiana: "la quota di rinnovabili non programmabili (solare ed eolico) raggiunge ormai il 16% della produzione nazionale e il nostro Paese può vantare la leadership mondiale nella quota di generazione solare. Il fotovoltaico, nei primi 8 mesi del 2015, ha coperto infatti il 10% della produzione. Considerando sia le rinnovabili elettriche che quelle termiche, siamo di fronte ad un panorama assolutamente impensabile fino a pochi anni fa. Sono oltre 800 mila gli impiantipresenti in tutto il territorio nazionale. Secondo dati recenti, tutti gli 8.047 i Comuni ospitano almeno un impianto solare, eolico, idroelettrico, geotermico o a biomassa (erano solo 356 nel 2005)".

E per il futuro, secondo i dati che emergono dallo studio, lo sviluppo di eolico e fotovoltaico sarà sempre più legato alla realizzazione di sistemi di accumulo e agli impianti residenziali di piccola taglia: il settore degli accumuli "sta conoscendo una crescita esponenziale: secondo alcune stime, entro il 2020 saranno investiti almeno 10 miliardi nello storage. Si tratta, comunque, di una stima per difetto, visto che ogni anno la tecnologia migliora, i costi si abbassano e le dimensioni delle batterie - che fino a qualche tempo fa erano enormi - diminuiscono ... Un’altra opportunità per i sistemi fotovoltaici con batteria per l’accumulo dell’energia autoprodotta riguarda gli impianti residenziali di piccola taglia. Le previsioni parlano di un mercato mondiale che si decuplicherà nei prossimi 4 anni e l’Italia è uno dei Paesi in cui questa tecnologia è destinata ad affermarsi più velocemente, cominciando dalle taglie commerciali e in maniera minore dal comparto residenziale".

Un altro impulso al settore può venire dal biometano: "l’Italia ha una notevole esperienza nel campo della digestione anaerobica, con 1.300 impianti per una potenza installata di 1.000 MWe ed una produzione di 7,4 TWh che fanno del nostro Paese il terzo produttore al mondo dopo Germania e Cina. Siamo inoltre l’ottavo mercato dei veicoli a gas naturale al mondo, con consumi per oltre 1 miliardo di metri cubi ... a partire dal 2016, questo nuovo segmento è destinato a crescere rapidamente. Per la fine del decennio la produzione di biometano potrebbe coprire il50% degli attuali consumi degli autoveicoli a gas naturale".

Riferimenti

• GreenItaly, la sfida del futuro. Rapporto 2015
dal sito di Symbola


• Incentivi e regole per l'integrazione dei sistemi di accumulo
in Nextville (Incentivi e bandi)


• Gli incentivi e le agevolazioni per il biometano introdotti dal Dm 5 dicembre 2013
in Nextville (Incentivi e bandi)

FONTE: www.nextville.it

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