Attività culturali

Il community organizing come forma di empowerment dei cittadini

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Quando si parla di community organizing ci si riferisce ad una precisa forma di attivismo civico nata negli Stati Uniti negli anni ‘30 del secolo scorso per opera di Saul Alinsky, fondatore indiscusso di questa pratica, che nel corso dei decenni si è diffusa ed è arrivata anche nel continente europeo. Alinsky definiva il community organizing “l’arte della politica relazionale”, ponendo al centro dell’attenzione le relazioni tra abitanti e gruppi che vivono vicini e creando empowerment.

Il concetto di comunità non è certo nuovo, ma in questo contesto assume un’accezione più attiva, volta ad indicare delle vere e proprie coalizioni civiche impegnate nella risoluzione di grandi problemi sociali, dal diritto alla casa, all’accoglienza dei rifugiati, per fare alcuni esempi. Il community organizing fa propri i principi di multietnicità e di interreligiosità, ponendosi l’obiettivo primario di unire gruppi che solitamente tra loro non dialogano, di unire persone che solitamente tra loro non si relazionano, ma che magari si trovano ad affrontare gli stessi problemi sul medesimo territorio. Il coinvolgimento di gruppi già costituiti può partire dal coinvolgimento dei loro leader, che iniziano ad incontrarsi per conoscersi e porre le basi per costruire relazioni di fiducia.

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26.05.2016 - Comunicazione alle Banche del Tempo

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Si è svolta ad Ostuni il 21 maggio scorso l’assemblea nazionale delle Banche del Tempo, associazioni no profit che promuovono un nuovo concetto di solidarietà sociale attraverso lo scambio di saperi e abilità, tra gli associati,utilizzando il tempo e non il denaro come misura dello scambio.

 

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RESILIENZA: COME REAGIRE E RIALZARSI PIÙ FORTI DI PRIMA

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resilienza persone resilienti

La resilienza è la capacità di non lasciarsi abbattere dalle difficoltà della vita, di reagire e di rialzarsi più forti di prima. Possiamo imparare ad adattarci al vento e alle tempeste come fanno gli alberi cioè sviluppando delle radici forti e dei rami flessibili. Così possiamo mantenerci ancorati a terra ma nello stesso tempo imparare ad adattarci ai cambiamenti.

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DUE EURO L’ORA

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“Due euro l’ora” al Bari International Film Festival

Anteprima il 5 aprile 2016 

Nel cast, quasi interamente campano, Peppe Servillo, Chiara Baffi e Paolo Gasparini. Opera prima del regista

Andrea D’Ambrosio. Prodotto da Enzo Porcelli per Achab Film 

 

Anteprima nazionale martedì 5 aprile 2016, nella cornice del Bari International Film Festival, del film “Due euro l’ora”, diretto da Andrea D’Ambrosio, prodotto da Enzo Porcelli per l’Achab Film e realizzato col contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali ed in collaborazione con Rai Cinema.

Il film, che concorrerà insieme ad altri sette lungometraggi nella sezione “Nuove proposte” del Bif&st, è stato girato a Montemarano, paese dell’Irpinia dove Giambattista Basile scrisse parte de “Lo cunto de li cunti” e racconta la storia di due donne che cercano, attraverso il lavoro, un riscatto della loro condizione sociale ed affettiva.

D’Ambrosio, autore di documentari d’inchiesta come “Biutiful Cauntri” e di cortometraggi sociali tra cui “I frutti del lavoro” con Enzo Decaro, per la sua opera prima ha scelto un cast d’eccezione, quasi interamente campano, di cui fanno parte Peppe Servillo, Chiara Baffi, Paolo Gasparini, l’esordiente Alessandra Mascarucci, Massimo De Matteo, Patrizia Di Martino, Marianna Mercurio, Antonella Morea, Davide Schiavo, Peppe Miale, Lorena Leone, econ la partecipazione, per la prima volta sullo schermo, della modella americana di origine ucraina Alyona Osmanova. 

«Per scrivere “Due euro l’ora” con Donata Carelli – ha dichiarato Andrea D’Ambrosio – sono partito da un fatto di cronaca accaduto nel 2006 nella bassa Campania. È un film che parla del Sud. Un film sul lavoro, sull’amore e sulla giovinezza che fugge. Così si vive in molti borghi del Sud, inventandosi il lavoro per sopravvivere, senza piangersi troppo addosso, ma sperando e aspettando una vita diversa. Fino a che la realtà, un giorno come un altro, prende il sopravvento e i sogni svaniscono». 

È possibile seguire le news e gli approfondimenti sul film “Due euro l’ora” sulla pagina facebook ufficiale all’indirizzo www.facebook.com/dueeurolora 

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Quaderni di Economia sociale n. 1 – 2016

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A partire da questo numero i “Quaderni di Economia Sociale” – realizzati in collaborazione con la Fondazione con il Sud e con la partecipazione di Banca Prossima – diventano rivista e continua così in modo strutturale la riflessione sull’identità sociale ed economica del Non profit, le sue funzioni, gli strumenti della finanza e delle politiche d’investimento nel sociale. Come sempre, anche in questo numero le analisi si focalizzano non solo sugli aspetti più generali ma anche sulle peculiarità operative che caratterizzano lo sviluppo del Terzo Settore in Italia e soprattutto nel Mezzogiorno.

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PIEDIMONTE MATESE. GUARDIE ECOZOOFILE IERI RIUNIONE IN PREFETTURA TRA PREFETTO E MAGISTRATURA. "SUBITO ANNULLARE LE CONVENZIONI CON ANPANA OEPA"

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Il caso riguarda diversi comuni del litorale Domizio e dell'area del Matese, Parco Regionale compreso...



Guardie ecozoofile: il caso, ieri mattina, è stato al centro di un comitato riunito dal prefetto di Caserta, Arturo De Felice. Al vertice hanno preso parte il questore Francesco Messina e i procuratori di Santa Maria Capua Vetere e Napoli Nord, Maria Antonietta Troncone e Francesco Greco. La riunione è stata l’occasione per fare il punto congiunto sui risultati dei due organi che si stanno occupando della vicenda: da un lato la procura di Santa Maria Capua Vetere, dall’altro la prefettura di Caserta.

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Gricignano. Anpana-Oepa, per Prefettura è fuori legge: indebito utilizzo distintivi Polizia

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“Indebito utilizzo della definizione POLIZIA, inammissibili i modelli delle divise e dei segni distintivi per manifesta ricercata somiglianza a quelli delle forze di Polizia o delle Polizie Locali – esclusione di qualsiasi competenza sul patrimonio zootecnico” e ancora incompetenza dei Comuni ad attribuire qualifiche di PG ai Volontari.

La Prefettura di Caserta con ordinanza dell’primo febbraio ultimo scorso ha imposto a tutti ai comuni che avessero sottoscritto qualsiasi atto con detta associazione (ivi compreso il Comune di Gricignano) di provvedere immediatamente alle revoca di ogni e qualsiasi atto stipulato con la stessa.

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Il Ponte Nuovo - 2015 anno 8 n. 5

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La nuova tavola periodica

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di Simone Valesini

Da oggi la tavola periodica cambia volto: la settima riga, dove tradizionalmente spiccavano ben quattro spazi vuoti, è infatti completa. A deciderlo è stata la Iupac (International Union of Pure and Applied Chemistry), unione internazionale che stabilisce nomi e misure nel campo della chimica, che ha avallato ufficialmente l’aggiunta di quattro nuovi elementi scoperti negli negli ultimi anni da team di ricercatori americani, russi e giapponesi. Si tratta dei primi nuovi elementi aggiunti dal 2011, che vanno a riempire gli spazi vuoti presenti fino a oggi al numero atomico 113, 115, 117 e 118

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Rischio chimico: manuale INAIL per la tutela della salute del personale dei laboratori di ricerca

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Pubblicato da INAIL un nuovo manuale informativo per la tutela della salute del personale dei laboratori di ricerca.

L’impiego di sostanze chimiche nei laboratori di ricerca coinvolge figure professionali diverse, con preparazione non sempre specifica (tirocinanti, tesisti, specializzandi). Le sostanze chimiche possono essere fonte di pericolo ed i relativi rischi devono essere controllati in modo da aumentare la qualità e la sicurezza delle attività di laboratorio.

Gli effetti sulla salute che possono verificarsi a seguito di eventi espositivi sono i più diversi, fortemente condizionati dal tipo di agente chimico con cui si viene in contatto e dalle condizioni di esposizione che si realizzano; l’utilizzo di sostanze e miscele in questo particolare contesto lavorativo porta l’operatore a contatto con volumi comunemente ridotti di sostanze con pericolosità diverse, che sono spesso adoperate in miscela, realizzando, così, esposizioni ad agenti multipli ma a basse dosi.

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10 BUONE AZIONI UTILI PER AIUTARE GLI ALTRI E VIVERE MEGLIO

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buone azioni

Aiutare gli altri dovrebbe rappresentare uno dei massimi obiettivi della nostra vita. Possiamo pensare di essere in grado di fare tutto da soli, ma in realtà non sempre è così. Collaborare in modo pacifico alleggerisce i compiti di tutti e porta a raggiungere traguardi più elevati.

Forse conoscerete quel famoso proverbio africano che suona più o meno così: "Se vuoi andare veloce cammina da solo, se vuoi andare lontano cammina insieme agli altri”. Viviamo in una società che spesso deve affrontare dei momenti di difficoltà. La collaborazione con gli altri e la capacità di creare un gruppo solido possono davvero essere d’aiuto per il progresso di tutti.

Essere a disposizione degli altri offrendo il proprio aiuto deve essere un piacere per tutti e non può sconfinare nello sfruttamento e nell’opportunismo. Insomma, anche da questo punto di vista bisognerebbe trovare il giusto equilibrio.

Ecco alcune piccole buone azioni della vita quotidiana che ci consentono diaiutare gli altri e che permettono sia a noi che a loro di vivere meglio.

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Ecosistema Urbano: «Città ingessate e performance ambientali statiche»

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Timidi passi avanti per raccolta differenziata ed energie rinnovabili, male il trasporto pubblico

Ecosistema Urbano

Quella che emerge dalla 22sima edizione di Ecosistema Urbano, la ricerca di Legambiente realizzata in collaborazione con l’Istituto di ricerche Ambiente Italia e Il Sole 24 Ore sulla vivibilità ambientale dei capoluoghi di provincia italiani, non è certo un quadro confortante: «Città ingessate, statiche e pigre. Aree urbane che arrancano e faticano a rinnovarsi in chiave sostenibile ed essere culle di una rigenerazione urbana capace di migliorare la qualità dei singoli e della comunità. I passi avanti fatti fino ad ora sono, infatti, troppo pochi: se da una parte nelle città italiane si registrano lievi eco-performance soprattutto sul fronte della raccolta differenziata, delle energie rinnovabili e si assiste ad un lieve calo degli sforamenti nelle concentrazioni di NO2, di PM10 e di ozono grazie anche a condizioni metereologiche favorevoli alla dispersione degli inquinanti; dall’altra parte manca, invece, il coraggio e la voglia di puntare sulla mobilità nuova per uscire dalla morsa di traffico e smog e sugli eco-quartieri per rigenerare le periferie e rilanciare il patrimonio edilizio».

Anche quest’anno, sono 18 gli indicatori selezionati per confrontare tra loro i 104 capoluoghi di provincia italiani. 3 indici sulla qualità dell’aria (concentrazioni di polveri sottili, biossido di azoto e ozono), 3 sulla gestione delle acque (consumi idrici domestici, dispersione della rete e depurazione), 2 sui rifiuti (produzione e raccolta differenziata), 2 sul trasporto pubblico (offerta e uso che ne fa la popolazione), 5 sulla mobilità (tasso di motorizzazione auto e moto, modale share, indice di ciclabilità e isole pedonali), 1 sull’incidentalità stradale, 2 sull’energia (consumi e diffusione rinnovabili). In questa edizione sono due su diciotto gli indicatori selezionati per la classifica finale (incidenti stradali e consumi energetici domestici) che utilizzano dati pubblicati da Istat.

Ne viene fuori che l’Italia è un Paese fermo, dove il divario tra Nord e Sud si fa addirittura più marcato.

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Presentato ad Expo Milano 2015 il 1^ Report delle OdV censite dal sistema dei CSV

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Lo scorso 19 ottobre la Cascina Triulza, ad Expo Milano 2015, ha ospitato la presentazione del primo Report Nazionale delle Organizzazioni di Volontariato censite dal sistema dei CSV.
Il Report è frutto della collaborazione tra CSVnet e la Fondazione IBM Italia, nell'ambito del programma IBM Impact Grants. Si tratta del primo risultato di un processo avviato circa un anno fa per armonizzare le diverse banche dati dei CSV ed ottenere una fotografia inedita e di portata nazionale di come e dove operano queste Organizzazioni di Volontariato. 

I dati principali:

In termini assoluti, sono 6 le regioni dove si concentra il maggior numero di OdV: Lombardia, Toscana, Lazio, Piemonte, Emilia Romagna, Veneto.
Il 50% delle OdV censite dai CSV ha il comune come ambito territoriale di riferimento.

Il 55% delle associazioni si occupa di assistenza sociale e sanità; a livello operativo, inoltre, la metà delle OdV conta su meno di 16 volontari; solo il 15% ha un numero di volontari superiore a 50. Ancora, il 50% delle OdV ha meno di 60 soci, poco più del 10%, invece, ha una base associativa di oltre 500 soci. 

Dal punto di vista storico il Report conferma una crescita costante delle Organizzazioni di Volontariato dal 1980 al 2007, con dei picchi nel 1991, in coincidenza con l’emanazione della Legge quadro sul volontariato L. 266/’91 che ha istituito i CSV; in riferimento agli ultimi 7 anni, invece, si osserva una costante diminuzione dell’incremento annuale del numero di OdV costituite.

La rappresentanza legale delle OdV, infine, è composta per i due terzi da uomini; le donne sono il 33% del totale e sono maggiormente presenti nei settori dell’educazione, dell’istruzione e della ricerca (dove si raggiunge il 50%), della tutela dei diritti e dell’assistenza sociale.

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Associazione Mascheranova - stagione teatrale 2015 - 2016

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La sfida dell’approfondimento per innovare il volontariato

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Conoscere è necessario e indispensabile per capire, per essere volontari più consapevoli del proprio ruolo e del proprio compito nella società civile, per essere parte attiva come cittadini per un volontariato più aperto e maturo.

Lo stile di Vdossier è chiaro e lineare, veloce e agile, curioso e originale: con le copertine color pastello; con uno sfoglio corposo; con una grafica che valorizza la pulizia, l’ordine, il bianco; con un “grandangolo” alla fine di ogni articolo che rinvia a siti e libri per allargare il cerchio degli interessi personali. Dal 2012 la rivista è realizzata da Ciessevi insieme ai Centri di servizio per il volontariato delle Marche e di Messina. Dal 2014 si aggiungono anche i Centri di servizio di Bologna e Rovigo.

 

ANNO 2015

 

L'Alleanza contro la Povertà in Italia a Governo e Parlamento: fare della povertà una priorità

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"In vista della definizione della Legge di Stabilità chiediamo che il contrasto alla povertà divenga una delle priorità delle politiche sociali cui destinare adeguate risorse ed azioni organiche e stabili".


Questo è il messaggio che Gianni Bottalico, presidente nazionale delle Acli, in qualità di portavoce dell’Alleanza contro la Povertà in Italiarivolge al presidente del Consiglio Matteo Renzi ed a tutti i capigruppo del Parlamento, in una lettera inviata lo scorso 23 settembre 2015 dall'Alleanza con larichiesta di un incontro per avviare un confronto sul tema della povertà e presentare la proposta dell'Alleanza, il Reddito di inclusione sociale (Reis). "La proposta del Reis – sottolinea Bottalico - si pone un obiettivo di giustizia sociale e rappresenta un volano per sostenere la crescita ed un più equo sviluppo".

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CSVnet e Fondazione IBM presentano 1^ Report nazionale sulle Organizzazioni di Volontariato censite dai CSV

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Lunedì 19 ottobre 2015 CSVnet e Fondazione IBM Italia presenteranno il primo Report Nazionale sulle Organizzazioni di Volontariato censite dal sistema dei Centri di Servizio per il Volontariato.
L'evento si terrà, a partire dalle ore 14.00, nella cornice di Expo Milano 2015, presso il Padiglione della Società Civile della Cascina Triulza.

Il volontariato è una realtà vitale per lo sviluppo del nostro Paese ed opera con specifiche caratteristiche e valori che lo identificano fra tutte le altre componenti del non profit. Per questo, grazie al patrimonio di informazioni raccolte dai CSV con la loro presenza operativa e capillare in tutte le regioni a sostegno delle varie espressioni del volontariato, CSVnet e Fondazione IBM hanno potuto avviare una partnership per censire questa realtà.

La presentazione del Report, che raccoglie informazioni relative ad oltre 44.000 Organizzazioni di Volontariato su tutto il territorio nazionale, sarà un importante momento di riflessione per la messa a punto di un processo continuo che, partendo da una base unitaria di dati, possa contribuire ad indirizzare le politiche del settore nel lungo periodo.

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La storia di Urania

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di Walter Catalano - 14/09/2015

Fonte: Carmilla 

LippiFuturo

Giuseppe Lippi, Il futuro alla gola. Una storia di Urania dagli anni Cinquanta al XXI secolo, ed. Profondo Rosso, Roma, 2015, pp. 300, € 29,00.

Il nome Urania, per le generazioni alfabetizzate dalla seconda metà degli anni ’50 in poi, non evoca soltanto immagini di protocollari reminescenze scolastiche, tripudi mitologici da liceo classico e apollinei paesaggi ellenici, ma piuttosto astronavi lanciate nello spazio cosmico, mostri amorfi o umanoidi, pianeti e soli orbitanti in remote galassie, robot e macchinari scintillanti. Tutto l’immaginario che segna il passaggio dal Ventesimo al Ventunesimo secolo (un immaginario composito: apparentemente scientifico-tecnologico, dunque, ma per molti aspetti ancora magico-mistico) racchiuso tra le pagine e sulle copertine di un’umilissima rivista da edicola: un nome magico per noi, un pozzo di sogni ed incubi, di meraviglie della ragione e della fantasia. Urania, musa sì ma “stupefatta”, come brillantemente uno dei primi critici del genere nel nostro paese definì la fantascienza. E se la fantascienza, la letteratura, di genere e non, è divenuta una cosa seria: uno studio, un lavoro, un rifugio, una palestra filosofica dell’intelletto per qualcuno, Urania no, non soltanto, Urania resta per sempre soprattutto un feticcio, un oggetto magico.

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Il mondo ha bisogno di alberi: niente alberi, niente futuro

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