Ambiente ed Ecologia

LED, l'esperto Diego Bonata: «Inquinanti e inefficienti a medio e lungo termine»

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I LED permettono davvero di ridurre dei costi e i consumi per l'illuminazione pubblica? E cosa comportano in termini di comfort e di inquinamento luminoso? Eco dalle Città lo ha chiesto a Diego Bonata, ingegnere aerospaziale esperto in materia di inquinamento luminoso

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Sono sempre più numerose le città, a cominciare da Torino e Milano, che progettano di sostituire i vecchi lampioni stradali (in parte o completamente) con lampade al LED, che sembrano offrire molti vantaggi in termini di riduzione dei costi e risparmio energetico, ma è davvero così? E cosa comportano in termini di comfort e di inquinamento luminoso? Eco dalle Città lo ha chiesto a Diego Bonata, ingegnere aerospaziale, considerato uno dei massimi esperti italiani in materia di inquinamento luminoso e progettazione di impianti di illuminazione pubblica.

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Sabbia, microbi, pipì e nascono i mobili compostabili

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Trimble (giovane studente di designer): “Mi sono chiesto esiste là fuori un materiale equivalente al calcestruzzo che sia però più ecologico, ma strutturalmente comparabile?”

Sabbia, microbi, pipì e nascono i mobili compostabili

(Rinnovabili.it) – Immaginate di poter utilizzare materie prime comuni e scarti per dar vita ad una nuova linea di mobili, ecologici e biodegradabili. A dimostrare che nulla è impossibile e come si possa creare una sedia anche semplicemente usando della sabbia, è Peter Trimble, studente alla scuola di Arte dell’Università di Edimburgo. Trimble per la sua tesi di laurea ha cercato di indagare quali possibilità vi fossero di far crescere un materiale da costruzione, invece di impiegare processi ad alta intensità. Nascono così i mobili compostabili. “Mi sono chiesto, – spiega il giovane designer -, esiste là fuori un materiale equivalente al calcestruzzo che sia però più ecologico, ma strutturalmente comparabile?”. La risposta è sì, e tutto ciò che serve per realizzarlo è un po’ di sabbia, batteri, cloruro di calcio e una discreta quantità di urina.

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Ecodom, la raccolta risale

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I primi dati sull’operatività del Consorzio nel 2013 indicano una sostanziale tenuta dei quantitativi gestiti (-1,4% sul 2012), grazie alla ripresa cominciata lo scorso giugno - e che prosegue nel 2014 - dopo un primo semestre di arretramento. I numeri esaustivi di questa attività in termini di performance ambientale, sociale ed economica saranno pubblicati nel Rapporto di Sostenibilità 2013, che verrà presentato a fine maggio a Roma.

Un anno cominciato in salita ma che, a partire da giugno, ha cambiato di segno per concludersi con numeri analoghi a quelli registrati nel 2012: 70.954 tonnellate di RAEE gestite (-1,39% rispetto al 2012), pari al 31,4% in peso di tutti i RAEE trattati dal Sistema formale italiano.

Questo l’andamento dell’attività 2013 di Ecodom, il principale Consorzio italiano di Produttori di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (AEE), operativo dal 2008 nella gestione dei RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) domestici dei Raggruppamenti R1 (frigoriferi, climatizzatori), R2 (lavatrici, lavastoviglie, forni, cappe, scalda-acqua) e R4 (piccoli elettrodomestici, elettronica di consumo). I dati definitivi saranno pubblicati nel Rapporto di Sostenibilità 2013, che verrà presentato nella seconda metà di maggio a Roma.

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Greenwashing: quando il diavolo veste verde

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Greenwashing: quando il diavolo veste verde

Il termine Greenwashing fu coniato da Jay Westervelt nel 1986 quando rilevò che in molti Hotel degli USA si invitavano gli ospiti a “salvare l’ambiente” riutilizzando più volte durante la loro permanenza lenzuola ed asciugamani mentre non ci si preoccupava di sprechi ben più gravi, come l’utilizzo di condizionatori mantenuti a temperature polari (notoriamente 18/20°), di fontane pirotecniche, di insegne luminose “energivore” e di piscine con acqua tenuta costantemente a 26°, anche d’estate. Il vero obiettivo dunque era semplicemente risparmiare sulla fornitura delle lavanderie industriali, un cartello che in USA è particolarmente agguerrito, limitando quindi il cambio di biancheria a uno solo durante uno stazionamento medio degli ospiti di 3-5 giorni.

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La “spinta gentile” del trasporto pubblico

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Dalle scienze comportamentali una soluzione per le città sostenibili del futuro

La “spinta gentile” del trasporto pubblico

Le diverse esperienze di viaggio influenzano la felicità dei cittadini. Non conta solo il prezzo del biglietto

[6 marzo 2014]

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Gli aspetti economici e qualitativi ricoprono un ruolo fondamentale nella comprensione dei fattori che influenzano le scelte dei cittadini in tema di trasporto pubblico. Per promuovere quest’ultimo, ogni tradizionale intervento di policy making agisce su a) i prezzi e gli incentivi economici (costi legati al carburante, parcheggi, pedaggi, biglietti), b) il miglioramento del servizio offerto. Ma come facciamo a essere sicuri che interventi di questo tipo funzioneranno? Come possiamo prevedere quali saranno gli effetti sulle decisioni dei cittadini? Generalizzando l’esperienza di Tallinn, risulta che il tradizionale modus operandi delle amministrazioni necessiti di colmare una lacuna, iniziando a comprendere i fattori cognitivo-comportamentali che indirizzano le scelte delle persone. Il miglioramento della qualità offerta e la modifica dei prezzi presuppongono, infatti, un modello economico di cittadino troppo idealizzato, secondo il quale, in tema di trasporti, gli individui compiono scelte razionali, consistenti e perfettamente informate, mirando a massimizzare la propria utilità attraverso un’analisi costi-benefici.

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Green economy, un Green New Deal per l'Italia è possibile

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28 Febbraio 2014
Green economy, un Green New Deal per l'Italia è possibile
(Redazione Nextville)
 
E’ stato presentato ieri presso la sede dell’ENEA, a Roma, il Rapporto sulla Green Economy 2013: “Un Green New Deal per l’Italia”, curato dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e dall’ENEA, e giunto alla sua seconda edizione.

Si chiama "Un Green New Deal per l'Italia", è stato pubblicato da Edizioni Ambiente, ed è a cura di Edo Ronchi, Roberto Morabito, Toni Federico, Grazia Barberio con la prefazione di Simon Upton, direttore del Dipartimento Ambiente dell'OCSE, e di Tim Jackson, docente di Sviluppo sostenibile presso l'Università del Surrey.

Il rapporto si divide in due parti: la prima dedicata al contesto internazionale e la seconda alla realtà italiana. Si parte da un excursus storico-economico che, dalla crisi del ’29 arriva ai giorni nostri, e fornisce un’ampia illustrazione delle proposte per un Green New Deal formulate dall'UNEP e dall'OCSE, le prospettive per l’affermazione della green economy in Europa, nonché le difficoltà e le potenzialità dell’Italia, prendendo in esame le esigenze di investimenti pubblici e privati, gli effetti sull’occupazione e le riforme indispensabili.

La seconda parte, invece, analizza il nuovo ruolo che le città possono avere come volano per uno sviluppo sostenibile. In Italia il 68% della popolazione vive in un ambiente urbano, dove si produce in media il 75% dei rifiuti, e le abitazioni consumano dal 30 e al 60% in più di energia rispetto alla media dell'Unione Europea. Tale concentrazione abitativa accresce i problemi ambientali, come l’inarrestabile cementificazione, con insediamenti distribuiti in maniera frammentata e disordinata sul territorio, e che continua ad occupare aree libere, spesso agricole, al ritmo di 343 metri quadrati all'anno per ciascun italiano.

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Salviamo le api. Firma la petizione

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Le api stanno scomparendo. A partire dalla fine degli anni '90, molti apicoltori (soprattutto in Europa e Nord America) hanno iniziato a segnalare un'anomala diminuzione nelle colonie di api. Il fenomeno ha riguardato principalmente i Paesi dell'Europa centrale e meridionale. Sia le api domestiche che quelle selvatiche rivestono un ruolo fondamentale per la produzione di cibo. Anche altri insetti, come bombi, farfalle e mosche, danno il loro contributo al processo naturale di impollinazione. Senza gli insetti impollinatori, molti esseri umani e animali avrebbero difficoltà a trovare il cibo di cui hanno bisogno per la loro alimentazione e sopravvivenza. Fino al 35% della produzione di cibo a livello globale dipende dal servizio di impollinazione naturale offerto da questi insetti. Delle 100 colture da cui dipende il 90% della produzione mondiale di cibo, 71 sono legate al lavoro di impollinazione delle api. Solo in Europa, ben 4000 diverse colture crescono grazie alle api. Se gli insetti impollinatori continueranno a diminuire come sta succedendo da anni, molti alimenti potrebbero non arrivare più sulle nostre tavole.

salviamoleapi.org

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Come e perche' attirare i pipistrelli nel vostro giardino

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pipistrelli

I pipistrelli sono una presenza naturale e un elemento importante negli ecosistemi. Forse non tutti ne sono a conoscenza ma, proprio come le api, alcuni pipistrelli svolgono la funzione di impollinatori. E' difficile riuscire ad avvistare un pipistrello. Si inizia ormai a parlare di una vera e propria estinzione in proposito. Inoltre, come è ben noto, i pipistrelli amano la vita notturna.

Entrare a contatto con uno di loro di giorno potrebbe risultare piuttosto difficile, a meno di non avere a disposizione una bat-box in cui sbirciare di tanto in tanto, per riuscire a capire se un pipistrello abbia finalmente deciso di utilizzarla come rifugio. E' proprio l'assenza di rifugi adatti che ha fatto desistere i pipistrelli dall'avvicinarsi alle nostre case e ai giardini. Eppure la loro presenza in natura è importantissima.

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Miaooo! La mia impronta è più leggera

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È partito “Gatti sostenibili” un nuovo progetto per ridurre l’impatto ambientale dei piccoli felini domestici

 

Chi vive con un micino domestico sa bene che ci sono milioni di ragioni per condividere la propria giornata con un gatto e quanto sia bello rilassarsi accarezzandolo delicatamente o giocarci amorevolmente in un divertente turbinio di zampate e balzi. Ma anche lui lascia la sua impronta, oltre che su porte e finestre, anche sull’ambiente.

Un gatto domestico produce in media ogni anno 220 kg di rifiuti non riciclabili e annualmente in Italia si spendono circa 6 milioni di euro per smaltire le lettiere minerali non compostabili che, per l’80%, sono importate dalla Spagna a bordo di circa 12.000 tir. È stato calcolato che in Italia sono 1.200.000 i gatti che utilizzano la lettiera e di queste solo il 5% è di tipo vegetale.

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"Bike to School Day", si avvicina l'appuntamento del 31 gennaio

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Torna la pedalata mattutina di bambini e genitori verso la scuole, con il secondo appuntamento che ambisce a replicare i numeri e l'entusiasmo del primo evento del 29 novembre scorso. Torino, Milano, Roma e Napoli le città coinvolte, salta Bologna causa maltempo.

di Bruno Casula

A distanza di circa due mesi dal primo arriva il secondo Bike to School Day, l'iniziativa dei genitori che accompagnano i propri figli a scuola in bicicletta per “riappropriarsi delle strade”, mettendo in discussione l'autocentrismo della mobilità urbana italiana. L'appuntamento con la pedalata mattutina è per venerdì 31 gennaio, in quattro differenti città: Torino, Milano, Roma e Napoli. Come scrivono i genitori promotori, l'iniziativa è nata con l'intento di "promuovere l’uso della bicicletta come mezzo di trasporto ecologico, economico e come strumento per avviare una riflessione sull’impatto che l’uso della macchina ha a livello ambientale, sul bilancio economico familiare e sull’educazione delle nuove generazioni".

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Come leggere l'etichetta dei detersivi

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leggere etichette detersivi

Come riconoscere un detersivo davvero ecologico? Leggere le etichette dei detersivi e dei prodotti per la pulizia della casa è di vitale importanza per scegliere ciò che di più innocuo per la salute e rispettoso dell'ambiente il mercato può offrirci. A differenza di ciò che avviene per i cosmetici, sulle etichette dei detersivi non è presente un INCI.

In etichetta non troveremo dunque una lista completa degli ingredienti utilizzati per la formulazione del prodotto (tranne in alcuni rari casi), ma un semplice elenco delle sostanze incluse al suo interno, accompagnate dall'indicazione di alcune percentuali. Ciò avviene sia per i detersivi convenzionali che per i prodotti che si dichiarano ecologici.

Come conoscere con precisione i componenti del detersivo da acquistare? I consumatori hanno diritto a ricevere informazioni dettagliate per quanto riguarda i componenti presenti nei detersivi, in particolar modo se soffrono di allergie o di problemi di salute che potrebbero risultare connessi al loro impiego.

In tal caso, per conoscere nei dettagli la composizione dei prodotti, dovrete rivolgervi direttamente alle aziende, contattandole via e-mail o tramite il numero verde per l'assistenza segnalato in etichetta. In alcuni casi, potrete visitare il sito web dei produttori, in cui consultare le schede tecniche dei prodotti. Si tratta di un'accortezza che vale sia per i detersivi convenzionali che per i prodotti ecologici.

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Governo del territorio: beni e merci

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resilienza_rigenerazione

“estratto” da: Dalla resilienza alla rigenerazione.

La bioeconomia ci informa che bisogna tener conto di costi che l’economia classica ignora sempre: gli effetti collaterali di cattive progettazioni e trasformazioni che fanno aumentare l’entropia. Le città costruite stanno facendo pagare i danni ambientali, sanitari, e sociali a tutti i cittadini. Un esempio banale per capire di cosa parliamo è l’effetto di una pessima mobilità, cattiva distribuzione dei servizi che peggiora la nostra qualità di vita poiché trascorriamo ore nel traffico consumando idrocarburi inquinanti. Come misurare il danno economico per l’assenza di biblioteche civiche? Come misurare l’infelicità per l’assenza di teatri? L’assenza di piste ciclabili? Come misurare l’infelicità per l’assenza di parchi, spazi aperti e il mare pulito? Come non tener conto della felicità di coltivare un orto sinergico? Come ignorare l’opportunità di realizzare quartieri autosufficienti energeticamente? L’economia classica ignora questi costi mentre l’approccio multi-criteria considera anche questi aspetti che fanno comprendere l’importanza di rigenerare le città costruite male.

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L'acqua è un bene prezioso, non sprecarla!

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acqua bene prezioso

Tutti sappiamo che cos’è l’acqua e quanto sia indispensabile alla vita. Aprire il rubinetto e veder scorrere l’acqua è una cosa normalissima per noi, ma non tutti sanno quanto lavoro, quanta energia e quante attenzioni devono essere messe in campo perché un gesto così semplice accada ogni giorno. Acea si occupa proprio di questo. Ridurre il consumo di acqua è la più importante forma di risparmio Il consumo pro capite di acqua per uso personale è di circa 200 litri al giorno:

il 35% per pulizie personali
il 30% per usi igienici (wc)
il 20% per lavare indumenti i
l 10% in cucina
il 5% per pulire la casa

Acea ti consiglia alcuni semplici accorgimenti

Chiudi il rubinetto mentre ti lavi i denti: risparmierai 20 litri.   
Sai quanto consumi facendo il bagno? Ben 150 litri, l’equivalente di tre docce. Chiudi l’acqua mentre ti insaponi sotto la doccia: risparmierai 30 litri.
Se puoi, installa il sistema a doppio scarico per il wc. Riduci la quantità d’acqua nella cassetta di scarico: il consumo si ridurrà del 10%.
F ai attenzione al rubinetto che gocciola: risparmierai 15.000 litri l’anno.
Usa la lavatrice solo a pieno carico: risparmierai 20.000 litri l’anno.
Non lasciare aperto il rubinetto quando ti fai la barba.

...in cucina
Usa la lavastoviglie solo a pieno carico. Leggi il libretto di istruzioni per informazioni e consigli.
Lava i piatti in una bacinella, possibilmente subito dopo l’uso.
Lasciare in ammollo le stoviglie nefacilita la pulizia. I
noltre, utilizza l’acqua di cottura della pasta, ha un alto potere sgrassante e detergente.
Aggiusta i rubinetti che perdono: si possono sprecare fino a 40 litri d’acqua in un solo giorno.
Applica un frangigetto sui rubinetti. In questo modo, l’acqua in uscita si miscelerà con l’aria e i consumi si ridurranno del 40%.

in giardino…
Innaffia le piante verso sera quando il sole è calato: l'acqua evaporerà molto più lentamente.
Ricicla, per i fiori e le piante, l'acqua con cui hai lavato frutta e verdura.
Installa un impianto di irrigazione a goccia. Se puoi, raccogli l'acqua piovana e riutilizzala per il tuo giardino.

e infine…
Quando lavi l'automobile usa il secchio: risparmierai 300 litri.
Se vedi qualcuno che spreca acqua faglielo notare!
Ricordati che il risparmio idrico passa attraverso una buona manutenzione di rubinetti, guarnizioni e tubature.
Il controllo periodico del contatore di aiuterà a capire se ci sono perdite

(fonte: aceaato5)

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Knitting: 10 motivi per iniziare a lavorare a maglia

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knitting lavorare a maglia

Lavorare a maglia è un'arte tutta da riscoprire. Negli ultimi anni l'effetto relax dello knitting ha spinto sempre più persone ad andare alla ricerca di ferri e gomitoli, per dedicarsi alla realizzazione di piccoli progetti durante il tempo libero, la sera, nelle sale d'attesa o sui mezzi pubblici. 

 

motivi per iniziare a lavorare a maglia sono davvero numerosi. Molte mamme e nonne di sicuro hanno ancora a portata di mano tutto il necessario e potranno insegnarci le basi per metterci all'opera. 

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Napoli dice addio al primato di città ecomobile

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Napoli cede lo scettro di città ecomobile d’Italia. Ora il primato spetta a Palermo e Bari che hanno saputo dare maggiore spazio alla mobilità alternativa

Ecomobile 

(Rinnovabili.it) – Era stata eletta Città più ecomobile del Sud solo poco tempo fa e adesso Napoli è stata scavalcata da Palermo e Bari. La capitale partenopea scende quindi di ben 11 posizioni e arriva al 32° posto della classifica generale che elenca le città più ecosostenibili dello stivale. Lo ha reso noto l’aggiornamento comunicato da Ambiente Quotidiano prendendo spunto dai dati relativi al 7° rapporto “Mobilità sostenibile in Italia: indagine sulle principali 50 città”, elaborato da Euromobility con il Patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del Mare. 

Acquisito solo lo scorso anno, il primato è stato amaramente ceduta alle città che meglio hanno saputo coniugare i progetti di sostenibilità a quelli per il miglioramento della mobilità alternativa. A modificare le sorti di Napoli, che si trova un posto sopra a Salerno, il numero troppo elevato di autovetture per kmq, molte delle quali altamente inquinanti.

In assoluto la città più ecomobile d’Italia è Venezia per il suo basso indice di motorizzazione e per la maggiore area pedonale presente oltre che al trasporto pubblico migliore del paese. A seguire in classifica appaiono Bologna al secondo posto e Torino al terzo mentre la maglia nera viene consegnata a Siracusa, Reggio Calabria e Potenza.

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Iniziativa di una mamma: via gli ftalati dai presidi medicali!

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ftalati

 

Ha dell’incredibile: mentre sono ormai da anni vietati nei giocattoli per i loro pericolosi effetti sulla salute, poichè agiscono come interferenti endocrini, gli ftalati sono tuttora presenti in moltissimi presidi medicali come cateteri e sondini, usati correntemente anche nei reparti di pediatria e ginecologia. L’esposizione a queste sostanze dal riconosciuto rischio per la salute diventa molto maggiore in caso di persone malate croniche o disabili. Aggiungiamo la nostra voce a quella di Chiara, che chiede a gran voce che si corra subito ai ripari sostituendo i prodotti con altrettanti privi di ftalati o altre sostanze potenzialmente pericolose per la salute.
Scarica e scrivi anche tu al ministro Lorenzin:
 
 
per maggiori informazioni, guarda questo sito:
 

A.S.A.D. PEGASO - AMBULANZA VETERINARIA

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La presenza di un’ambulanza veterinaria, che possa intervenire in tutti i casi di urgenza e necessità, è finalmente divenuta legge: in particolare viene riconosciuto che anche gli amici a quattro zampe hanno diritto a ricevere assistenza d’urgenza per raggiungere la clinica più vicina, grazie ad un mezzo idoneo oppure ad un’auto privata. La presenza del mezzo veterinario e di altri mezzi di soccorso per animali erano stati già inseriti all’interno del nuovo codice della strada decreto legislativo 177 del 1992, grazie alla legge 120 del 2010: tuttavia solo nei giorni scorsi era stato messo a punto ed oggi finalmente approvato dal Consiglio di Stato, dopo apposito vaglio.

Trasportare i nostri amici a 4 zampe che necessitano di cure non sarà più un problema. Infatti a breve la Pubblica Assistenza A.S.A.D. PEGASO darà vita ad un ulteriore servizio rivolto esclusivamente agli animali. Parliamo della Ambulanza Veterinaria , un mezzo di soccorso con personale istruito ed ove richiesto Veterinario, che andrà a colmare una delle lacune più evidenti: quella dei trasporti per gli animali, non/o di emergenza- cani, gatti e animali non di taglia eccessiva, visto che parliamo di una ambulanza, che hanno bisogno di essere trasportati presso altri centri, o altre case, o strutture veterinarie di fiducia e non possono viaggiare in auto perché impossibilitati dalle loro condizioni fisiche. Inoltre è disponibile come servizio assistenza ad eventi e manifestazioni con animali, ed in caso di calamità o/e emergenze di protezione civile in genere. In attesa dell’istituzione del 118 veterinario da tutti auspicato e come indica il legislatore al momento il servizio ambulanza veterinario è rivolto solamente al privato, strutture convenzionate pubbliche o private che siano.

La Pubblica Assistenza A.S.A.D. PEGASO ha fatto già richiesta di adesione alla Federazione Italiana Ambulanze Veterinarie ed a breve ne farà parte condividendo gli scopi e le battaglie della stessa. Questo mezzo denominato "ZAMPA 1" è solo un primo mezzo, ma l’A.S.A.D. PEGASO acquisira’ altri veicoli dedicati al mondo animale.

La ZAMPA 1 prenderà servizio nel mese di Marzo, per info e convenzioni contattare la nostra centrale operativa allo 089/201382 responsabile del settore Antonio Sguazzo

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Mobilità urbana, nuovo pacchetto della Commissione Ue

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la Commissione Europea ha adottato un nuovo pacchetto di misure per favorire l'efficienza e la sostenibilità della mobilità urbana: finanziamenti mirati, ricerca e innovazione, condiisione di buone pratiche. Ecco il piano del Commissario ai trasporti Siim Kallas punto per punto

venerdì 03 gennaio 2014

Il 70% della popolazione dell’Unione Europea vive in città, dove la maggior parte dei viaggi inizia e termina. In molte aree urbane, tuttavia, la crescente domanda di mobilità urbana ha creato una situazione che non è più sostenibile: grave congestione del traffico, scarsa qualità dell’aria, inquinamento acustico e livelli di emissioni di CO2 elevati.

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Calendario del Cambiamento 2014

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Il Calendario del Cambiamento ritorna per tenervi compagnia nel corso di tutto il 2014. Ogni mese troverete tanti spunti interessanti dedicati all’autoproduzione, alle buone pratiche, alla transizione, all’alimentazione sostenibile e agli stili di vita attenti all’ambiente. Cosa sono le Banche del Tempo? E’ possibile coltivare un orto nei sacchi? Cosa si intende per Open Space Technology? Troverete le risposte a queste e ad altre domande incentrate sul tema Transition Time. Anche per il Calendario del Cambiamento 2014 ho voluto dare il mio piccolo contributo. Ringrazio tutte le persone che hanno collaborato per rendere concreto questo progetto. Non avere paura di sognare il  mondo che vorresti: in questo calendario ci sono tutte le informazioni e i contatti per iniziare.

Scarica qui il Calendario del Cambiamento 2014 – Transition Time.

Potete e siete invitati a distribuire quante copie volete di questo calendario, a diffonderlo tramite e-mail e a ripubblicarlo su internet, purché gratuitamente. Date un’occhiata anche all’edizione 2013, per salutare l’anno quasi terminato.

calendario del cambiamento 2014

A tutti voi i migliori auguri per un 2014 luminoso!

Marta Albè

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Si è sempre fatto così!

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Riflessioni sul problematico rapporto tra uomo e albero.

a cura di Giulio Giuli

La diffusa predisposizione a trasformare in umano tutto quello che umano non è, alberi compresi, è stata e continua a essere una delle principali fonti di danno per gli alberi. Cercare similitudini con l’essere umano può funzionare con le stagioni, ma non serve se si parla di alberi.
Carie del legno “curate” come dal dentista, cavità drenate, riempite, sigillate, tagli a filo del tronco, pomate cicatrizzanti, flebo e iniezioni, per citarne alcune, sono tutte pratiche nate e giustificate da questo tipo di approccio.

Dimostrare la reale diversità che esiste tra noi e gli alberi smontando questo falso buon senso dovrebbe essere cosa relativamente semplice: eppure circa venti anni sono trascorsi dalla pubblicazione dei primi lavori del compianto Alex Shigo, alla pressoché universale accettazione delle sue teorie riguardanti l’albero. Diversi ricercatori hanno poi indagato sui modelli di sviluppo delle varie specie, sulle caratteristiche meccaniche del legno dell’intera pianta, sulle reazioni alla potatura e altro ancora. Per chi vuole ascoltare, sono ormai disponibili numerose informazioni necessarie a comprendere il funzionamento dell’albero e a guidarne la corretta gestione.

Esiste però un’altra importante causa di maltrattamenti e pratiche dannose, su cui è forse ancora più difficile lavorare: la comprensione dei tempi dell’uomo e di quelli dell’albero.

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Il mondo ha bisogno di alberi: niente alberi, niente futuro

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