Fonti energetiche

Germania: pietra miliare, l’85% dell’elettricità da rinnovabili

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Lo scorso 30 aprile la Germania ha stabilito un nuovo record nazionale nell’utilizzo delle energie rinnovabili: l’85% di tutta l’elettricità consumata è stato prodotto da fonti verdi come l’eolico, il fotovoltaico e l’idroelettrico. A comunicarlo è Patrick Graichen di Agora Energiewende (AE), il think-tank tedesco creato con il preciso obiettivo di sostenere la transizione energetica avviata da Berlino.

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Solare termodinamico: addio oli e sali, basta solo la sabbia del deserto

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Dimostrato negli Emirati Arabi come la sabbia possa essere impiegata con successo negli impianti di solare termodinamico per immagazzinare l’energia termica fino a 1000° C, senza bisogno di un fluido termovettore.

Accumulo energetico a chilometri zero per il solare termodinamico degli Emirati Arabi. Un team di ingegneri del Masdar Institute of Science and Technology era alla ricerca di un materiale economico a facilmente reperibile per stoccare l’energia termica negli impianti solari a concentrazione. Perché allora non guardare ad una delle materie prime più abbondanti a livello locale? Nasce così Sandstock, progetto di ricerca che ha sviluppato un sistema di raccolta e stoccaggio dell’energia solare low cost, a base unicamente di particelle di sabbia del deserto. In realtà l’utilizzo di questa materiale per lo storage non è una novità: accumulatori solidi sono spesso usati all’interno di sistemi duali in coppia con fluidi termovettori. Tuttavia se i primi sono elementi economici – per l‘appunto sabbia, calcestruzzo o rocce – i secondi, tipo gli oli termici, sono decisamente più cari (a meno che non si usi come fluido l’aria, come nel caso dell’impianto STEM).

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Fotovoltaico in plastica, ridotta al minimo la perdita energetica

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Da un team di ricercatori giapponesi, arriva un nuovo polimero che aumenta l’efficienza delle celle solari in plastica.

Il fotovoltaico in plastica guadagna terreno nell’oligopolio del silicio e degli altri semiconduttori “tradizionali”.
Alternative a basso a costo e basso impatto ambientale, allo stato attuale le celle solari polimeriche sono ancora ben lontane dalle prestazioni delle controparti presenti sul mercato. Uno degli elementi che costituiscono il gap d’efficienza è costituito dalla perdita energetica durante la conversione dei raggi luminosi in elettricità.

Le celle funzionano perché i fotoni della luce colpiscono il materiale semiconduttore creando coppie di elettroni liberi e lacune, ovvero cariche negative e positive; ogni coppia però mette a disposizione solo una certa quantità d’energia rispetto a quella del fotone incidente; la quantità di energia persa durante la conversione è risultata essere sempre maggiore nelle celle solari a base polimerica rispetto quelle a base di silicio.

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Riforma della bolletta elettrica, ecco cosa cambia

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Redistribuzione delle tariffe tra diverse tipologie di famiglie e maggiore semplificazione. La riforma delle tariffe elettriche dell’AEEGSI promette maggiore equità ma le critiche restano

Riforma della bolletta elettrica, ecco cosa cambia

Parte la riforma della bolletta elettrica italiana Con l’approvazione ieri della delibera 582/2015/R/eel, l’Autorità per l’Energia (AEEGSI) dà il via al processo di revisione delle tariffe elettriche, rispondendo a quanto chiestoci dall’Europa con la direttiva comunitaria 27/2012 sull’efficienza energetica. A partire dal 1° gennaio 2016 e seguendo un processo graduale lungo tre anni, la riforma della bolletta elettrica andrà a colpire 30 milioni di utenti domestici. E “colpire” sembra essere il termine più adatto da usare se si considerano quelli che saranno i principali risultati di questa revisione strutturale: le tariffe elettriche aumenteranno a chi consuma meno a favore delle utenze più energivore.

Strano ma vero: come spiega la stessa Authority, si tratta semplicemente di uniformarsi agli altri paesi europei, superando l’attuale struttura progressiva delle tariffe di rete e degli oneri generali di sistema, che vede il costo unitario del kWh crescere per scaglioni all’aumentare dei prelievi.

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La green economy in Italia è già realtà

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(Maria Antonietta Giffoni)

Lo dicono i numeri di GreenItaly 2015, il rapporto di Fondazione Symbola e Unioncamere che misura e pesa la forza della green economy nazionale.

"Un’impresa su quattro dall’inizio della crisi - si legge nel comunicato stampa - ha scommesso .... sulla green economy. Sono infatti 372.000 le aziende italiane (ossia il 24,5% del totale) dell’industria e dei servizi che dal 2008 hanno investito, o lo faranno quest’anno, in tecnologie green per ridurre l’impatto ambientale, risparmiare energia e contenere le emissioni di CO2.
L’orientamento green si conferma un fattore strategico per il made in Italy: alla nostra green economy si devono 102,497 miliardi di valore aggiunto - pari al 10,3% dell’economia nazionale - e 2milioni 942mila green jobs, ossia occupati che applicano competenze 'verdi'. Una cifra che corrisponde al 13,2% dell’occupazione complessiva nazionale ed è destinata a salire ancora entro dicembre. Dalla green economy infatti arriveranno quest’anno 294.200 assunzioni legate a competenze green: ben il 59% della domanda di lavoro".

"La vocazione italiana alla qualità - ha affermato il presidente di Fondazione Symbola Ermete Realacci - si esprime in una tensione al futuro che ha avuto proprio nella green economy uno strumento formidabile per migliorare i processi produttivi, realizzare prodotti migliori, più belli, apprezzati e responsabili. Puntando sul green non solo il made in Italy ha coniugato qualità, tradizioni, innovazione e competitività, ma ha aperto la via dell’economia circolare. Un nuovo modello di sviluppo che somiglia molto a quell’economia a misura d’uomo, che rifiuta lo scarto, attenta alla custodia della casa comune di cui parla Papa Francesco. Un’economia in cui un’Italia che fa l’Italia è già in campo, che è strategica anche per il Pianeta e può rappresentare il nostro contributo alla Cop21 di Parigi".

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La mobilità elettrica di piccola taglia è pronta per il boom

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Sotto la spinta dei motorini e dei tricicli elettrici, l’e-mobility di piccola taglia è pronta a fare il grande salto

La mobilità elettrica di piccola taglia è pronta per il boom

E’ il momento d’oro della mobilità elettrica di piccola taglia. Secondo un nuovo rapporto della società d’analisi IDTechEx, la vendita di veicoli elettrici di piccole dimensioni come le e-bike, gli scooter plug-in o le city car a batteria, entro il 2026 supererà i 33 miliardi di dollari. Secondo gli analisti, i mezzi elettrici per così dire “mini” sono in una posizione privilegiata per trarre i maggiori vantaggi dagli attuali megatrend dell’atomotive. Questo settore del mercato è pronto a passare da comparto di nicchia a vero e proprio cavalla di battaglia nel prossimo decennio. Il merito è delle caratteristiche intrinseche di questa opzione di mobilità: dimensioni ridotte, leggerezza, prezzi in calo e una tecnologia che si permette più incursioni nel mondo delle fonti rinnovabili di  quanto non facciano i mezzi tradizionali.

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Dagli scarti dei fagioli l’eco-packaging italiano

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Nasce da un’idea di Pedon la prima carta per packaging alimentare derivata dagli scarti della lavorazione dei fagioli 

Dagli scarti dei fagioli l’eco-packaging italiano

Non saranno i fagioli magici della popolare fiaba inglese, ma i legumi impiegati da Save the Waste hanno portato a risultati pur sempre interessanti. Il progetto in questione, nato dalla azienda di distribuzione all’ingrosso di prodotti alimentari Pedon, si occupa di riutilizzare gli scarti vegetali della lavorazione dei fagioli per dar vita una carta da eco-packaging, sostenibile, riciclabile e certificata. “Il processo – spiega la società – inizia con la selezione delle sementi garantite NO OGM coltivate da migliaia di famiglie di agricoltori all’interno di programmi per lo sviluppo economico e agricolo, come l’accordo di coltivazione siglato nel 2013 da ACOS Ethiopia PLC, società del Gruppo Pedon, con due Unions, le cooperative agricole che lavorano nello stato di Oromia della Repubblica Federale di Etiopia”.

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Freescoo: il condizionatore fotovoltaico off-grid dell'ENEA che taglia la bolletta e le emissioni

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Scritto da Francesca Mancuso

Casa sempre fresca, d'estate, utilizzando sì il condizionatore ma sfruttando l'energia solare. È questa la nuova soluzione proposta dall'Enea. Un condizionatore fotovoltaico, in grado di rinfrescare senza produrre emissioni inquinanti e risparmiando in bolletta.

Si chiama FREESCOO (FREE Solar COOling) il condizionatore d'aria compatto presentato durante il workshop sull'utilizzo del calore solare e ambientale per la climatizzazione che si è svolto 4 maggio scorso all'Enea, a Roma.

Lo speciale condizionatore in un solo dispositivo racchiude trattamento dell'aria, climatizzazione, deumidificazione e raffreddamento.

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Solarexpo 2015: l’accumulo domestico di elettricità solare accelera la rivoluzione dei “prosumers”

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Fotovoltaico, sistemi di accumulo e veicoli elettrici sono stati definiti disruptive technologies, cioè tecnologie che con la loro diffusione, conseguente alla drastica riduzione dei loro costi, potranno ulteriormente stravolgere il sistema elettrico, portando le stesse utility a cambiare modelli di business oppure a soccombere.

Diversi studi dimostrano che l’elettricità prodotta con il fotovoltaico sul tetto e accumulata nelle batterie, in tempi molto brevi, forse già entro il prossimo anno, costerà in molti casi meno di quella prelevata dalla rete.

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Eolico, così produce di più

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eoilico

Il vento non è solo un elemento meteorologico di disturbo, qualche volta molto dannoso, come è accaduto nei giorni scorsi. È anche una risorsa energetica importante. Ma per sfruttarlo serve un attento calcolo delle sue potenzialità per definire precisamente localizzazione e struttura degli impianti eolici. Un importante contributo in tal senso arriva adesso da Giovanni Gualtieri dell’Istituto di biometeorologia del Consiglio nazionale delle ricerche (Ibimet-Cnr) di Firenze, con lo studio ‘Surface turbulence intensity as a predictor of extrapolated wind resource to the turbine hub height’ pubblicato su Renewable Energy. 

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Erba medica e resina di pino per le batteria al Litio del futuro

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Recuperare diviene la parola chiave di un nuovo approccio metodologico per realizzare batterie efficienti ed ecofriendly

Erba medica e resina di pino per le batteria al Litio del futuro

Il settore della ricerca sullo stoccaggio energetico ha compiuto un nuovo passo verso la realizzazione di batterie eco-friendly che non pesino sull’ambiente dal punto di vista della domanda di materie prime né da quello dello smaltimento. Il progresso appartiene al chimico Daniel Brandell dell’Università di Uppsala che insieme ai suoi colleghi ha realizzato un dispositivo di accumulo energetico a base di semi di erba medica e resina di pino. Come spiegano i ricercatori nel sito dell’ateneo, l’idea originale era quella di mettere a punto un concept di batteria al litio completamente nuovo, affidandosi al riciclo delle risorse e al materiale “biologico rinnovabile” come elementi chiave della nuova tecnologia. 

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Firmiamo per salvare le rinnovabili

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L’associazione Azione Energia Solare promuove una raccolta di firme per chiedere al governo Renzi di ritirare il provvedimento che penalizza il fotovoltaico e stronca un settore che invece risultarebbe in espansione e con possibilità di lavoro e occupazione.

Redazione 

“Il Governo Renzi, prendendo a giustificazione l'obiettivo di abbassare il costo dell’energia per le PMI, ha varato una nuova azione dannosa e retroattiva ai danni del fotovoltaico – spiegano i portavoce dell’associazione Azione Energia Solare - Parliamo del cosiddetto “spalma incentivi” che porterà al fallimento numerose aziende e provocherà il licenziamento di migliaia di lavoratori, prevalentemente giovani e prevalentemente nelle regioni meridionali.
Le rinnovabili hanno prodotto un'importante diminuzione dei costi dell'energia sul mercato libero ed il governo Renzi, avrebbe potuto ottenere il risultato che dice di voler perseguire facendo trasferire parte di questa diminuzione agli utenti.
Invece ha preferito lasciar lucrare gli speculatori del mercato energetico, (che guarda caso sono gli stessi che finanziano generosamente le fondazioni e gli eventi dei partiti) penalizzando chi invece l'energia pulita la produce veramente.
Oltre a questo ha infranto contratti firmati e registrati facendo perdere ogni credibilità all'Italia agli occhi di quegli investitori esteri che continuamente asserisce di voler incentivare. Occorre che questa vergogna venga ritirata o non convertita per salvare un settore industriale già pesantemente penalizzato e cercare di restituire un minimo di credibilità nazionale ed internazionale al nostro disastrato paese”.
Mandiamo un tweet a @matteorenzi con hashtag #FotovoltaicoLibero
Se vuoi sottoscrivere anche tu la petizione clicca qui

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Il ritorno dell’Eletta Campana, una varietà storica di canapa italiana

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Eletta Campana

L’immagine del seme, che piano piano si schiude e affonda le sue deboli radici per crescere, è perfetta per raccontare il mercato della canapa industriale in Italia. Dopo uno stop durato più di 60 anni, la canapa è tornata a popolare le nostre campagne per produrre in modo sostenibile, aiutando l’ambiente e contribuendo a creare una nuova idea di economia e, perché no, di futuro. E un altro passo avanti, avendo come riferimento la canapicoltura tradizionale italiana che ci aveva reso famosi nel mondo, è stato fatto da Ikaros Power, società di Pietro Paolo Crocetta specializzata in promozione, sviluppo e progettazione di impianti ad energia rinnovabile, che ha finanziato il CRA (Centro di Ricerca per l’Agricoltura) affinché fosse recuperata una varietà storica di canapa, l’Eletta Campana, che fino agli anni ’30 del Novecento rappresentava circa il 20% di tutta la nostra produzione nazionale con oltre 20mila ettari coltivati. In un secondo momento dall’unione di Ikaros Power e Ges (Green Energy solution) di Michele Giacalone, che opera nello stesso settore, è nata Società Agricola Eletta, con l’obiettivo di favorire la disponibilità, per gli agricoltori pugliesi e di tutto il meridione, di sementa che sia idonea alle caratteristiche pedoclimatiche del sud Italia a partire dal 2015.
Abbiamo contattato Pietro Paolo Crocetta per saperne di più

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Verso la produzione di massa del grafene, il “materiale meraviglia” sarà made in Ue

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Grafene

I ricercatori dell’Amber Center di Dublino hanno sviluppato un nuovo processo che promette di rendere semplice e conveniente produrre massicciamente materiale a base di grafene, e che potrebbe essere utilizzato dalle industrie per applicazioni come batterie altamente efficienti.

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Il team di ricerca partecipa  alla Graphene flagship, un’iniziativa finanziata con un miliardo di euro dall’Ue per promuovere le nuove tecnologie e l’innovazione nei prossimi 10 anni.

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Efficienza energetica, ecco i vetri fotocromatici

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vetri fotocromatici

Decidere di ristrutturare casa è una scelta corretta sia da un punto di vista etico che da un punto di vista economico: certo, il prezzo dei lavori è sempre molto alto e trovare un prestito conveniente potrebbe essere l’unica soluzione, ma il gioco potrebbe valerne veramente la candela.

Migliorare l’efficienza energetica del proprio immobile, infatti, ci servirà per vedere diminuire il prezzo delle bollette e per dimezzare gli sprechi di energia verso l’esterno. I lavori che è possibile fare all’interno di una casa per poterne migliorare l’efficienza energetica, oltretutto, sono davvero tanti e alcuni sono anche low cost.

Isolando termicamente l’ambiente, per esempio, sarà possibile ottimizzare l’energia consumata all’interno e quella proveniente dall’esterno (attraverso il sole magari) ed evitare che questa si disperda all’esterno, dovendo aumentare la richiesta di energia per il riscaldamento dell’interno.

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Biocarburante da rifiuti, può tagliare fino al 60% della CO2

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Pubblicato uno studio che mostra come la conversione dei rifiuti in biofuel potrebbe rispondere entro il 2030 al 16% della domanda di carburante per auto tradizionale

Biocarburante da rifiuti, può tagliare fino al 60% della CO2

Il biocarburante da rifiuti potrebbe, in soli 16 anni, sostituire il 16% di tutto il combustibile utilizzato sulle strade europee, tagliando la spesa sulle importazioni di petrolio e stimolando l’economia rurale per un totale di 15 miliardi di euro. E’ quanto afferma uno studio “Wasted: Europe’s Untapped Resource” redatto  da gruppi  industriali e ONG. Il documento, i cui promotori comprendo Novozymes, WWF, e Virgin Airways, sostiene che esista un notevole potenziale energetico ancora del tutto non sfruttato nei rifiuti di aziende agricole, foreste, famiglie e industria nell’Unione Europea. I ricercatori hanno calcolato che i cittadini europei buttino ogni anno ben 900 milioni di tonnellate di carta da macero, cibo, legna e materiale vegetale, circa un quarto dei quali – ovvero quasi 220 milioni di tonnellate – può essere dirottato al recupero energetico.

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Lo spreco energetico ci costa 100 euro al mese: il rapporto di Legambiente

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Lo studio fotografa più di 500 edifici con un sistema che permette di notare con un colpo d’occhio le zone in cui ci sono perdite di calore. Anche in palazzi con firme prestigiose gli standard europei non sono rispettati di ANTONIO CIANCIULLO

Fonte: Repubblica.it

Lo spreco energetico ci costa 100 euro al mese: il rapporto di Legambiente
 
 
Per il bilancio familiare è un conto pesante: da 80 euro a 120 al mese buttati via per il consumo eccessivo. Se a carburare male fosse la nostra macchina, correremmo a portarla dal meccanico. Ma per la casa questo riflesso meccanico non scatta perché a controllare i conti energetici di un appartamento, nel momento in cui lo affittiamo o lo compriamo, di solito non ci pensiamo. E questa disattenzione alla gestione del caldo e del freddo domestici ci costa tra 1.000 e 1.500 euro l’anno.

IL DOCUMENTO (PDF)

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A Padova vogliono accendere una nuova stella… nucleare

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cnr fusione

A Padova vogliono accendere una nuova stella, ma è quella nucleare di Iter. Il Consorzio Consorzio RFX, costituito nel1996, ha come obiettivi «L’attività di ricerca tecnologica e scientifica nel campo della fusione termonucleare controllata, come una possibile fonte di energia. Lo Sviluppo del progetto RFX. La progettazione e realizzazione del prototipo del Neutral Beam Injector (Nbi) per Iter. La Progettazione, sviluppo e realizzazione di nuove tecnologie, attrezzature e dispositivi dedicati alle attività di ricerca e sviluppo industriale. Attività di formazione di giovani fisici e ingegneri in stretta collaborazione con l’Università di Padova».  I partner del Consorzio RFX sono: Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr), Ente per le Nuove Tecnologie, l’Energia e l’Ambiente (Enea), Università di Padova, Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) e Acciaierie Venete che sviluppano un progetto legato al contestato e costosissimo International Thermonuclear Experimental Reactor (Iter) al quale lavora un team di circa 140 persone, di cui 65 professionisti e 75 amministrativi e tecnici.

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Trattamento degli pneumatici

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Di Alessandro Demontis – Tecnologie Ambientali

Fonte: greenenergyjournal.it


E' qualche anno ormai che si sta parlando del recupero degli PFU, Pneumatici Fuori Uso; nell' aprile 2011 é stato approvato il nuovo metodo di finanziamento del contributo per lo smaltimento, entrato in vigore nell' ottobre dello stesso anno, che pesa circa 3 euro sull'utente finale al momento di dover acquistare i nuovi pneumatici. Questi 3 euro a pneumatico vanno quindi ad alimentare il fondo disponibile per incentivare le aziende che si occupano di trattare questo genere di rifiuto.
 

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Efficienza energetica, da “carburante nascosto” a primo combustibile

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Dal 2005 al 2010, le misure di efficienza hanno permesso di risparmiare l’equivalente di 420 miliardi di dollari in petrolio in 11 paesi membri dell’AIE

Efficienza energetica, il carburante invisibile

(Rinnovabili.it) – L’entità degli investimenti globali nel settore dell’efficienza energetica e il suo contributo alla domanda energetica non hanno nulla da invidiare alle fonti dell’offerta energetica tradizionale. E’ quanto emerge dalle pagine dell’Energy Efficiency Market Report, nuovo documento dell’Agenzia internazionale dell’energia (AIE) in cui il tema del risparmio energetico è affrontato in termini di mercato. La relazione rileva che, a livello mondiale, il settore dell’efficienza energetica ha attirato investimenti fino a 300 miliardi di dollari nel 2011, un livello alla pari con gli investimenti globali nell’energia rinnovabile o nella produzione di elettricità da combustibili fossili.

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Il mondo ha bisogno di alberi: niente alberi, niente futuro

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