Ambiente ed Ecologia

Riciclo: indietro tutta? I “falsi amici” del riciclo sono in ascesa

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I “falsi amici” del riciclo sono in ascesa: coloranti, opacizzanti, etichette coprenti sleeves e stand-up poach, buste in multistrato non riciclabili.

Mentre comincia a entrare nel sentire comune il concetto che la raccolta differenziata sia il migliore sistema per gestire i rifiuti una volta prodotti, per valorizzarli invece di distruggerli, i decisori politici e aziendali non pare stiano ancora puntando a gestire i rifiuti come risorse. Le politiche sui rifiuti del governo in carica riportano in auge con l’articolo 35 dello sblocca Italia un modello obsoleto e anacronistico come l’incenerimento. Nessuna traccia di politiche di prevenzione e riduzione degli imballaggi e di una necessaria pianificazione a lungo termine che imponga per legge obiettivi di: minimizzazione del consumo di risorse; produzione di rifiuti inquinanti; recupero e riciclo dei rifiuti prodotti; promozione di un mercato per servizi e prodotti più sostenibili ( derivati ad esempio da materia prima seconda delle raccolte differenziate). Eppure le direttive comunitarie pongono come obiettivo prioritario un uso efficiente e sostenibile delle risorse, non solamente per preservare l’ambiente, ma come unica strategia economica possibile che permette ai paesi europei di affrontare la mancanza di materie prime, ridurne le importazioni e competere nel mondo globale.

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The Invisible (R)evolutions: rallentare per vivere meglio

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di Valentina Tibaldi - 14/09/2015  -  Fonte: ehabitat 

Si dice che l’esempio sia la via migliore verso il cambiamento. Contro i fiumi di parole, il pessimismo e lo sconforto, contro situazioni che sembrano prestabilite, immutabili e troppo grandi per noi. “L’Urgence de Ralentir” (The Invisible (R)evolutions nella sua traduzione inglese) è un documentario del regista francese Philippe Borrel e narra storie di cittadini del mondo che, riunitisi indipendentemente in gruppi collaborativi e solidali, hanno dato vita a una serie di progetti capaci di trovare una alternativa reale al tradizionale concetto di crescita a qualunque costo e ritmo.

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Il mondo che immaginiamo è soffocato da un’atmosfera asfissiante di predizioni spesso ansiogene: il debito, la catastrofe climatica, la guerra per le risorse, il collasso economico. E’ più facile descrivere o immaginare un mondo agonizzante piuttosto che uno migliore” ci racconta il regista. “Nei miei ultimi sette film ho osservato il corso della disumanizzazione attraverso gli esempi di accelerazione tecnologica senza protezioni o il propagarsi del cibo-spazzatura industriale nelle mani delle lobby. E così sentivo l’urgente bisogno di girare un contraltare filmato dalla parte delle persone che hanno già rinunciato al sistema capitalistico, lavorando sodo per inventare nuove soluzioni, nuovi modelli, nuovi paradigmi in un contesto di crescente ingiustizia sociale”.

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L’Europa dice sì all’acqua come diritto umano

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Storico voto del Parlamento europeo. Trionfo della campagna Right2Water, che con 1.8 milioni di firme ha sollevato il tema del diritto umano all’acqua

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Il diritto umano all’acqua deve entrare nella legislazione comunitaria. È il verdetto dell’Europarlamento, che poche ore fa ha approvato una relazione modellata sulla proposta formulata dalla campagna Right2Water tramite una ECI (European Citizens Initiative) che ha raggiunto il tetto record di1.884.790 adesioni.

Il documento è stato approvato con 363 sì, 96 no e 231 astenuti. La deputata irlandese del GUE, Lynn Boylan, ha accolto con favore l’esito della votazione: «Questa è una vittoria per la società civile e per gli attivisti di Right2Water in tutta Europa. Gli 1,8 milioni di firmatari dell’iniziativa dei cittadini europei, primo caso di successo per questo meccanismo, hanno finalmente ricevuto il sostegno che meritano da un’istituzione dell’Ue. La risposta iniziale della Commissione all’ECI era stata vaga, deludente e aveva fatto poco per esaudire le richieste. Io e altri colleghi progressisti ci siamo riuniti per produrre una relazione che meglio rispondesse alla loro campagna».

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Gel di silice: come riutilizzare le bustine

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Bustine di gel di silice, sapete cosa sono e come riutilizzarle? Forse avrete trovato delle bustine di gel di silice (silica gel) nelle scatole delle scarpe nuove o all'interno di una borsa appena acquistate. Questa sostanza è innocua e viene utilizzata per le sue proprietà assorbenti e disidratanti, dunque per prevenire la formazione di umidità e muffe.

Gel di silice è il termine comunemente utilizzato per la silice colloidale, un polimero del diossido di silicio, quando viene impiegato per le sue proprietà disidratanti ed estremamente adsorbenti, spesso sotto forma di bustine.

 

 

Le bustine di gel di silice vengono utilizzate per proteggere dall'umidità prodotti che potrebbero rovinarsi a causa della sua formazione. Se fino a questo momento avete pensato che le bustine di silice fossero inutili, o non sapevate di preciso di cosa si trattasse e dunque le avete buttate via, ecco alcune idee per voi per tenerle da parte da questo momento in poi e riutilizzarle.

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Controlla i consumi di casa tua e riduci subito i costi delle bollette

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Consumo di suolo, l’Italia perde ancora terreno

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Quasi il 20% della fascia costiera italiana – oltre 500 Km2 – l’equivalente dell’intera costa sarda, è perso ormai irrimediabilmente. È stato impermeabilizzato il 19,4% di suolo compreso tra 0-300 metri di distanza dalla costa e quasi e il 16% compreso tra i 300-1000 metri. Spazzati via anche 34.000 ettari all’interno di aree protette, il 9% delle zone a pericolosità idraulica e il 5% delle rive di fiumi e laghi. Il cemento è davvero andato oltre invadendo persino il 2% delle zone considerate non consumabili (montagne, aree a pendenza elevata, zone umide). A mappare lo stivale della “copertura artificiale”, l’ISPRA che, grazie alla cartografia ad altissima risoluzione, nel suo Rapporto sul Consumo di Suolo 2015 – presentato questa mattina a Milano, nel corso del convegno collaterale all’EXPO2015 “Recuperiamo Terreno” - utilizza nuovi dati, aggiorna i precedenti e completa il quadro nazionale con quelli di regioni, province e comuni, senza trascurare coste, suolo lungo laghi e fiumi e aree a pericolosità idraulica.

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L'innovazione sposa il riciclo

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di Giorgio Lonardi

Fonte: materialerinnovabile.it

Si fa presto a riciclare la carta per produrre altra carta. Oppure la plastica per ottenere un altro tipo di plastica. Tuttavia la partita risulta più interessante se il riuso dei materiali si accompagna alla ricerca di nuovi mercati di sbocco e di nuovi prodotti capaci di suscitare l’interesse dei consumatori. Insomma, si tratta di fare i conti con il marketing e con l’innovazione, quella vera. Una tendenza che comincia a diffondersi nel nostro paese coinvolgendo una serie di realtà di dimensioni medie e piccole che stanno sperimentando nuove formule e nuovi prodotti. Ma anche un fenomeno destinato ad allargare il mercato del riuso nel suo complesso.

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Ambiente e benessere equo e sostenibile nelle città italiane, i dati di Urbes 2015

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Il secondo rapporto Urbes 2015 sul Benessere equo e sostenibile nelle città, di Istat e Cnel, individua in 12 dimensioni (Salute, Istruzione e formazione, Lavoro e conciliazione tempi di vita, Benessere economico, Relazioni sociali, Politica e istituzioni, Sicurezza, Benessere soggettivo, Paesaggio e patrimonio culturale, Ambiente, Ricerca e innovazione, Qualità dei servizi) «Il quadro di riferimento tematico e metodologico per la misurazione del progresso del Paese da affiancare a quello macroeconomico tradizionalmente utilizzato per la misura della crescita».

L’analisi dello stato di benessere nelle città italiane evidenzia diseguaglianze molto forti, con la solita dicotomia tra Centro-Nord e Mezzogiorno che si ritrova anche a livello urbano. Ma tra le città meridionali emergono anche dinamiche positive e potenzialità su cui investire. Però il rapporto conferma che «Differenziali negativi si osservano, come era da attendersi, rispetto al reddito, alle condizioni materiali di vita e all’occupazione ma toccano anche elementi significativi in altri domini del Bes: dalla speranza di vita ai livelli di scolarizzazione, dalla conservazione del patrimonio edilizio alla ricerca e innovazione, dalla diffusione del non profit alla dotazione e fruizione di servizi come quelli culturali o per la prima infanzia. Non mancano però tematiche per le quali sono alcune città del Sud a evidenziare performance mediamente migliori di quelle del Centro-Nord, come i reati contro il patrimonio e le problematiche della mobilità urbana, anche se, per queste ultime, è riscontrabile un impegno proporzionalmente maggiore in termini di trasporto pubblico locale e di servizi innovativi di infomobilità».

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L’erbicida glifosato è probabilmente cancerogeno

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di

È guerra tra la multinazionale Monsanto e l’Organizzazione mondiale della sanità, dopo l’annuncio dell’inclusione del glifosato, un diserbante di cui la società possedeva il brevetto fino al 2001, tra le sostanze classificate come probabilmente cancerogene. La decisione è arrivata negli scorsi giorni, con la pubblicazione di uno studio dell’International Agency for Research on Cancer (Iarc) (presente per ora anche su Scribd), un panel di esperti che valuta per conto dell’Oms le conoscenze scientifiche disponibili sui rischi che una determinata sostanza possa provocare l’insorgenza di tumori.

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Clorpirifos, il pesticida che danneggia il cervello dei bambini

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Da anni ormai si conosce la pericolosità del pesticida Clorpirifos, tant’è che la U.S. Environmental Protection Agency ne ha bandito l’uso domestico. Eppure continua ad essere utilizzato ampiamente in agricoltura. La tossicologa Janette Sherman ribadisce come questa sostanza sia in grado di danneggiare seriamente il cervello dei bambini. Eppure le autorità preposte non la bandiscono.

di Redazione www.ilcambiamento.it - 19 Marzo 2015

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Quanta terra ci resta?

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Ogni anno sul pianeta si perdono circa 24 miliardi di tonnellate di terra fertile. Cemento, contaminazioni, pratiche agricole dissennate: l’umanità si comporta come se avesse a disposizione una risorsa inesauribile. A mostrarci chiaramente quanto le preoccupazioni per lo stato di salute del suolo non siano peregrine, è il Soil Atlas 2015. Nell’anno Internazionale dei Suoli, l’atlante fornisce più di uno spunto di riflessione sul rapido declino di questa risorsa essenziale per il benessere e la sopravvivenza dell’umanità (e dell’intera biosfera). Dati e immagini di immediata comprensione, come quelle che trovate in questa pagina, che mostrano, per esempio, come procedendo a questo ritmo nel 2050 la terra disponibile per la produzione alimentare sarà più che dimezzata rispetto a quella che utilizzata nel 1960.  

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Come costruire una Bat Box

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Scritto da Marta Albè  - 11 Marzo 2015

Una Bat Box è una casetta per ospitare i pipistrelli in giardino o sul balcone. I pipistrelli sono predatori naturali delle zanzare e simbolo della lotta biologica agli insetti desiderati. Dunque "adottando" un pipistrello potrete tenere lontane le zanzare senza ricorrere agli insetticidi.

 

Nei negozi di giardinaggio possiamo trovare in vendita delle Bat Box già pronte a cui ispirarci per realizzare la nostra Bat Box personalizzata, spendendo molto meno. Di solito serve semplicemente avere a disposizione del compensato, se non trovate del legno più resistente, magari di scarto.

Ospitare i pipistrelli in una Bat Box significa riavvicinarli all'ambiente urbano da cui via via stanno scomparendo poiché non trovano dei rifugi adatti. L'azione insettivora dei pipistrelli protegge l'orto, il giardino e le piante in vaso dai parassiti, oltre che noi stesi dalle punture di zanzara.

Posizionare una Bat Box sulle pareti esterne della casa è uno dei metodi migliori per attirare i pipistrelli nel proprio giardino. Darete una casa ai vostri pipistrelli poco prima dell'inizio della primavera e del periodo della fioritura. I pipistrelli vi saranno d'aiuto contro le zanzare, ma ricordatevi di rimuovere sempre l'acqua stagnante in secchi, lavatoi o sottovasi nel vostro giardino o sul balcone.

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APPELLO PER LA DIFESA DELLA SALUTE DALLE RADIAZIONI A RADIOFREQUENZA E MICROONDE

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APPELLO PER LA DIFESA DELLA SALUTE DALLE RADIAZIONI A RADIOFREQUENZA E MICROONDE

Lettera aperta della Task Force sui Campi Elettromagnetici

Al Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi

Al Presidente del Senato Pietro Grasso

Al Presidente della Camera Laura Boldrini Ai Deputati e Senatori del Parlamento Italiano

Ai Deputati italiani al Parlamento Europeo

Ai Presidenti delle Regioni

E p.c.:

Al Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella

Al Presidente dell’ANCI

Oggetto:     Diffida a non attuare il rilassamento dei livelli di protezione della popolazione dai campi elettromagnetici a radiofrequenza e microonde.

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Ambiente Italia: crolla l’economia, vola la green economy

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Disoccupazione, non occupazione, povertà. L’Italia è questo, ma anche riciclo e risparmio energetico. L’analisi di Ambiente Italia 2015 sulla green economy

Ambiente Italia crolla l’economia vola la green economy

L’economia italiana è una foresta di grafici in picchiata, ma i settori che riguardano l’ambiente presentano tendenze opposte. È questa, in un flash, la tesi di Ambiente Italia 2015, il rapporto annuale sullo stato del Paese e della green economy realizzato dall’istituto Ambiente Italia insieme a Legambiente. L’istantanea del Bel Paese scattata dal dossier inquadra una situazione economica disastrosa: il Pil pro capite, nel 2014, era sotto la media europea, mentre prima della crisi la superava del 10%. La disoccupazione è cresciuta e a fine 2014 il tasso raggiungeva il 12,8% (in Europa la media è il 10%). Ma il problema principale dell’Italia, secondo Ambiente Italia, è la non occupazione: nel 2014 le persone occupate sono state meno del 56% della popolazione tra i 15 e i 64 anni. La media in Unione Europea è del 65,5%. Ma la vera emergenza per il futuro – sostengono gli estensori – è rappresentata dai Neet, not (engaged) in Education, Employment or Training. Il 26% di coloro che hanno tra 15 e 29 anni non studia, non lavora, non entrano in un alcun processo formativo. Grecia a parte, è il massimo valore registrato in tutta l’Ue.

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L’uomo distrugge 100 volte più della natura

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Le attività dell’uomo erodono il suolo 100 volte più velocemente dei processi naturali. Lo sostiene una ricerca pubblicata sulla rivista americana Geology, che sottolinea come la rimozione delle foreste e l’agricoltura intensiva accelerino notevolmente l’erosione.

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Non c’è proprio nulla da fare: è l’uomo la “rovina” della Terra. Proprio così: la principale causa dell’erosione del suolo è dovuta alle attività umane. Secondo uno studio condotto dai ricercatori dell’University of Vermont e dell’Imperial College di Londra, infatti, le attività dell’uomo erodono il suolo circa 100 volte più velocemente di quanto facciano i processi naturali.

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Ispra: nelle acque italiane un cocktail chimico di pesticidi

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L’Istituto per la protezione ambientale pubblica l’edizione 2014 del Rapporto Nazionale Pesticidi

Sono ben 175 le sostanze, soprattutto erbicidi, trovate nelle acque superficiali e sotterranee italiane nel 2012. Una vera e propria bomba chimica dagli effetti ancora poco conosciuti

Il monito Ispra: nelle acque italiane un cocktail chimico di pesticidi

Nelle acque italiane scorre un vero e proprio cocktail chimico. A rivelarlo è l’Ispra nella nuova edizione del Rapporto nazionale Pesticidi, il documento che  raccoglie e rielabora tutti i dati provenienti da Regioni e Agenzie regionali per la protezione dell’ambiente, in merito alla contaminazione di queste sostanze. La relazione, che nello specifico si riferisce alle indagini svolte nel periodo 2011-2012, rivela che nei corpi idrici de Belpaese, sia quelli superficiali che quelli sotterranei, sono dispersi un gran numero di prodotti fitosanitari dagli effetti su salute e ambiente ancora poco conosciuti. Nel mix di sostanze chimiche appaiono 175 nomi diversi di molecole dalla non sempre spedita pronuncia. Si tratta spiega l’Ispra per lo più di erbicidi il cui utilizzo diretto sul suolo ne facilita la migrazione nelle acque soprattutto se impiegati in maniera concomitante a intense precipitazioni. Questa classe di sostanze è anche tra quelle che hanno determinato più di frequente il superamento degli standard di qualità ambientale. Un ruolo particolare, rivela il rapporto, lo riveste l’atrazina, molecola a elevata persistenza ambientale: nonostante non sia più utilizzata dagli anni ’80, (la messa al bando definitiva è avvenuta però solo nel ’92) presenta ancora una contaminazione importante, soprattutto nelle acque sotterranee, dove a livello nazionale è presente in 134 punti con valori sopra al limite di 0,1µg/l.

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Terra dei fuochi: anche l'aria inquinata è uno stile di vita errato

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Si torna a parlare di Terra dei Fuochi dopo che Gigi D'Alessio al concerto di Capodanno in Piazza del Plebiscito a Napoli ha dato i numeri di quella che sarebbe la reale situazione dell'inquinamento in Campania, generando polemiche e confusione

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Una panoramica sui progetti europei di supporto al Patto dei Sindaci

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Il Patto dei Sindaci (CoM - Covenant of Mayors) rappresenta il più grande movimento europeo di enti locali, autorità pubbliche e stakeholder uniti nella lotta ai cambiamenti climatici. L’Ufficio del Patto dei Sindaci (CoMO), con il supporto del CCR (Centro Comune di Ricerche), ha pubblicato negli ultimi anni numerosi documenti a supporto tecnico e metodologico degli enti e dei soggetti che hanno aderito o che vogliono aderire al Patto (il materiale è reperibile nella Biblioteca online sul sito ufficiale del Patto). In parallelo, l’Unione Europea ha finanziato e promosso differenti progetti (alcuni dei quali in corso) di promozione e supporto al Patto dei Sindaci in Europa focalizzati in particolare sul capacity building (rafforzamento delle competenze) degli attori coinvolti.

I focus dei singoli progetti sono differenti, spaziano geograficamente dal coinvolgimento delle aree rurali alle isole e alle zone alpine, propongono nuovi approcci di collaborazione e cooperazione, nuove metodologie per la redazione e implementazione dei Piani d’Azione per l’Energia Sostenibile, ma sono tutti comunque incentrati su una maggiore diffusione e promozione del Patto dei Sindaci, con il più ampio coinvolgimento della cittadinanza, degli stakeholder e degli amministratori locali. Questo articolo vuole pertanto offrire una panoramica su tali progetti mediante una tabella di sintesi al fine di fornire un quadro d’insieme sugli strumenti di supporto disponibili.

Scarica la Tabella di Sintesi sui progetti europei di supporto al Patto dei Sindaci

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Scarica gratis il calendario greenMe 2015

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Il 2014 sta per finire: qualcuno sospirerà “finalmente”, qualcuno invece lascerà scorrere via quest’anno con un po’ di nostalgia perché magari gli ha regalo qualcosa di bello. Al di là di come sia andata, in questo tempo di bilanci e aspettative, come ogni anno vogliamo farvi un piccolo regalo: il nostro calendario green!

Uno strumento utile ad organizzare le vostre attività, sul quale scrivere gli appuntamenti più importanti e i compleanni da non dimenticare ma indispensabile soprattutto per voi che ci seguite e che ormai sappiamo amate fare una spesa consapevole e di stagione. All'interno troverete la frutta e la verdura tipica di ogni mese oltre a consigli per semine e raccolti nel vostro orto (anche sul balcone).

L’abbiamo realizzato e arricchito come sempre con i molti colori di cui è fatta la natura ma voi potete benissimo scegliere di stamparlo in bianco e nero e ovviamente (neanche a dirlo) su carta da riciclo! Basterà poi forarlo in alto, aggiungere semmai un piccolo laccio e appenderlo in ufficio, in casa o dove vi può tornare più utile.

Potete scaricare il calendario greenMe.it 2015 gratuitamente QUI.  

Auguriamo a tutti voi, ma anche al nostro pianeta che ne ha tanto bisogno, uno splendido nuovo anno!

Francesca Biagioli

Fonte: www.greenme.it

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Le nanoparticelle ci fanno ammalare

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Da oltre 15 anni sono impegnati, insieme, nella ricerca sulle nanopatologie; da oltre 40 operano nel campo della ricerca biomedica. Sono stati dapprima ignorati, poi osteggiati, boicottati, criminalizzati. «Sosteniamo una tesi assai scomoda - spiegano Stefano Montanari e Antonietta Gatti - e cioè che molte patologie sono causate proprio dal nanoparticolato in cui siamo immersi, frutto di emissioni inquinanti ma anche dell’utilizzo di armi micidiali; queste nanoparticelle penetrano nel nostro organismo e si incistano nei nostri organi e tessuti. Ma troppi interessi ci sono in gioco…».

di Giovanni Fez - 15 Dicembre 2014 

 

 

 

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Il mondo ha bisogno di alberi: niente alberi, niente futuro

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